Ormai non c’è dubbio che il governo Berlusconi abbia capito l’enorme errore politico commesso nel sottovalutare la reazione delle emittenti locali alla decisione di cancellare le provvidenze editoriali per oltre venti anni riservate a chi faceva informazione libera ed indipendente
a tutto vantaggio del ristrettissimo novero delle testate della Casta.
"No censureRai", "Berlusconi: Minzolini ti assolve, la storia ti condannerà". Sono alcuni degli slogan che appaiono sugli striscioni alla manifestazione davanti alla sede della Rai di via Teulada contro lo stop ai talk show fino al voto deciso ieri dal cda.
Dura condanna da parte del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani della soppressione dei talk show giornalistici in nome della par condicio.
I parlamentari dell’Mpa hanno presentato un’interrogazione parlamentare sulla situazione in cui versano le emittenti televisive locali per chiedere al Governo un sostegno al settore.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. (10G0042)
Modifica dei termini di operativita’ del codice segreto di cui alla delibera n. 52/09/CIR. (Deliberazione n. 1/10/CIR). (10A02300)
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, recante interventi urgenti in materia di funzionalita’ del sistema giudiziario. (10G0040)
Aeranti-Corallo ci ha fatto pervenire, per il download e la libera trasmissione da parte delle stazioni tv, il proprio
spot di protesta contro la soppressione delle provvidenze editoriali disposta in sede di conversione in legge del decreto "Milleproroghe".
Estratto da una circolare della struttura di competenze a più livelli Consultmedia (collegata a questo periodico)