CNT Informa n. 21 – Pubblichiamo un estratto del nuovo numero del bollettino del Coordinamento Nazionale Televisioni

DTT: assegnazione frequenze, emendamento al DL – Frequenze: bando assegnazione, tutto bloccato – Bordata di ricorsi e denunce di Retecapri – Comunicazioni: ristrutturazione dell’ex Mincom – AGCOM: monitoraggio radiotv locali affidato ai Corecom


DTT RIASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE DIGITALI
E’ SCONTRO SULL’EMENDAMENTO AL DL “SALVA RETE4”

Il Governo ha presentato un emendamento al dl recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e l’esecuzione di sentenze della Corte di Giustizia delle Comunita’ Europee, con cui assegna al Ministero per lo Sviluppo Economico, d’intesa con l’Agcom, il compito di riassegnare le frequenze tv per il digitale terrestre. Nell’emendamento si prevede che entro tre mesi dalla conversione del decreto saranno ridefinite dal Ministero le licenze per il DTT, con un’assegnazione nel rispetto dei principi comunitari, attraverso “procedure di evidenza pubblica” e con “criteri obiettivi, proporzionali, trasparenti e non discriminatori”. I soggetti destinatari di tali frequenze “devono assumere l’impegno di digitalizzare l’intera rete assegnata entro la data fissata per la completa conversione delle reti televisive in tecnica digitale”, in vista del passaggio dal sistema analogico a quello digitale nel 2012 (…)

FREQUENZE BANDO DI ASSEGNAZIONE
IL CONSIGLIO DI STATO BLOCCA TUTTO

E’ stato sospeso il bando di assegnazione delle presunte frequenze televisive inutilizzate a causa della “preclusione alla partecipazione alla gara per l’assegnazione delle frequenze prevista per gli operatori digitali”, circostanza “irragionevole e idonea a creare una asimmetria competitiva al contrario” che non “trova riscontro in espresse disposizioni legislative”. E’ il Consiglio di Stato ad aver così ritenuto che la compressione degli interessi legittimi di 3Elettronica Industriale, editrice dell’emittente DVB-H H3G, inopinatamente esclusa dal bando, fosse intollerabile da parte del nostro ordinamento giuridico (in quanto prevedendo l’assegnazione di frequenze alle sole tv nazionali minori analogiche avrebbe discriminato le nazionali in tecnica numerica). Pertanto, i supremi giudici amministrativi hanno valutato il ricorso dell’operatore DVB-H avverso l’ordinanza del TAR Lazio (che in primo grado aveva rigettato l’istanza cautelare) “sostenuto da sufficiente fumus boni juris” e quindi meritevole di accoglimento. Il Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le Comunicazioni, dovrà quindi rifare tutto, o annullare in via di autotutela amministrativa l’intera operazione, del resto considerata dalla stragrande parte degli analisti ad origine irrealizzabile (la maggior parte dei canali indicati come utilizzabili è in realtà già occupata legittimamente da altre emittenti). D’altra parte il TAR Lazio dovrà discutere il prossimo 7 luglio il ricorso di Retecapri contro il bando di assegnazione e la mancata partecipazione all’assegnazione delle frequenze. E’ prevedibile che il TAR Lazio, nel giudizio di merito di Retecapri, seguirà le indicazioni del Consiglio di Stato ed annullerà del tutto la procedura.

BORDATA DI RICORSI E DENUNCE DI RETECAPRI

Un autentico forcing giudiziario è stato avviato da Retecapri nei confronti del Ministero delle Comunicazioni ed in particolare contro la Direzione Generale Servizi di Comunicazione Elettronica e Radiodiffusione retta attualmente dall’Ing. Francesco Troisi. Un ulteriore ricorso al TAR Lazio contesta le procedure avviate per l’assegnazione di frequenze in tecnica digitale in Sardegna. Il ricorso è in particolare rivolto nei confronti di Rete A che avrebbe richiesto l’assegnazione di frequenze pur non avendo titoli e requisiti. Sulla vicenda Sardegna Retecapri ha in animo di rivolgersi anche al giudice penale. Più clamorosa invece è l’iniziativa di Retecapri con la richiesta di danni per un miliardo di euro nei confronti dello Stato, del Ministero e della Direzione Generale Servizi di Comunicazione Elettronica e Radiodiffusione per i danni subiti per la mancata concessione ai tempi della Legge Mammì e per la mancata assegnazione di frequenze disponibili da parte del Ministero, pur in presenza di pronunce giurisdizionali. Retecapri ritiene legittima la sua richiesta ove venisse confermato il diritto di Europa 7 ad avere oggi il titolo concessorio ed il risarcimento dei danni. “Retecapri” sostiene Costantino Federico “ha sicuramente le stesse identiche legittime aspettative”.

COMUNICAZIONI RISTRUTTURAZIONE DELL’EX MINCOM
PAOLO ROMANI AL LAVORO

E’ già al lavoro Paolo Romani, Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico delegato al Dipartimento delle Comunicazioni, dal quale ci si aspettano interventi mirati e veloci. Tali misure dovranno essere adottate prima di tutto sull’organizzazione centrale del Dipartimento delle Comunicazioni cercando di ottimizzare le odierne risorse operative. Il piano di lavoro dovrà, quindi, dirigersi sugli Ispettorati Territoriali che rappresentano il più frequente punto di contatto con l’utenza e la prima linea nella gestione dei problemi radioelettrici. Il terzo livello di intervento dovrebbe riguardare il rapporto con l’Agcom, allo stato confuso e foriero di sovrapposizioni di competenze e, ovviamente, dell’utenza. Un po’ di caos si registra circa la denominazione dell’ex Mincom che imperversa da qualche giorno anche ai centralini telefonici centrali e negli uffici delle relazioni col pubblico, che sono arrivati a consigliare di inviare la corrispondenza ancora al “Ministero delle Comunicazioni” perché “i postini potrebbero non essere al corrente del cambiamento…”. Stando a quanto indicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la denominazione corretta dovrebbe essere “Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni”.

AGCOM MONITORAGGIO DI RADIO E TV LOCALI
DELEGATO AI CORECOM IL COMPITO DI VIGILANZA

“L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sta delegando ai Corecom la funzione di vigilanza delle attività di emittenza locale”. Lo ha annunciato Maria Pia Caruso, dirigente dell’Agcom, alla presentazione dell’iniziativa del Corecom Marche “Sicurezza dei bambini: tv,internet,cellulari,i nuovi luoghi delle opportunità e dei rischi”.

DTT DIFFUSIONE DEI RICEVITORI IN ITALIA
SUPERATA QUOTA 8 MILIONI

Sono 8.069.889 i ricevitori per la tv digitale terrestre distribuiti in Italia fino a Marzo 2008: è quanto emerge dall’ultimo rapporto compilato da GFK Marketing services per l’associazione DGTVi con l’obiettivo di monitorare la diffusione di set-top box e di televisori integrati con sintonizzatore digitale (IDTV) nelle famiglie italiane. Dall’analisi emerge come, dei più di 8 milioni di ricevitori, 1.961.072 (24.3%) sono apparecchi televisivi che al loro interno comprendono un sintonizzatore per la tv digitale terrestre, mentre 6.108.817 (75.7%) sono decoder esterni. Dei più di 6 milioni di decoder, il 59.5% è stato acquistato senza fare ricorso al finanziamento, il 34% sono decoder interattivi finanziati e solo il 6.5% sono zapper. Per maggiori informazioni è possibile scaricare il rapporto completo dal sito DGTVi.it. Il pericolo, secondo il CNT, è la riproposizione ancora più pericolosa del duopolio anche nel digitale. Necessaria una mobilitazione delle emittenti indipendenti e di quelle locali per impedire la definitiva affermazione del duopolio o massimo del tripolio in tutto il sistema delle telecomunicazioni.

TV: PROSSIMA RIUNIONE DEL CNID – AREA DI INTERVENTO “MONITORAGGIO E SVILUPPO RETI” IL 29 MAGGIO A ROMA

Giovedì 29 maggio alle ore 15.00 si terrà nuova riunione del Comitato Nazionale Italia Digitale, Area di Intervento “Monitoraggio e Sviluppo Reti”, presieduta dal Coordinatore Ing. Roberto Serafini. All’ordine del giorno ancora le problematiche relative alla transizione del digitale in Sardegna con i problemi recentemente insorti con la denuncia di Retecapri e la presenza di una nuova emittente locale.

UTELIT: RAGGIUNTI 22.000 ISCRITTI

Straordinario risultato dell’Associazione Nazionale Utenti Televisivi e Consumatori UTELIT, che questo mese ha raggiunto 22.000 iscritti sul territorio nazionale. E’ quanto comunicato dal Presidente dell’Associazione Rocco Monaco, durante la conferenza stampa presieduta dall’Ing. Michele Reali responsabile per l’area nord dell’Associazione, tenutasi il 23 maggio scorso in occasione dell’apertura della nuova sede dell’Associazione in Veneto, a Rovigo. Il Presidente Monaco ha affermato “L’eccezionale aumento degli iscritti e dei sostenitori all’Utelit si sta accompagnando ad un’intensa attività di contatti da parte di numerose associazioni locali e non che intendono aderire o comunque federarsi all’Associazione Utelit”.

TV FATTURATO 2007 DELLE PRIME 50 IMPRESE MONDIALI
MEDIASET BATTE RAI E RCS. NETTA LA POSIZIONE DOMINANTE

Il gruppo Mediaset precede di 11 posti la Rai e di 17 posti il Gruppo RCS Media nella classifica basata sul fatturato 2007 delle 50 principali imprese mondiali nel settore dei media, pubblicata dall’Istituto tedesco per la politica dei media e delle comunicazioni (Ifm – Institut für Medien- und Kommunikationspolitik), con sede a Berlino e Colonia. Il Cda di Cologno Monzese ha invece approvato i conti del primo trimestre che registra un utile netto consolidato di 121 milioni, contro i 124,5 milioni di un anno prima, su ricavi netti cresciuti del 13,9% a 1.098,9 milioni da 964,9 milioni. Il risultato netto ha beneficiato da un lato della riduzione delle aliquote fiscali in Italia e Spagna ma, dall’altro, ha scontato gli ammortamenti legati all’acquisizione di Endemol, senza i quali sarebbe l’utile si sarebbe attestato a 126,4 milioni. I ricavi pubblicitari televisivi lordi segnano in Italia un incremento del 3% a 742,1 milioni per i primi tre mesi, con un ritmo di crescita mantenuto nei primi 4. Confermata per fine anno la previsione di un maggior risultato netto rispetto al 2007. Per il CNT la posizione ottimale di Mediaset nel mercato mondiale è un segno ancora più evidente di come sia potente nel distorto mercato italiano dove impera solidamente il regime incontrastato, insieme alla tv pubblica, di duopolio.

TV LOCALI PUGLIA E I DIRITTI DI TRASMISSIONE SPORTIVA
ANTENNA SUD PROTESTA CONTRO TELENORBA

Mercoledì scorso l’emittente barese Antenna Sud ha oscurato il suo palinsesto fino al mattino successivo garantendo solo l’informazione con le edizioni dei telegiornali delle 20.30 e delle 22.45. La decisione è stata presa per dare risonanza alla protesta contro i fatti accaduti la scorsa domenica, che hanno visto l’emittente leader su scala locale Telenorba mandare in onda il derby Lecce-Bari pur essendo stata diffidata dal farlo dall’emittente Antenna Sud che ne avrebbe acquistato i diritti televisivi per il bacino costituente le province di Bari, Foggia, Matera e Potenza. Per Antenna Sud, il Gruppo Telenorba avrebbe contravvenuto – stando alla normativa sui diritti TV della Lega Calcio – la norma che prevede che le partite giocate il sabato possano essere mandate in onda a partire dalle 22.30 del lunedì successivo. Antenna Sud ha ovviamente protestato e giudicato questo comportamento il risultato di un sistema televisivo locale, privo di effettivi controlli, che rischierebbe di sfociare nel Far West dell’informazione ignorando i basilari principi della concorrenza e della pluralità.

C.N.T. – Coordinamento Nazionale Televisioni – SEDE LEGALE: P.zza Municipio, 80 – 80133 Napoli SEDE OPERATIVA: Via Bari, 19 – 72013 Ceglie Messapica TEL. 337941697 TEL e FAX. 0804839707
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Direttore Costantino Federico
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SEDE: P.zza Municipio, 80 – 80133 NAPOLI
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