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Granitiche incertezze

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Il Rapporto Censis 2017 sulla Comunicazione costituisce un importante indicatore dei trend dei media in Italia. Uno dei parametri più interessanti a livello socio-culturale-economico è l’individuazione del medium che esercita più di tutti una influenza sui fattori ritenuti centrali nell’immaginario collettivo della società di oggi, con suddivisione per età.
A riguardo al primo posto c’è ancora la tv (28,5%), con una fortissima prevalenza nel target 65-80 anni (48,9%) ed una curiosa flessione non già sul target dei giovani (i 14/29enni totalizzano un dignitoso 22,5%), bensì dei giovani-adulti (30-44 anni), limitati al 16,3% (la fascia successiva 45/64 risale significativamente al 29,1%).
La radio, invece è ad un ben poco edificante 5° posto, con un miserevole 4,6% sul totale della popolazione, che trova la massima incidenza (ancorché poco rimarchevole) nel target 14-29 (6,7%) ed un picco negativo sul target 65-80 anni (3,4%), mentre registra un trend simile alla tv tra i 30-44 anni (3,6%) e tra i 45-64 anni (4,9%).
Al di là della bassissima influenza esercitata dalla radio (superiore solo ai libri ed al cinema e fortemente al di sotto anche di social network, internet e giornali), quel che impressiona è che vengono messi in dubbio postulati fino ad ora saldi come che essa fosse il medium dominante sul pubblico giovane-adulto ed adulto.
Dalla fotografia del Censis non pare proprio…

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