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Tv. La televisione dei ragazzi cresce del 21% negli ultimi cinque anni e la parte del leone la fanno le reti free

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Crescono gli ascolti della tv dei ragazzi: negli ultimi cinque anni i canali tematici hanno registrato un aumento del 21% (i 537.000 spettatori del 2012 sono diventati 649.000 nel 2016).
È quanto emerge da uno studio pubblicato sul quotidiano Avvenire che ha analizzato i dati Auditel riguardanti le ventisette emittenti indirizzate a bambini e preadolescenti, ossia la fascia d’età dai tre ai sedici anni.
Innanzitutto, occorre sottolineare il differente andamento dei canali free, rispetto a quelli a pagamento.
Le sette reti del digitale terrestre hanno allargato il loro pubblico del 42%; al contrario, le venti stazioni pay hanno registrato un decremento del 43% negli ultimi cinque anni (-32% negli ultimi quattro). Secondo Massimiliano Padula – Presidente del Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione) – questo fenomeno “mostra come la logica pay sia un ostacolo soprattutto per i più piccoli. Se la televisione a pagamento mette al centro il consumatore consapevole, i bambini non lo sono. E, seguendo questa concezione, in un tempo di crisi le famiglie lasciano la tv che non si possono permettere economicamente”.

Guardando nel dettaglio i dati riportati, il canale che ottiene il maggior successo è Rai Yoyo: dal 2012 il suo piccolo pubblico è aumentato del 46% e nell’ultimo anno ha avuto una media giornaliera di oltre 134.000 telespettatori. È interessante ricordare come questa sia l’unica stazione Rai senza pubblicità e, forse, anche questo contribuisce al suo successo.
Bene anche le due emittenti del gruppo Mediaset-Turner: Boing negli ultimi cinque ha sempre tenuto i pressoché 95.000 spettatori nelle ventiquattro ore; mentre Cartoonito ha, invece, visto dal 2012 una crescita del 22%, arrivando a 88.000 utenti ogni giorno.
Super! – canale edito da DeAgostini in partnership con Viacom – è cresciuto del 26% dal 2012 (anno di arrivo sul DTT) e negli ultimi 12 mesi ha registrato 70.000 telespettatori.
I due canali di Discovery Italia – Frisbee e K2 – sono entrambi sui 65.000 spettatori al giorno; Frisbee, diversamente da K2 che è rimasta stabile, ha avuto una crescita del 47% negli ultimi cinque anni.
L’ultimo posto per numero di spettatori è detenuto da Rai Gulp che, pur avendo solo 56.000 utenti, può però vantare il migliore tasso di crescita, con un +65%.
Luca Milano, Direttore di Rai Ragazzi, ha così commentato gli ottimi risultati dei due canali Rai dedicati a bambini e ragazzi: “in un contesto come quello italiano dove sono davvero numerosi i canali dedicati ai più giovani, ciò che caratterizza le nostre due reti è l’ampia produzione italiana che crea una particolare sintonia con il pubblico. Le altre emittenti attingono ai magazzini internazionali. La Rai realizza in prima persona […]. E i risultati ci dicono che investire in produzioni italiane funziona anche per i ragazzi”.
Passando, invece, alle emittenti a pagamento dedicate al pubblico più giovane, gli otto canali Disney negli ultimi cinque anni hanno perso il 52% del pubblico, passando da 60.000 spettatori nel 2012 a 29.000 nel 2016. Male anche i due canali Boomerang che registrano un -46% (da 10.000 a 5.400 spettatori); Cartoon Network perde il 23%, passando da 13.000 a 10.000; le due reti Nickelodeon calano del 63% (da 20.000 a 7.400). Di segno negativo anche i due canali Nick Jr (-21%, da 18.000 a 14.000 spettatori) e DeAgostini (-21% in cinque anni).
Occorre ricordare come i cd. “nativi digitali” se, da un lato, non smettono di guardare la televisione; dall’altro lato, utilizzano – anche contemporaneamente – più device.
È importante, quindi, considerare anche il web. A tal proposito, Mussi Bollini – Vicedirettore di Rai Ragazzi -, come riportato su Avvenire, ha così commentato: “non possiamo dimenticare che i ragazzi amano la Rete. Non può bastare riproporre su Internet i programmi andati in onda. Ecco perché scommettiamo su produzioni ‘ad hoc’ per il web con uno sforzo creativo che ci vede impegnati a 360 gradi”.
Sembrerebbe, quindi, che la Rai abbia trovato la ricetta perfetta per una televisione che conquisti i più piccoli. (G.C. per NL)

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