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Radio e Tv, Mise: scomparsa Marina Verna. Favorì il passaggio da un ministero chiuso ad uno aperto al dialogo ed alla mediazione

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Sabato 2 settembre, Marina Verna, già dirigente della DGSCERP del Ministero dello Sviluppo Economico dipartimento Comunicazioni è morta a 62 anni, dopo una lunga malattia.
Laureata in Giurisprudenza, dopo aver conseguito l’abilitazione allo svolgimento della professione di avvocato assunse via via ruoli sempre più importanti presso il dicastero che all’origine fu delle Poste e delle Telecomunicazioni per poi divenire delle Comunicazioni ed infine confluire nel Ministero dello Sviluppo Economico, fino alla pensione dello scorso anno, coincidente con i sopravvenuti gravi problemi di salute.
Molto preparata sia sul piano giuridico che tecnico, Marina Verna ha seguito passaggi molto delicati per il settore radiotelevisivo italiano, primo fra tutti quello dall’analogico al DTT, gestendo anche complesse relazioni internazionali.
Aperta al dialogo, ove possibile cercava di mediare per raggiungere compromessi che contemperassero le diverse posizioni tra pubblico e privato (e non raramente tra nazionale ed internazionale).ministero dello sviluppo economico (stabile) 300x169 - Radio e Tv, Mise: scomparsa Marina Verna. Favorì il passaggio da un ministero chiuso ad uno aperto al dialogo ed alla mediazione
“Possiamo dire che Marina Verna fu la personificazione del passaggio da un Ministero freddo, distaccato e “punitivo” ad una amministrazione aperta, più coraggiosa e moderna”, ricorda Massimo Lualdi, avvocato di Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico).
Marina Verna si trovò peraltro a gestire la diminuzione del personale del dicastero a fronte di un aumento delle attività: da un Ministero dotato di risorse umane fino all’eccesso negli anni 80, si passò dalla fine degli anni ’90 ad una costante riduzione –, ricorda ancora Lualdi – Eppure nonostante il minor personale a disposizione e l’aumento della complessità delle questioni, il dirigente non si negava mai (a differenza di predecessori irraggiungibili) tanto al grande network quanto alla piccola stazione“.
Sicuramente il suo nome non sarà archiviato nell’indifferenza, perché ha contraddistinto veramente una bella persona“, conclude Lualdi.
Ai familiari le condoglianze di tutta la redazione. (E.G. per NL)

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