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Radio. Smartphone 4° device dopo autoradio, ricevitore FM classico e TV

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La radio è sempre meno FM e sempre più digitale, declinata su varie piattaforme, tra cui primeggiano tv (DTT e smart tv), pc, DAB+ e smartphone.
Ora, se in questi mesi a tener banco è soprattutto il DTT, attraverso la veicolazione di flussi audio puri in simulcasting oppure con le ibride “radiovisione” e “audiografica”, sulla scorta della considerazione che la presenza degli apparati radio FM nelle abitazioni è scesa dal 99% del 1990 al 55% del 2016 (ed il calo è in rapida progressione), sicché ascoltare l’emittente radiofonica preferita attraverso la tv è l’unica soluzione se non si vuole attingere a pc o smartphone, meritevole d’interesse è anche quest’ultimo device.
All’argomento ha dedicato attenzione, con la consueta puntuale analisi, Claudio Astorri, consulente esperto di radiofonia, che ha approfondito il tema dell’ascolto della Radio dai differenti device occupandosi dello smartphone, “la croce e delizia dei consumatori e la dannazione e l’oggetto del contendere dei marketers“.
Occorre ricordare che lo smartphone è nel 2016 (dati Radio Monitor) soltanto il 4° device per fruizione del mezzo seguendo l’autoradio, l’apparecchio Radio e la TV“, spiega Astorri. “Il totale degli ascoltatori giornalieri dallo smartphone è peraltro ancora assai modesto ed è al di sotto dei 2.000.000 includendo ovviamente ogni forma di Radiofonia, pubblica e privata, nazionale e locale. E’ da precisare che l’ascolto da Smartphone può avvenire via WEB attraverso le numerose App disponibili a livello aggregato o di singola stazione ma anche con il funzionale ricevitore FM incluso nell’apparecchio, limitatamente a una parte di quelli con sistema Android e Windows Mobile”.
Attraverso un’elaborazione dei dati, il noto consulente ha realizzato la classifica delle stazioni con il maggior numero di ascoltatori nel giorno medio da Smartphone (che pubblichiamo in apertura, con la precisazione che si tratta di ascoltatori non necessariamente esclusivi poiché possono utilizzare anche altri device di ascolto nella giornata).
Nel merito, “a parte il “caso” Isoradio che stupisce e colpisce si può notare che le Radio con target più giovane non sono così avvantaggiate come i guru del digitale si aspetterebbero“, osserva Astorri, secondo il quale “Il segno chiaro è che, sia pure con numeri complessivi ancora modestissimi, lo smartphone sia un device che attraversa lo spettro socio-demografico degli ascoltatori della Radio con interessante bilanciamento”. (M.L. per NL)

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