Digitale, prove di efficienza – Analisi di Radio Passioni

Dalle prove effettuate da Rai Way emergerebbe per la radio digitale (DRM) una efficienza significativamente migliore rispetto alle trasmissioni analogiche in modulazione di ampiezza


da Radio Passioni

Di nuovo sulla questione della copertura geografica di una stazione che trasmette in modalità digitale. Cerco di riassumere le perplessità su cui sto ragionando da un po’. Dalle prove effettuate da Rai Way emergerebbe per la radio digitale (DRM) una efficienza significativamente migliore rispetto alle trasmissioni analogiche in modulazione di ampiezza. Il bacino di ascolto del segnale di Milano-Siziano 693 kHz con 37 kiloWatt, risulterebbe più o meno sovrapponibile a quello ottenuto con un dispiego di 450 kW di potenza attraverso una decina di impianti analogici. Ci sarebbe quindi la dimostrazione sperimentale della superiorità della modulazione digitale. A parità di campo, un segnale digitale debole risulterebbe più leggibile di un segnale analogico altrettanto debole.
Tutto questo contrasta ampiamente con l’esperienza dei DXer e dei radioamatori, che invece hanno sempre riferito di grossi problemi di continuità di decodifica di segnali DRM sulle onde corte e sulle onde medie. Ecco per esempio un post di due giorni fa sul gruppo di discussione del National Radio Club americano, a proposito della ricezione a lunga distanza (si fa per dire 494 miglia) di una stazione dell’Iowa nel non lontano Tennessee:

For the first time, I’ve received digital audio from a distant station. Noticed 1030 and 1050 essentially buried in WHO-HD sidebands (on the ham rig) and 1040 essentially local quality, so quickly grabbed the Receptor HD & hooked it to the 700′ west Beverage. I was almost immediately rewarded with a WHO “text ID” on the display – and a fraction of a second later, with WHO digital audio. It stayed in in digital for about 90 seconds before fading a bit & going back to analog. I got another few seconds of digital audio around 0806.
Doug Smith W9WI Pleasant View (Nashville)
Doug ha captato in digitale Des Moines da Nashville con una antenna filare di oltre 200 metri di lunghezza. Da un punto di vista strettamente DXistico è pochissima roba, le stazioni locali in onde medie possono percorrere migliaia di chilometri con poche centinaia di Watt e risultare ancora identificabili (ricordiamoci sempre che si parla di limite di “leggibilità” per orecchi molto più allenati della media). Ecco il commento di Adam Myrow sull’ascolto di Doug Smith:

Here is an interesting theoretical question. As we know, the digital IBOC signal is running at far less power than the analog signal despite the awful racket it creates. My question is, how far would a station running digital at 50,000 watts get out? I suspect that with skywave fading, it still wouldn’t do so well, but it’s just something I was pondering as I read this thread. I know digital TV has been mostly running at low power, and is having basically the same problem as IBOC. That is, people need an outside antenna to get the digital signal. I guess that’s changing now, though. Adam Myrow, Memphis

Giustamente Adam osserva che il digitale utilizza comunque potenze inferiori. Che accadrebbe se una stazione Hd Radio utilizzasse potenze diverse? Il punto è proprio questo ed è qui che si concentrano le perplessità. Vediamo di capirci ancora meglio. I fautori del digitale, per esempio del DRM utilizzato su base locale, dicono che il digitale è più efficiente. Per un broadcaster l’efficienza si misura con parametri anche soggettivi come la potenza immessa nel sistema di antenna, la copertura assicurata in termini di campo elettrico per unità di superficie, la comprensibilità e la qualità del segnale in funzione dello spettro audio trasmesso. Su scale molto locali, cioè per raggi di copertura ristretti (una città di medie dimensioni per esempio), il DRM potrebbe in effetti funzionare bene e dare maggiore qualità con minore potenza impegnata. Sulle lunghe distanze (quelle che per esempio interessano all’ascoltatore delle onde corte non particolarmente interessato alla caccia di segnali deboli) le incertezze aumentano. La sperimentazione del DRM sulle frequenze in cui la propagazione avviene per onda di cielo, non ha ancora dimostrato che un trasmettitore analogico sia molto meno efficiente di un digitale. Semmai sta dimostrando il contrario. E la sperimentazione del DRM sulle medie? Le onde medie non si propagano sempre via cielo (succede solo di notte) ma a mio modesto parere è ancora azzardato affermare che l’efficienza del digitale sia superiore, che sia cioè possibile coprire un’estesa area “locale” in onde medie con un numero inferiore di trasmettitori e una potenza complessiva impegnata più bassa.
C’è inoltre un sacco di lavoro da fare nell’ambito della fascia di ascolto serale-notturno, quando i trasmettitori in onde medie di solito vengono utilizzati a regime di potenza più basso per evitare che la componente di segnale di cielo possa interferire con gli impianti iso-frequenza più distanti. Si sa molto poco degli effetti delle interferenze isocanale da parte di due emittenti digitali: la presenza in antenna di due segnali diversi influisce sulla decodifica e quanto? Un attento monitoraggio su 693, magari effettuato con antenne magnetiche e direzionali (loop in ferrite), potrebbe essere molto significativa. Su questa frequenza operano infatti Siziano e la stazione tedesca di Henningsdorf, la prima con 37, l’altra con 250 kW dichiarati (mi sembrano molto inverosimili) per ripetere Voice of Russia. Se siete attrezzati per la ricezione del DRM, anche solo via computer, e volete contribuire con qualche dato, sarebbe molto interessante.

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