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Editoria. ISTAT: consumo beni culturali giù rispetto a 10 anni fa

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Nel 2005 il 58% della popolazione leggeva giornali e riviste, oggi il consumo è prevalentemente sul web.
Le statistiche ISTAT sul consumo dei prodotti culturali da oltre 10 anni a questa parte ci raccontano di come la popolazione italiana preferisca leggere i giornali via web e scaricare libri da internet piuttosto che acquistarli in libreria o al supermercato. Le lettrici più colte sono le donne, che si distaccano con il 2% dal pubblico maschile per libri letti durante l’anno, e i giovani tra 20-24 anni residenti al Centro-Nord.
Nel 2016 sono cresciute del 50% le stime riguardanti il consumo di attività culturali come cinema, spettacoli e sport che coinvolgono le famiglie. Secondo le statistiche dell’ISTAT dal 2005 sono sempre meno i nuclei famigliari che spendono per la cultura, preferendo investire su beni primari, come quelli alimentari. Infatti, dopo l’apice del 58,3% nel 2006, oggi i consumi culturali sono scesi fino al 43,9%.
Rispetto al 2015, la percentuale di persone che leggono quotidiani si è abbassata assieme a quella riguardante la cultura generale del paese: dal 42% di persone che leggono libri nel 2015, al 40,5% del 2016. Tra i lettori più forti ci sono le donne, lavoratrici e laureate, e i giovani dai 6 ai 24 anni, in particolar modo maggiorenni.
Il divario resta comunque ampio tra Nord e Sud, nonostante in Sardegna ci sia un’alta percentuale di lettori di quotidiani, seconda solo a Bolzano con quasi il 70% della popolazione di lettori e al Friuli-Venezia Giulia con il 61,2%.
Aumentano le percentuali di consumatori, se si considerano i prodotti culturali sul web. La percentuale è salita dal 30,5% della popolazione nel 2015, al 33,8% del 2016. Anche qui la percentuale di lettori è più alta tra i giovani dai 20 ai 24 anni: il 53,9% della popolazione usa internet per scaricare libri o leggere giornali on-line. L’informazione culturale sul web è più diffusa sempre tra i giovani nel Nord-Ovest, nonostante nel mezzogiorno si verifichi una diminuzione di consumo culturale sul web rispetto al 2015.
Grazie alle recenti iniziative del Ministero della Cultura sul cinema e i musei è aumentata la stima di persone che frequentano luoghi di cultura; nonostante permanga il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno con un gran margine di ampiezza. Per quanto riguarda il cinema la fruizione di spettacoli è molto più diffusa nei giovani tra gli 11 e i 24 anni.
Dal 2016 la popolazione italiana consuma il 50% in più di prodotti culturali come cinema e concerti di musica diversa da quella classica. Relativamente allo sport, la fruizione è in aumento dal 2016 e riguarda circa un terzo della popolazione, in particolar modo gli uomini, nonostante la quota più alta di sedentari si riscontri nel mezzogiorno con un 25,7%. (S.H. per NL)

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