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Radio e Tv, Verona. Il caso Torricelle arriva nelle aule parlamentari. Intanto cominciano a riapparire i segnali oscurati

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Non sarà facile venirne fuori. Certamente le antenne dalla Torre Massimiliana dovranno andarsene; ma ora si punta ad avere un sufficiente lasso di tempo per farlo.
Sono sempre più convinto che si poteva evitare lo spegnimento dei segnali video e radio di tante emittenti radiotelevisive locali e pragmaticamente trovare una soluzione diversa – commenta Vincenzo D’Arienzo, parlamentare del PD, sul recente sequestro dei siti disposto dalla Procura di VeronaIn gioco ci sono il servizio pubblico e la continuità dell’informazione ai cittadini. Certo, il servizio pubblico deve svolgersi nella legalità, ma va anche detto che la trattativa in essere andava in quella direzione, ovvero era noto a tutti che le emittenti radiotelevisive erano disponibili a sanare la propria posizione”.

“Resta un piccolo dubbio sullo sfondo: la presenza di telecamere sul posto al momento del sequestro. Presenterò un’interrogazione al Governo. Nel rispetto delle decisioni della magistratura e preoccupato per il contraccolpo sul servizio pubblico di interesse generale, chiederò al ministro Calenda di seguire la vicenda. Penso che il Ministro possa dare una mano al tavolo in essere tra Demanio ed emittenti affinché sia accelerata la soluzione positiva e tutte le emittenti possano tornare a lavorare serenamente a favore della crescita culturale del territorio”, continua D’Arienzo.
Intanto alcuni segnali radiotelevisivi hanno fatto la propria ricomparsa sulla città; ma non per conseguenza di un provvedimento del Tribunale del Riesame, al quale certamente saranno presentate istanze, quanto presumibilmente a seguito di delocalizzazioni in via urgente e contingente, considerato che i siti sequestrati non sono naturalmente agibili. (E.G. per NL)

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