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Tlc. Iliad sposta a maggio-giugno 2018 arrivo in Italia. Ma mercato si sta adeguando per fronteggiarne aggressività. Target quad play (broadband, tv, telefonia e wireless)

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Confermate le anticipazioni di NL: l’arrivo (in forze) di Iliad, l’operatore telefonico francese che col marchio Ho promette di abbattere le tariffe delle connessioni mobili, si sposta alla tarda primavera.
Esigenze tecniche connesse all’implementazione della rete in proprio (ricordiamo che la base di partenza erano solo 5000 torri acquisite da Wind dopo la fusione con H3G, evento che ha avuto il placet dell’Unione europea a condizione che potesse fare ingresso in Italia di un ulteriore operatore infrastrutturato, ossia con una rete propria), ma anche alla tarature dei meccanismi commerciali in vista delle rivoluzioni in arrivo, quali il 5G, lo sviluppo intensivo delle smart tv e l’ingresso delle connected car sul mercato, sarebbero alla base della decisione di ritardare la partenza.
D’altra parte sarebbe un vero e proprio dumping quello che Iliad avrebbe in programma, commentano gli analisti rifacendosi  da una parte all’esperienza francese (dove il colosso opera col marchio Free dal 2012) e, per converso, alla circostanza (annunciata per prima da questo periodico) che il solo annuncio del lancio di Ho con tariffe flat sul mobile ha determinato un abbattimento dei prezzi del 25% in Italia nell’ultimo anno.
TIM, per esempio, in vista dell’offensiva annunciata di Iliad ha lanciato il brand low cost Kena Mobile (che si declina in varie offerte, come Kena Facile che, a fronte di 1,99 euro ogni 30 giorni, offre 300 minuti e 300 MB in 3G). Ma anche Wind Tre, player già vocato ad offerte a tariffe basse, ha promosso soluzioni con proposte sostanzialmente flat (si considerano tali quelle che garantiscono almeno 30 GB al mese), seguito da Vodafone con piani tariffari molto competitivi.

L’adeguamento preventivo da parte dei competitor si è reso indispensabile per attutire il contraccolpo di Iliad dopo l’esame di quanto accaduto nel mercato francese delle telecomunicazioni, dove, a seguito della discesa in campo del player, si era registrato un generale abbassamento dei costi (soprattutto a seguito dell’introduzione di piani per 100 GB a 12 euro), determinando un crollo dei margini delle altre compagnie.
Proprio per questo motivo Iliad, che punta ad ottenere il 25% del mercato italiano, si trova a dover affrontare concorrenti che questa volta saranno più preparati a reggere l’onda d’urto rispetto a quanto accaduto in Francia.

“Il gruppo sembra volersi concedere il tempo di mettere tutti i tasselli al posto giusto. Inoltre, potrebbe essere opportuno non essere precipitosi, per trovare il timing giusto e garantirsi un successo commerciale su un mercato che sul fronte dei prezzi ha già cambiato pelle”, spiegano gli advisor della società parigina di consulenza finanziaria Aurel BGC.
Va anche detto che il mercato italiano non è esattamente identico a quello francese, essendo già più competitivo rispetto a quello francese di un lustro fa; tuttavia il Belpaese è interessante per Iliad per altri aspetti, quali le offerte quadruple (quad) play (broadband, tv, telefonia e wireless), che,  ha spiegato qualche settimana fa il direttore generale Maxime Lombardini, “non sono tante“.Inoltre, c’è una tendenza di Tim, Vodafone e Wind-Tre “a far crescere i prezzi“e vi è una rilevante presenza di carte prepagate, indiziarie di un mercato non fidelizzato e per certo versi ancora immaturo (e quindi in grado di esprimere ancora grandi potenzialità).
Ma le mire dei francesi non si limitano all’Italia: nei giorni scorsi Iliad ha annunciato l’acquisizione (insieme alla holding personale del suo patron Xavier Niel, NJJ) del 31,6 per cento del player irlandese EIR per 620 milioni di euro, con un’opzione per l’upgrade societario fino all’intero controllo del pacchetto azionario. (E.G. per NL)

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