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Radio. Il futuro passa dai Millennials, che stanno mettendo in crisi i paradigmi economici consolidati di interi settori

Mamma, vorrei una radio leggera ma decisamente invitante che possa coniugare la mia voglia di novità e curiosità…”. “Caro, non esiste una radio così. Possa un asteroide colpirmi se esiste; ora su, siedi e facciamo colazione…”.
Come, non succede niente? Dov’è l’asteroide che fa “giustizia” dei grandi che non capiscono le esigenze dei giovani?
No, nessun asteroide questa volta, perché, effettivamente, la piccola millennial impertinente chiede una radio che al momento non esiste  e non è così certo che esisterà mai; eppure una serie di ricerche ci dicono che le nuove generazioni nonostante non vengano tenute in seria considerazione dalle radio italiane, sono in grado di cambiare le cose ed anzi lo stanno già facendo.millennials who are - Radio. Il futuro passa dai Millennials, che stanno mettendo in crisi i paradigmi economici consolidati di interi settoriLo avevano visto qualche settimana fa con le previsioni della società di ricerche eMarketer che ci dicono come le fasce più giovani dei Millennials (12-17 e 18-24 anni) stiano abbandonando Facebook in favore di Snapchat e Instagram grazie ad una maggiore capacità di comprendere il linguaggio delle nuove generazioni; insomma per semplificare al massimo, il social storico di Mark Zuckerberg sta invecchiando (è la ruota che gira, verrebbe da dire…).snapchat instagram 300x157 - Radio. Il futuro passa dai Millennials, che stanno mettendo in crisi i paradigmi economici consolidati di interi settori
La Radio è a modo suo, interessata a questa mutazione e per ovvie ragioni anche commerciali, perché se oggi quella generazione è poco tenuta in considerazione se non addirittura completamente ignorata, domani saranno loro “a comandare”, averli come ascoltatori potrà portare nuovi inserzionisti pubblicitari che su loro vorranno investire.
Indagare le ragioni per cui le preferenze dei Millennials stiamo oggi mettendo in crisi molti settori economici, è una operazione molto complicata; di sicuro c’è che “i nostri ragazzi” sono cresciuti dentro la più grave crisi economica che il mondo abbia mai vissuto, per certi versi peggiore del crack del 1929 che mise in ginocchio le economie industriali del pianeta e questo ne ha condizionato le scelte allontanandole da quelle delle generazioni precedenti e più vicine.fruizione musica piattaforme - Radio. Il futuro passa dai Millennials, che stanno mettendo in crisi i paradigmi economici consolidati di interi settoriQuesta, in sostanza è la ragione principale per cui i Millennials al momento non sono un “target” appetibile per gli inserzionisti pubblicitari e di conseguenza, neppure per la Radio.
La domanda per tanto è se i Millennials ascoltano la Radio, o forse è lecito chiedersi se la Radio ascolta i Millennials?
Ad essere cambiata da questa strana rivoluzione delle giovani generazioni è, anzitutto, la musica e il modo di fruirla; musica che la quasi totalità delle radio nazionali o locali usano ancora per costruire i loro palinsesti. Siamo passati da un epoca del possesso quando ancora la Radio decideva la fortuna o meno dell’artista e del suo disco, ad una dell’accesso dove il supporto fisico non esiste più, la musica viene fruita in streaming e la Radio sembra aver perso questa sua qualità di influenzare i gusti degli ascoltatori.youtube to mp3 300x159 - Radio. Il futuro passa dai Millennials, che stanno mettendo in crisi i paradigmi economici consolidati di interi settori
I segnali di questa mutazione sono ormai sotto i nostri occhi da tempo e se anche in Italia la FIMI per la sua “Top of the Music” degli album ha deciso di inserire anche i dati dello streaming audio insieme a quelli del download e delle vendite fisiche per la sua classifica, negli USA per la prima volta nella storia, il Rap e l’Hip Hop superano il Rock e il Pop, ovvero i generi musicali preferiti dai Millennials; ma c’è anche un altro aspetto per cui si può pensare che anche la Radio sarà nei prossimi anni, interessata ad un mutamento radicale ed è relativa alla possibilità di strutturare i propri contenuti ed offrirli “on-demand”.
Secondo una ricerca molto approfondita appare come queste giovani fasce d’età sono sempre più lontane dai modelli di consumo che li hanno preceduti. Il cibo preferiscono cucinarlo a casa, ordinarlo nei ‘takeaway’ o consumarlo in un locale di una catena ‘casul-dining’. Fanno registrare cali nei fatturati dei ‘breastaurants’, stanno facendo sparire le filiali bancarie e le sedi fisiche delle stesse, fenomeno che stiamo osservando anche in Italia dopo la “grande occupazione” di ogni locale disponibile per essere trasformato in filiale e alle borse disegnati da famosi stilisti, riservano il cosiddetto “bacio della morte”. Spotify 300x169 - Radio. Il futuro passa dai Millennials, che stanno mettendo in crisi i paradigmi economici consolidati di interi settoriInteressante in tal senso, alcune soluzioni adottate da famosi  marchi; Emporio Armani, ad esempio con la sponsorizzazione di Automat Radio, una sorta di sound system 2.0 con sede a Milano che porta in giro per l’Europaattualmente si trova a Londra – musica dance alternativa e indipendente. Oppure la playlist dei punti vendita H&M, Zara o Bershka, profilate secondo i gusti dei proprio clienti e diffuse attraverso profili Spotify, Snapchat e Instargram, in una specie di ribaltamento della comunicazione di marca che, in questi casi si fa quasi da parte per mettere al centro il cliente.
Anche nella fruizione dei media si osservano segnali di disaffezione da parte dei Millennials o più semplicemente è l’utilizzo di un diverso linguaggio che ancora si stenta a comprendere come abbiamo appena osservato; presto però si potrà vedere se e quanto la Radio si sia allontanata dagli adolescenti e giovani, i dati a meno di nuove e clamorose sorprese arriveranno a fine mese o nei primi giorni di ottobre come assicurato dal presidente del TER Nicola Sinisi, nonostante le tensioni createsi con UPA e alcuni rumors estivi li volevano affossati per l’insoddisfazione di alcuni grandi gruppi.netflix algoritmo compressione 300x225 - Radio. Il futuro passa dai Millennials, che stanno mettendo in crisi i paradigmi economici consolidati di interi settori
In generale l’indicazione che sembra arrivare dalla indagine sulle preferenze dei Millennials, racconta  di giovani attratti da sistemi ‘on-demand‘, dove sono liberi di crearsi palinsesti propri; la Pay per View, per esempio perde posizioni a favore di queste soluzioni – mentre recupera terreno la TV da antenna – da qui si spiega il successo – anche italiano – di Netflix o di Spotify per la musica.
La Radio non sta comunque a guardare come si potrebbe pensare, sembra quasi ricalcare il processo di trasformazione dell’industria automobilista per la quale si prevede da qui a vent’anni, il passaggio all’elettrico dopo l’attuale interregno ibrido; dall’FM al DAB+ e con la radiovisione sul DTT il mezzo radiofonico sta trovando espansione su nuove piattaforme per poi prevedibilmente, passare sulla rete con la radio IP.
Come sarà allora, la Radio dei Millennials, ci sarà più musica e meno parole o sarà una sorta di aggregatore dentro il quale scegliere ed organizzare palinsesti personalizzati?
Tutto è in cammino e si trasforma, quel che sembra certo è che presto o tardi, la Radio non sarà più come l’abbiamo sin qui conosciuta. (M.S. per NL)