Sviluppo Economico: riparte il totoministro e rispunta Romani. “Nessun conflitto d’interessi: non mi occupo di tv da 20 anni”

Forse questa sarà la settimana decisiva per stabilire chi siederà al vertice dell’importante dicastero dello Sviluppo Economico, da quattro mesi affidato all’interinato di Silvio Berlusconi.

Con l’assegnazione delle frequenze digitali alle porte (stamattina a Roma si terrà il tavolo tecnico dell’impegnativa Area Tecnica 3, che affronterà la migrazione tv di Lombardia e Piemonte orientale) e il beauty contest per il dividendo dietro l’angolo e sotto i riflettori UE, non si può più attendere (ve lo immaginate il premier che decide se Murdoch può aggiudicarsi un mux DVB-T?). E allora torna in auge il nome di Paolo Romani, giornalista e attuale viceministro al MSE con delega alle Comunicazioni che era dato per nominato già a fine luglio. Almeno finché il Quirinale (cui spetta la nomina dei ministri su indicazione del presidente del Consiglio) ha "scoperto" (pare consultando Internet) che Romani era un editore televisivo, quindi in odore di conflitto d’interessi. Roba da non credere. E invece pare che sia proprio vero (che il Quirinale non sapesse del passato di Romani, beninteso). "Ma quale conflitto d’interessi! Non mi occupo direttamente di televisioni da vent’anni", aveva replicato Romani, spiegando che i suoi ultimi impegni televisivi diretti risalivano alla prima metà degli anni ’90. Così "chiarita" l’incomprensione, Berlusconi si preparerebbe a segnalere ufficialmente il nome dell’attuale viceministro allo Sviluppo Economico per l’upgrade. E a questo punto bisognerà vedere se negli uffici del Presidente della Repubblica decideranno di effettuare una nuova ricerca con Google per approfondire la questione.(A.M. per NL)
printfriendly pdf button - Sviluppo Economico: riparte il totoministro e rispunta Romani. "Nessun conflitto d'interessi: non mi occupo di tv da 20 anni"