Archeologia televisiva italiana: Sintonia Manuale e i reperti delle tv libere (che credevamo) perduti

L’ennesimo sito dedicato alle prime televisioni libere italiane, nato con ambiziosi obiettivi ma destinato a naufragare nel mare magnum del web al primo cedimento dell’entusiasmo?

Pare proprio di no. La passione di Paolo Venturi, fondatore di Sintonia Manuale, dura da decenni e recentemente si è materializzata in un blog consistente in un’inconsueta raccolta di materiale video della primavera delle tv locali. Quando tutti guardavano, Venturi fotografava (la tv) e registrava (in un’area a cavallo tra Emilia, Lombardia e Veneto), immortalando frammenti di archeologia televisiva che, diversamente, sarebbero probabilmente andati perduti per sempre. "Sono stato uno di quelli che ai bei tempi delle tv libere ha buttato via un sacco di tempo a fare del cosiddetto tv-dxing", spiega Venturi presentandosi con un po’ di ironia. E’ anche attento e preciso, Paolo Venturi: ogni sua annotazione è frutto di verifica e controverifica, cosa decisamente (e purtroppo) rara in iniziative similari. Il materiale pubblicato sino ad ora, che spazia dai reperti delle grandi tv private a quelli delle misconosciute stazioni libere degli anni ’70 e ’80, è stupefacente (per gli intenditori, s’intende) e il sito dedicato alle "memorie di tv libere, dx-ing, monoscopi, antenne e quelle belle cose lì" merita di essere salvato tra i "preferiti". Come Venturi sta cercando di salvare, attraverso il web, i segni di un’epoca irripetibile perché "non vadano perduti nel tempo come lacrime nella pioggia". (M.L. per NL)
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