Da Gorbaciov appello alla Microsoft per salvare il professore russo

Il professore trovato in possesso di un software Microsoft illegale rischia i campi di lavoro siberiani. Da Microsoft rimando alle autorità sulla vicenda


Il professor Posonov, direttore di una piccola scuola di provincia in Russia, rischia la prigionia nei campi di lavoro in Siberia a causa del ritrovamento, sui pc della sua scuola, di software Microsoft illegali, piratati. Il caso ha sollevato un enorme polverone in Russia, tra “integerrimi” applicatori del regolamento vigente in materia e ragionevoli difensori della buona fede del professore. Egli, infatti, si professa innocente, da momento che, secondo quanto dichiara, ha acquistato e pagato il software come originale. In Russia, però, proprio negli ultimi mesi, è stata rafforzata la politica protezionista nei confronti della proprietà intellettuale, al fine di agevolare il proprio ingresso nel Wto (Organizzazione mondiale del commercio). Persino il non sempre democratico presidente, Vladimir Putin, ha definito il caso “un nonsense, un caso semplicemente ridicolo”. Ma di ridicolo ci sarà ben poco per l’oramai tristemente noto professore, il quale, in caso di giudizio negativo da parte dei giudici russi, sarà condannato a lasciare i bambini della sua scuola per trasferirsi nei campi di lavoro siberiani: una prospettiva davvero poco attraente. Sull’argomento, è ufficialmente intervenuto l’ex presidente e Premio Nobel per la Pace, Mikail Gorbaciov (foto). Il fautore della Perestrojka e della caduta del muro di Berlino ha mandato una lettera sensibilizzante al “grande capo” di Microsoft, Bill Gates, descrivendogli la situazione e richiedendo un intervento “umanitario” nei confronti del professore, per salvarlo dalla dura condanna. Dagli uffici del colosso internazionale di Redmond, nell’Oregon – a quanto reso noto dalla stampa che si è interessata al caso – sarebbe arrivata una fredda quanto laconica risposta: “Il caso di mr. Posonov è un caso di crimine, e come tale è stato trattato dalle autorità russe. Siamo sicuri che la magistratura russa prenderà la decisione giusta”. Poco interesse, quindi, per le sorti dello sfortunato professore, con corrispettiva salvaguardia del proprio tornaconto. Una curiosità: la Microsoft è membro importantissimo della Business Software Association, l’associazione che protegge gli interessi delle software-house specializzate in software aziendale, e che appena una settimana fa ha lanciato l’allarme sulla diffusione di programmi pirata in Russia, richiedendo l’intervento repressivo delle autorità russe per arginare il fenomeno. Destinatario erroneo, quindi, per la missiva di Gorbaciov, e filantropo sbagliato per il povero professor Posonov, al quale non resta che sperare nella clemenza dei giudici, ma soprattutto nell’ondata di indignazione da parte del popolo democratico, Gorbaciov in testa. (G.C. per NL)

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