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Radio, indagini ascolto TER semestre mobile 2017: è consacrazione della multipiattaforma

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Con più tranquillità cominciamo ad esaminare la sofferta indagine del Tavolo Editori Radio (TER) alla sua prima prova sul dato semestrale mobile, cioè il secondo e terzo trimestre 2017 (04/05-09/10), dopo che i rilievi dei primi 90 giorni dell’anno erano stati cassati quanto a metodologia dal prof. Marbach, revisore incaricato dal cda in conseguenza di dure polemiche da parte dei soci alla consegna dei dati riservati.
Una premessa è essenziale: trattandosi per l’appunto di semestre mobile, il dato a nostro avviso non è assolutamente paragonabile con quello della precedente indagine Radio Monitor di Eurisko, salvo scomporlo e ricomporlo; soluzione che però non sarebbe esente da critiche, visto anche il cambiamento, ancorché parziale, della metodologia della rilevazione, alla quale hanno concorso gli istituti di ricerca GFK Eurisko e Ipsos, mentre la ricerca per la campionatura delle coperture a 14/28 giorni è stata affidata a Doxa, sotto la supervisione di Reply. Qualsiasi parallelismo tra l’indagine Radio Monitor e quella TER lascerebbe così tanti margini di errore che l’unica valutazione concreta effettuabile non è sul valore assoluto, ma sul posizionamento in classifica, demandando ogni valutazione comparativa solo in presenza di periodi omogenei (quindi nemmeno questo semestre potrà essere comparato l’anno prossimo, essendo frutto di una composizione convenzionale, ad usum delphini, come abbiamo già osservato).rtl1025 300x191 - Radio, indagini ascolto TER semestre mobile 2017: è consacrazione della multipiattaforma
Infine un’altra annotazione importante: questa è, di fatto, la prima indagine “multipiattaforma“, nel senso che, questa volta, i device diversi dalla FM hanno pesato tantissimo sui rilievi, al punto da alterare diverse posizioni. Regina in tal senso è ovviamente la declinazione televisiva per l’ascolto indoor, considerato che ormai è pacifico ed assodato che siamo ampiamente scesi sotto il 50% degli ambienti dove un ricevitore FM/DAB+/IP stand alone è disponibile. Se, quindi, la visual radio è ormai un fenomeno reale di cui tutti gli operatori devono prendere atto, va sottolineata l’assoluta persistente essenzialità della FM per la fruizione da parte degli automobilisti, in quanto l’ascolto in macchina attraverso DAB+ e IP è ancora marginale (anche se il webcasting comincia a pesare molto sull’ascolto in mobilità fuori auto).radio italia 300x194 - Radio, indagini ascolto TER semestre mobile 2017: è consacrazione della multipiattaforma
In questo contesto non dovrebbe stupire l’abnorme crescita di RTL 102,5, che TER attesta a ben 8.483.000 italiani: l’emittente di Lorenzo Suraci è stata la prima a credere nella multipiattaforma, investendo in particolare moltissimo nella “radiovisione”, cioè una forma di visual radio che quando si avrà la ripartizione per device si scoprirà certamente pesare tantissimo (alcune stime ufficiose la danno per oltre 2,5 milioni). Non altrettanto performanti sono risultate le altre due radio del gruppo dei Very Normal People, cioè Radio Zeta (697.000) e Radio Freccia (667.000), per le quali non pare improbabile l’adozione di correttivi, anche se, relativamente alla seconda, la rilevazione coincidente con la fase di start-up su gran parte delle piattaforme distributive (FM e visual radio erano in corso di implementazione durante la raccolta dati) rende difficile la valutazione di eventuali critiche nel complesso.
L’altra grande consacrata dalla multipiattaforma è Radio Italia, che pur non avendo effettuato investimenti in FM è al 3° posto della classifica: segno che l’altissima esposizione televisiva DTT ha contributo pesantemente al sostegno (quale sarebbe, del resto, un’altra spiegazione?).
L’ottima performance della prima radio di solo musica italiana introduce però l’obbligo di un’altra valutazione: se il sistema CATI è noto premiare oltre ogni misura la potenza del brand, agendo sulla memoria dell’intervistato, con l’avvento della multipiattaforma si introduce un altro elemento dirimente e cioè la circostanza che l’ascoltatore difficilmente sarà in grado di distinguere tra i device impiegati per il caso specifico, anche nel caso di prodotti eterogenei sul piano dei contenuti, come appunto per Radio Italia (la cui tv non è la mera ripetizione televisiva della radio integrata a livello sensoriale), così che tenderà a premiare la radio che “incontra più spesso” sui suoi strumenti di fruizione di contenuto.rds 3 - Radio, indagini ascolto TER semestre mobile 2017: è consacrazione della multipiattaforma
Il risultato sorprendente di RDS (5.701.000 utenti), che invece è del tutto incomprensibilmente assente dal medium tv (con tanto di dichiarazioni di disinteresse del suo editore, quasi ci fosse da vantarsene…), ma che ha investito molto in FM, potrebbe in realtà essere l’eccezione che conferma la regola: Eduardo Montefusco si dovrebbe seriamente domandare che numeri avrebbero fatto le sue radio se fossero state anche in tv. Vivere nel dubbio sarebbe da folli, quindi è presumibile attendersi uno sviluppo televisivo anche per il gruppo romano (in particolare per le sue “locali”, Discoradio in testa, che ha dato notevoli riscontri pur in presenza di una diffusione only FM che la chiude fuori dai locali pubblici dove avrebbe gran parte del suo pubblico naturale).
La complessiva ridotta performance di Radiomediaset tra le radio di proprietà (Radio 105, R 101, Virgin Radio e Radio Subasio) e quelle commercializzate, fuori da Radio Norba (che guarda caso è presente in forze in visual radio), dimostrano proprio l’opportunità di allargare l’utilizzo di piattaforme distributive dei contenuti, anche se ragionamenti strategici sul layout di R 101 e Radio 105 andrebbero sicuramente fatti, in particolare per quest’ultima, che sembra aver veramente imboccato una via sbagliata che la sta allontanando dal trend positivo avviato dalla vecchia gestione. Nonostante gli ingenti investimenti in FM, le emittenti di Salvaderi, tranne Virgin (presente però nel notturno sul DTT sul canale di Italia 2) ed in piccola parte per R 101 (che tuttavia dispone di un importante sbocco tv), sono infatti inchiodate e quindi si confermano le indiscrezioni dei mesi scorsi sulle insoddisfazioni interne….
Discorso speculare ma esponenziale per Elemedia, che trova Radio Capital in panne, una DeeJay a metà del guado e una m2o teoricamente in crescita (come detto i valori di questa ricerca non sono comparabili coi precedenti); ma in questo caso, oltre alla gravosa assenza della tv (l’assurdità è che il gruppo aveva LCN ben presidiati alienati in tempi recenti), concorre una diffusione FM lacunosa e una incomprensibile assenza dagli aggregatori di flussi streaming che cominciano ad avere un peso rilevante (soprattutto su prodotti altamente giovanili come m2o). Certamente in questo caso più di altri si dimostra che il modello della radio di programmi cede il passo a quella di flusso, circostanza che troviamo praticamente in tutti i casi esaminati.

Chi invece ha raccolto un positivo risultato dallo sviluppo dell’area digital è il gruppo indipendente Kiss Kiss, che come aveva dedotto Max Pandini nel suo articolo di ieri, col formato numerico ha recuperato molte posizioni, anche se pure in questo caso pesa l’assenza della componente televisiva (il DTT è parzialmente coltivato solo in Campania).
Non premiata, come lascerebbe presagire l’elevata caratterizzazione del contenuto, Radio 24: in questo caso la responsabilità è completamente da ascrivere, a nostro avviso, dalla scarsa attenzione alla distribuzione, con una rete FM da sempre deficitaria e la totale assenza dal medium tv.
Infine, punite in maniera esemplare da layout editoriali da rivedere, da strategie confuse e dall’assurdo non sfruttamento di risorse televisive captive, le reti RAI.
Un’ultima riflessione riguarda i valori complessivi del giorno/medio dei gruppi italiani, con Radiomediaset a 13.960.000 ascolti (comprendendo oltre a Radio 105, R 101 e Virgin Radio anche Radio Norba e RMC, mentre Kiss Kiss non può essere considerata essendo in uscita dal 2018), Elemedia (GEDI) a 13.883.000 (inserendo, oltre a DeeJay, Capital e m2o, Radio Italia), RTL 102.5 a 9.847.000 (con Zeta e Freccia), RAI a 8.924.000 (Radiouno, Radiodue, Radiotre e Isoradio), mentre corre sicuramente l’esigenza di integrazione con altri player da parte di RDS, che con le sue diramazioni locali non arriva ai 7 mln. Fuori da ogni logica commerciale l’indipendente Radio 24, mentre una variante interessante sarà l’accasamento nel 2018 di Kiss Kiss, per la quale appare improbabile la messa in moto di una concessionaria autonoma. (E.G. per NL)

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