Digitale terrestre, Lombardia. CRTL: target del MSE-Com è abbattere maggior numero di impianti prima dello switch-off

Ennesimo, durissimo, comunicato del Comitato Radio Tv Locali, che si associa ad altri enti esponenziali denunciando la disattenzione nei confronti delle tv locali dell’esecutivo e del regolatore.

Ma, questa volta, il dito del portatore di interessi diffusi non è puntato contro il nuovo, contestatissimo, Piano di assegnazione delle frequenze, pubblicato dall’Agcom lunedì scorso, né contro la questione del logical channel numbering, che pure sta portando nel baratro le emittenti minori. Nel centro del mirino del CRTL c’è ora il Ministero dello Sviluppo Economico-Comunicazioni e, nella specie, il suo organo periferico lombardo, da anni colpito da critiche ed accuse per l’incapacità di reagire alle legittime istanze degli operatori in tempi compatibili con le esigenze tecniche, commerciali ed editoriali delle imprese. Il j’accuse del CRTL – che fa il paio col duro articolo pubblicato sull’argomento sul numero di giugno di Millecanali – si focalizza, stavolta, nella pioggia di "ordinanze di disattivazione e provvedimenti di restrizione operativa" che starebbero "letteralmente piegando imprese televisive locali già al collasso per via della crisi economica". Il tutto, secondo il Comitato, in curiosa coincidenza con lo switch-off analogico-digitale. Una sorta di riproposizione di ciò di cui avevamo dato conto su queste pagine qualche tempo fa, osservando l’impennata dei ricorsi al TAR contro provvedimenti ablativi dell’organo periferico lombardo del MSE-Com (in controtendenza con quasi tutti gli altri organi territoriali, che avevano segnato una diminuzione del contenzioso giudiziale). Secondo il CRTL la rinnovata profusione di energia repressiva del MSE-Com verso le emittenti locali sarebbe collegata in qualche modo all’imminente assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze digitali in un’area dove è chiaro che non ci sarà spazio per tutti. Una decisione, quella di colpire gli impianti delle tv locali, che secondo il soggetto portatore d’interessi diffusi milanese smentirebbe nei fatti la (dichiarata) volontà del ministro Tremonti di agevolare "la libertà d’impresa per favorire la ripresa" e le assicurazioni del viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni di "battersi per la tutela dell’informazione radiotelevisiva locale". (A.M. per NL)
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