CNT Informa n. 1 – Pubblichiamo un estratto del nuovo numero del bollettino del Coordinamento Nazionale Televisioni

Il CNT Terzo Polo Digitale critica l’accordo Agcom-Corecom – DTT: il punto della situazione. Il 2009 è l’anno della svolta – DTT: riunioni Task force


IN CORSO IL RESTYLING DEL NOTIZIARIO DELLA NUOVA ASSOCIAZIONE PER IL DTT “CNT TERZO POLO DIGITALE”

Dopo la nascita la nuova associazione CNT Terzo Polo Digitale (nata dalla fusione del CNT e di Terzo Polo e di altre associazioni radiofoniche e televisive) che raccoglie le emittenti locali e indipendenti con particolare riferimento al digitale terrestre, si sta procedendo ad un rinnovamento dell’organo di informazione settimanale “CNT-Informa”. A breve sarà pubblicato il nuovo logo e una nuova impaginazione grafica. Si ricorda che l’iniziativa di fusione delle due storiche associazioni si è resa necessaria per rappresentare e raccogliere le emittenti che intendono diventare operatori di rete o che già lo sono e che non sono o non vogliono essere rappresentate da DGTVi, l’associazione cui aderiscono i soggetti che vengono già dal monopolio analogico Rai e Mediaset. Il primo obiettivo della nuova Associazione CNT Terzo Polo Digitale è quello di chiedere l’adesione delle reti indipendenti e una forma di consultazione e di iniziativa unitaria con le altre associazioni. L’Associazione CNT Terzo Polo Digitale è impegnata inoltre per il massimo utilizzo delle frequenze spingendo sull’SFN anche a livello nazionale, mentre si appresta ad attivare specifico contenzioso davanti all’Agcom ed al Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni per l’assegnazione delle frequenze digitali e soprattutto per l’LCN, il posizionamento cioè dei singoli canali sui decoder. Scandaloso infatti è l’accordo Rai – Mediaset e pochi altri per l’occupazione di tutte le prime posizioni sui decoder con il connivente silenzio di Ministero e Autorità.

AGCOM ACCORDO CON I CORECOM PER NUOVE FUNZIONI
IL DISAPPUNTO DEL CNT TERZO POLO DIGITALE

Il CNT Terzo Polo Digitale ricorda che l’Agcom ha sottoscritto il 4 dicembre scorso un accordo per l’attribuzioni di nuove funzioni ai Corecom, insieme con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome. Stando ai termini dell’accordo, ai Corecom sono riconosciute competenze quali la vigilanza in materia di esercizio di radiotelevisione locale mediante il monitoraggio delle trasmissioni dell’emittenza locale; la gestione del Roc (Registro degli operatori di comunicazione); la decisione sulle controversie tra operatori ed utenti. Il CNT Terzo Polo Digitale esprime tutta la sua contrarietà in merito a tale accordo poiché i Corecom, nel corso della loro esistenza, si sono dimostrati in maggioranza organismi ferraginosi, non tempestivi e spesso inerti, che lungi dall’essere organismi di garanzia in ambito locale non hanno saputo far fronte a problemi e competenze anche di grave entità; valga tra tutte l’esempio del Corecom Campania riguardo al far west delle frequenze che ha visto danneggiate le emittenti con regolare concessione a discapito di “pirati” dell’etere che hanno occupato abusivamente canali arrecando danni economici notevoli, per non parlare dello scandalo dei contributi ex Legge 448/98 per le emittenti locali, oggetto di procedimenti penali sicuramente in corso in Puglia, in Calabria e in Campania. Per questo, incrementare le attribuzioni ai Corecom – sostiene il CNT Terzo Polo Digitale – viene visto come un pericolo per l’effettivo e regolare svolgimento delle stesse funzioni.

DTT SWITCH OFF, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
IL 2009 E’ L’ANNO DELLA SVOLTA

Dopo lo switch off in Sardegna, la più grande area all digital d’Europa con oltre 1 milione e 600 mila persone in grado di guardare un’ottantina di canali rispetto ai 26 di una volta, il 2009 si annuncia come l’anno della svolta per il digitale terrestre. La provincia di Trento, il Piemonte occidentale, il Lazio e la Campania saranno le prossime tappe di un’evoluzione che vedrà digitalizzato nel 2010 il 70% della popolazione italiana, in vista del definitivo switch off fissato a livello europeo nel 2012. Una spinta importante alla diffusione della nuova tecnologia arriverà ancora dalla politica di incentivazione statale all’acquisto dei decoder: in attesa della definizione dell’ammontare delle risorse da parte del Cipe, il Sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani ha annunciato che l’80% dei fondi sarà destinato al sostegno per le fasce deboli, il 20% alle attività accessorie (come comunicazione e call center). Ma altro passaggio importante sarà l’obbligo, fissato per legge da aprile 2009, di vendere esclusivamente televisori con il sintonizzatore digitale integrato, che funzionano dunque senza decoder. Intanto nella notte tra il 15 e 16 febbraio 2009 in 104 Comuni della provincia di Trento e in 12 Comuni delle province limitrofe (Bolzano, Verona, Vicenza) Raidue e Retequattro inizieranno a trasmettere solo in digitale. Le tappe successive saranno il Piemonte occidentale (dal 21 aprile nelle province di Torino e Cuneo), il Lazio (dal 16 giugno) e la Campania (dal 15 settembre). Nel frattempo l’Agcom ha avviato i tavoli di lavoro per i piani di assegnazione delle frequenze digitali.

TV E RADIO TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA
IL 31 GENNAIO 2009 SCADE IL TERMINE PER IL PAGAMENTO

Il 31/01/2009 scade il termine per il pagamento della tassa di concessione governativa per l’attività di radiodiffusione televisiva e sonora per l’anno 2009. Come sempre, dell’avvenuto versamento andrà data puntuale informativa al Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni, al quale andrà trasmessa l’attestazione rilasciata dall’Ufficio postale, secondo le consuete modalità. Il CNT Terzo Polo Digitale resta a disposizione per ogni informazione.

DIGITALE RIUNIONI TASK FORCE
TUTTI I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Giovedì 15 gennaio, presso la sede di Largo di Brazzà del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni, si terranno le seguenti riunioni: alle ore 10.30 la Task force Lazio, alle ore 12.00 la Task force Campania ed alle ore 15.30 la Task force Provincia Autonoma Trento.

RADIO AUDIRADIO E LA NUOVA INDAGINE STATISTICA
SONO LE GRANDI EMITTENTI AD AVERE LA MEGLIO

Come riporta il notiziario Newslinet.it, i costosi (3,5 mln di euro) e controversi diari voluti dal management di Audiradio partono questo mese. A nulla sono valse le tenui opposizioni delle piccole e medie emittenti estromesse, di fatto, da una metodologia integrativa di rilevazione non alla portata di tutte le tasche editoriali, a dimostrare, ancora una volta, l’estrema debolezza delle rappresentanze delle stazioni locali quando si partecipano a grandi giochi. Ricordiamo che l’analisi parallela a quella classica, basata su 120.000 interviste per un costo di 2,0 mln di euro (che già nel 2009, in conseguenza dell’innalzamento della soglia di rappresentatività, taglierà le gambe alle stazioni operanti in territori demograficamente ristretti o con livelli di audience non elevati), è stata studiata con la finalità di avvicinare lo strumento di misurazione dell’ascolto radiofonico a quello tipico televisivo, tracciando, per esempio, il gradimento delle trasmissioni nel quarto d’ora, al fine di accertare, oltre all’appeal dell’emittente nel suo complesso, anche il singolo programma, come appunto avviene con Auditel. La differenza sostanziale, ovviamente, sta nel fatto che mentre Auditel usufruisce del meter, cioè di un sistema elettronico ed automatico, il diario radiofonico presuppone una compilazione manuale e cartacea per diverse settimane, due volte all’anno, da parte di 3.000 ascoltatori impegnati giornalmente. Comunque sia, all’offerta – rende noto la Federazione Concessionarie Pubblicità Assoradio – hanno risposto 14 soggetti, che ora dovranno ripartirsi i 3,5 milioni di euro del costo d’indagine. Una scommessa non da poco in un momento economico difficile anche per la pubblicità.

TV PUBBLICA L’ANNOSA QUESTIONE DEL CANONE
L’ESONERO PER GLI ULTRA 75ENNI RESTA UNA BUFALA

L’esonero dal pagamento del canone Rai per gli ultra 75enni sembrerebbe una bufala. Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non ha ancora emanato il decreto di regolamentazione in merito, per cui gli ultra 75enni dovranno pagare il canone Rai. Come è noto la legge 244 del 24 Dicembre 2007, Finanziaria per il 2008, prevedeva l’esenzione del pagamento del canone Rai, a partire dal 2008 per le persone ultra 75enni con reddito non superiore a 516,46 euro per tredici mensilità, assenza di conviventi oltre al coniuge e detenzione del televisore nella residenza anagrafica. La legge doveva essere resa operativa con un decreto attuativo di regolamentazione ma a tutt’oggi non se ne sa nulla.

PAY TV LA VICENDA DELLE PAY CARD MEDIASET PREMIUM
TRIBUNALE DI ROMA: “IL CREDITO RESIDUO VA RESTITUITO”

Il Tribunale di Roma, ha stabilito che il credito residuo sulle tessere Mediaset Premium, a partire da quelle con scadenza giugno 2007, va restituito ai possessori delle tessere. Il Tribunale, infatti con pronuncia del 22 dicembre u.s., ha ordinato a Reti Televisive Italiane Spa (RTI) di comunicare ai consumatori e utenti il riconoscimento del diritto di recesso dai contratti con scadenza al 30 giugno 2008 e al 30 giugno 2009 e il diritto alla restituzione del credito residuo alla data del recesso o della scadenza del contratto, o alla sua trasferibilità su nuova pay card, il tutto senza costi ingiustificati, per i contratti con scadenza al 30 giugno 2007, al 30 giugno 2008 e al 30 giugno 2009. La vicenda processuale ha avuto inizio nel febbraio 2008 per ottenere da RTI il rispetto del Decreto Bersani relativo al diritto dei consumatori di recedere liberamente dai contratti per adesione e di ottenere in restituzione il credito residuo su tessere prepagate. Si attendono, inoltre, le pronunce di Antitrust e in particolare di Agcom che sin dall’inizio avrebbe dovuto vigilare sulla corretta applicazione del decreto Bersani e sanzionare le relative violazioni.

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