30 anni di radio (libere) – Radiocronaca della Radio

Aspetti socioculturali e socioeconomici di un cambiamento di costume e di vita


Lunedì 20 novembre alle ore 11,00 nella sede della IBISKOS –ULIVIERI, in Via Spartaco Lavagnini n° 40 – Empoli (FI), si terrà una conferenza stampa sul libro “Via Etere – Radio libera – idea di libertà” di Paolo Lunghi con la prefazione dell’On. Tana de Zulueta.

Paolo Lunghi

…Il Libro sottolinea quello che la Radio ha rappresentato per i giovani, come creatrice di tendenze, come punto di riferimento, quello che ha rappresentato per il mercato discografico e per tutti quegli artisti anche di nicchia che sperimentavano nuovi progetti musicali, modificando per sempre la comunicazione tra individui, ed è stata un vero “Etere” in tutti i sensi per coloro che hanno vissuto a trecentosessanta gradi quell’esperienza…

Così si esprime, nella prefazione al libro l’On. Tana de Zulueta

…Passata l’epoca dello spontaneismo, alcune radio si sono consolidate, altre, tante, sono scomparse, e con loro, forse, una parte del vento di liberà che avevano rappresentato. Alle radio libere, Lunghi attribuisce il merito di essere state il primo mezzo mediatico interattivo. Una specie di anticipazione di quello che le nuove tecnologie di oggi possono fare, ma che solo in parte realizzano…

E oggi ? Per quanto riguarda la politica non sono sicura che l’esperienza delle radio libere sia stata capita e valorizzata fino in fondo. Una piccola radio può essere il luogo giusto per confronti veri…
Claudio Varetto

…E mentre si affermavano nuovi scenari di fruizione (web-radio,cellulari,i-pod), anche la creatività italiana sembra spostarsi sulla radio:negli ultimi tre anni, ben due grandi prix dell’Art Directors Club Italiano sono stati vinti da radiocomunicati…

E il prof. Lombardi

…E mentre altrove diversi esperimenti, per varie ragioni, fallirono, la vecchia radio empoli International si allargava grazie al suo disegno culturale e informativo che si arricchì di una nuova esperienza:nacque “Un’antenna per la vita” alla scopo di aiutare in modo concreto chi aveva bisogno, con metodologia non piagnona, ma utilizzando, ad esempio nella sanità, contributi di medici e di tecnici, oltre a lanciare un appello per le persone bisognose. Ed è questo l’aspetto per i miei interessi pedagogici e antropologici – che più mi ha colpito: si trattò di un costruttivo concorso corale di solidarietà…

Cristiano Mazzanti

…Ed il respiro poi si trasforma in pensiero, in slancio vitale, in avventura culturale attraverso la parola, la comunicazione, le dinamiche antropologiche.

Queste ovvie considerazioni vengono riprese per sottolineare il tanto ovvio soffocamento di quella esplosione di libertà rappresentata dalla stagione delle “radio private” o “radio libere”.

A questo proposito potrebbe essere azzardato anche un giudizio collegato con l’epica e l’epoca del ’68 : se quegli anni di contestazione globale quasi planetaria furono anche la nascita di nuove forme di comunicazione, di espressioni, di “rivoluzione culturale” (non in senso maoista,) gli anni settanta attraverso la pirotecnica crescita delle radio private con i nuovi cavalieri delle masse che potevano avvalorarsi di un mezzo dalle grandi potenzialità…

www.viaetere.net

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