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Radio, ascolti e pubblicità. Dopo la bocciatura del 1° trimestre il mercato guarda avanti

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Alla fine il prof. Giorgio Marbach ha bocciato i rilievi relativi al primo trimestre 2017 del Tavolo Editori Radio, la società partecipata dalle emittenti radio (direttamente o tramite le rappresentanze sindacali) deputata ad accertare i relativi ascolti.
Le modalità di rilevazioni non hanno soddisfatto il luminare in ricerce di mercato – già rettore dell’ateneo telematico Universitas Mercatorum e professore Ordinario di Statistica economica, così dando ragione a Radiomediaset (oggetto di una spoilerata agostana di Dagospia su presunte infelici performance d’ascolto delle proprie radio) e a RAI che pare si fossero opposte con determinazione alla pubblicazione di un dato controverso che, pur nell’obbligo di riservatezza, aveva fatto esaltare taluni e stramazzare al suolo altri. Entrambi magari senza che avessero operato interventi tali da giustificare crescite o crolli.
Si procederà quindi a pubblicare i dati del cd. semestre mobile, cioè quello costituito dai trimestri aprile/giugno e luglio/settembre (quest’ultimo sarà recapitato alle emittenti entro il 12/10/2017).

Nell’ultimo trimestre 2017 verranno poi condotte ulteriori 30.000 interviste da GFK (il precedente rilevatore che curata l’indagine Radio Monitor by Eurisko) e da Ipsos, così determinando un complesso di 90.000 rilievi annuali (g/m e 7 giorni), cui si aggiungono i 20.000 interpelli di Doxa per le coperture fino a 28 giorni.
Pace fatta quindi? Manco per niente: non si placano infatti le polemiche intorno ad un metodo di rilevazione, il CATI, considerato – oltre che premiante le top station e penalizzante i piccoli player – superato ed inefficace per tarare palinsesti e competere con mezzi che forniscono la profilazione dei propri utenti in tempo reale, così come è tutto da recuperare il rapporto con l’UPA (Utenti Pubblicità Associati) dopo l’infelice uscita del presidente TER Nicola Sinisi in occasione del precedente CdA.
Intanto però la raccolta pubblicitaria dopo un periodo di crescita è stagnante: l’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Agosto 2017 registrando un dato pari a -0,3% rispetto al corrispettivo 2016 (tale dato corrisponde ad un fatturato totale di € 12.053.000,00).
Secondo il Presidente FCP-Assoradio Fausto Amorese, ad agosto si è riscontrata “una sostanziale stabilità del fatturato pubblicitario rispetto al corrispondente mese del 2016, e una progressione del +6,7% verso il 2015. Nel mese si evidenzia la crescita di diversi settori, in particolare Distribuzione, Abitazione, Finanza/Assicurazioni. Se consideriamo i primi otto mesi del 2017 i ricavi pubblicitari del mezzo restano ampiamente in terreno positivo facendo registrare un incremento del +3,2% verso il 2016 e del +4,5% verso il 2015”. (E.G. per NL)

foto antenna di Floriano Fornasiero

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