Diritti tv in chiaro e calcio: ancora niente accordo

‘Non ci sara’ nessun Controcampo e nessuna Domenica Sportiva, abbiamo detto no alle offerte delle tv’, ha annunciato il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, al termine dell’assemblea di Lega


ADUC.it

Niente accordo sui diritti tv in chiaro per il prossimo campionato tra emittenti e Lega Calcio. ‘Non ci sara’ nessun Controcampo e nessuna Domenica Sportiva, abbiamo detto no alle offerte delle tv’, ha annunciato il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, al termine dell’assemblea di Lega. Tuttavia, ha spiegato ancora il patron rosanero, ‘da qui a sabato si fa in tempo a fare molte cose, un po’ all’italiana…’.
La combinazioni di offerte giunte da Rai e Mediaset e’ di circa venti milioni. In precedenza la Lega Calcio aveva incassato oltre il triplo.

Il Tempo.it

CALCIO: DIRITTI TV – PESCANTE, MI AUGURO SI ARRIVI PRESTO AD UN’INTESA

Roma, 26 ago. – (Adnkronos) – “Mi auguro si arrivi presto ad un’intesa, perche’ per gli appassionati sta diventando sempre piu’ difficile vedere in televisione gli avvenimenti sportivi”. Mario Pescante, deputato del PDL ed ex sottosegretario allo Sport, si e’ detto preoccupato per la mancata assegnazione, da parte della Lega calcio, dei diritti televisivi in chiaro ed ha auspicato all’ADNKRONOS, un’intesa tra le parti al piu’ presto. “Un intervento del Governo nella questione? Sono trattative di carattere privato e il Governo non credo interverra’, a meno che le parti non chiedano una mediazione, allora il discorso cambia”, ha aggiunto Pescante. “Arriviamo da queste stupende Olimpiadi, devo dire stupendamente riprese dalla Rai, ma sta diventando sempre piu’ difficile vedere lo sport in tv. E’ un grande problema perche’ lo sport si promuove anche e soprattutto attraverso i media. Mi rendo anche conto -aggiunge- che qui ci sono problemi di bilancio da una parte ed esigenze dall’altra. Posso solo auspicare che si arrivi quanto prima ad un’intesa per i diritti in chiaro. Il calcio e’ uno sport visto da milioni di persone, solo i diritti criptati non bastano a soddisfare la richiesta. Ricordiamo che quando scende in campo la nazionale si passa da 15 milioni di persone in su”.
(Riz/Gs/Adnkronos)

Unionesarda.it

La Lega Calcio respinge le offerte per i diritti tvFumata nera per i diritti tv del calcio. Se non si troverà un accordo in extremis entro sabato non si vedranno in tv i gol della prima giornata di campionato.

Il governo si augura che la situazione venga risolta e che un accordo fra la Lega Calcio e le tv si trovi.

Off. Novantesimo minuto, Controcampo, la Domenica Sportiva, Tutto il calcio minuto per minuto, Sabato Sprint. E la domenica del pallone, a casa dopo la chiesa, la radiolina, i finali e le celebrazioni pagane del gol… Si è spenta la serie A in chiaro, quella senza parabola o decoder, quella che aspetti le 18.15 o la seconda serata per il posticipo. Il campionato riparte sul satellite, o comunque in digitale. E’ criptato, cari terrestri analogici. Un altro pianeta. In esclusiva su Sky, Mediaset Premium o La7 Cartapiù. La prima giornata è così: o si paga o si paga. Per il resto è buio, perché non ci sarà luce per riflessi filmati, niente highlights. I diritti non si piegano, per definizione. Si pagano, al limite. E le offerte che sono arrivate sul tavolo della Lega da Rai e Mediaset non hanno convinto: “L’assemblea generale straordinaria della Lega calcio- ha annunciato al popolo Adriano Galliani- ha respinto all’unanimità le offerte per i diritti radiofonici e televisivi del calcio, che sono quindi rimasti invenduti”. All’unanimità. Tutti assieme per dire no agli “spiccioli” offerti da Rai e Mediaset. Il calcio a spicchi, in fasce orarie ad esclusiva, per i presidenti vale almeno 60 milioni di euro. Che non ci sono. E’ la rivoluzione dei soldi. Per la prima volta dal 1959 si spegneranno anche i gol via radio per una questione di diritti negati. Il programma è sempre andato in onda, anche con i campionati sospesi per lutto (il 18 novembre 2007 dopo la tragica morte di Gabriele Sandri o il 4 febbraio 2007 a causa della morte dell’ispettore capo di polizia Filippo Raciti). Per la prima volta il calcio sarà solo in “scuro”, regalo per le pay tv, appena diventate maggiorenni: sono passati 18 anni dal 29 agosto 1993, primo posticipo criptato su Telepiù, Lazio-Foggia. Stavolta sarà fatto salvo solo il diritto di cronaca dei tg. Sempre che non cambi tutto entro sabato. Perchè siamo in Italia, come ha detto Zamparini all’uscita dall’assemblea: “Da qui a sabato si fa in tempo a fare molte cose, un pò all’italiana…”. Appunto. Nel frattempo… Off, spento.

ROMANI. Il governo si augura che “si trovi un accordo tra le parti” e “si scongiuri il rischio di un black out tv e radio già dalla prima giornata di campionato”: a sottolinearlo è il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani. “A questo punto – spiega Romani – si apre un tavolo senza buste chiuse, senza la necessità che si riunisca l’assemblea della società di calcio per decidere se le offerte sono congrue o meno”. Ovviamente “il confronto – aggiunge il sottosegretario – avviene secondo logiche di mercato: il ministero può limitarsi a un’azione di moral suasion nei confronti dei protagonisti, con una certa attenzione in più nei confronti servizio pubblico. E’ giusto che la Rai sia il primo interlocutore e mi fa piacere che abbia presentato, a quanto risulta, l’offerta più alta”. L’auspicio di Romani è quindi che “ci sia la buona volontà di arrivare a un’intesa. A noi preme ed è nostro preciso interesse che fin dalla prima giornata di campionato gli italiani possano godere dello straordinario spettacolo del calcio senza essere obbligati a pagare”.

MERLO. “Se non interviene in extremis un’intesa dovremmo prendere atto di un ennesimo autogol per la Rai e una pesante caduta di credibilità del servizio pubblico radiotelevisivo”. Lo ha dichiarato l’onorevole Giorgio Merlo (Pd), membro della commissione di vigilanza sulla Rai, a proposito della mancata assegnazione dei diritti televisivi del calcio in chiaro. “E’ facile dedurre che il no della Lega calcio all’assegnazione dei diritti tv è una grave e pesante sconfitta per la Rai e una sonora umiliazione per tutti quegli italiani che pagano il canone e che devono ricorrere a una tessera card per vedersi almeno i tradizionali gol della domenica”. “Spingere milioni di italiani verso la Tv a pagamento è come ammettere la propria incapacità a reggere la concorrenza mentre tutti noi sappiamo che i diritti criptati non bastano a soddisfare la richiesta. In discussione comunque è il ruolo del servizio pubblico, soprattutto in un settore di massa qual è lo sport e, nello specifico, il calcio. Non oso neanche immaginare il dover spiegare a milioni di italiani che la Rai esiste, che il servizio pubblico c’è ma che, per la prima giornata di campionato, chi paga regolarmente il canone deve rivolgersi altrove per vedere le partite”.

RIVERA. Alle polemiche sui diritti tv e alla possibilità che gli italiani non possano vedere in chiaro gli highlights delle partite di calcio, c’è anche chi non presta “particolare attenzione” e guarda con nostalgia ai tempi in cui era lo stadio l’unica “diretta” possibile. E’ il “Golden boy” Gianni Rivera. “Non seguo con particolare attenzione la vicenda – spiega l’ex campione rossonero, primo pallone d’oro italiano nel 1969 -. Personalmente preferivo il periodo in cui la televisione faceva fatica a trasmettere in tempo la differita delle 19:00, quel periodo in cui principalmente si andava allo stadio”.

CONSIGLIO UTENTI. Il no della Lega Calcio all’assegnazione dei diritti tv è “un’ulteriore sconfitta per il servizio pubblico. Il fatto che domenica le partite non potranno essere viste in chiaro è un danno a milioni di italiani”. E’ il parere del presidente del Consiglio Nazionale degli Utenti (Cnu), organismo dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Luca Borgomeo. Per Borgomeo, che è anche presidente dell’associazione Aiart, “la Rai è sempre più debole rispetto alle pay tv. Oramai da tempo sembra esserci in atto una strategia per far migrare i cittadini verso la televisione a pagamento, perché il servizio pubblico, sovvenzionato da canone e dalla pubblicità, offre poco o nulla”.

Gazzetta dello Sport

Le reazioni del mondo sportivo

Pizzul: “Una larga fetta di tifosi non ha l’abbonamento alle pay tv e un buio totale delle immagini in chiaro non è possibile, specie in tempi di difficoltà economiche come questi. C’è anche una collaudata tradizione da rispettare. Il campionato di calcio è profondamente radicato nei gusti e nelle passioni popolari. Si creerebbe uno stato di disagio generale. Sarebbe uno choc per tutti”.
Ulivieri – “È un momento di passaggio. C’è una trattativa e non si è trovato un accordo ma è una fase di transizione. Se poi vogliamo fare una valutazione più generale, allora diciamo che abbiamo avuto troppo calcio televisivo e che forse va riequilibrato il discorso. Naturalmente mi auguro che tutti possano avere la possibilità di vedere i gol in televisione, ma a mio avviso se si ascoltassero un pò meno polemiche legate al calcio, non sarebbe male”.
Rivera: “Non seguo con particolare attenzione la vicenda. Personalmente preferivo il periodo in cui la televisione faceva fatica a trasmettere in tempo la differita delle 19, quel periodo in cui principalmente si andava allo stadio”.
Graziani: “La gente ha il sacrosanto diritto di seguire le partite di calcio anche in chiaro. Mamma Rai, che fa pagare ancora il canone, dovrebbe sobbarcarsi questo onere ed essere molto più sensibile verso questo tipo di problematiche”.
Provenzali: “Sappiamo tutti che a livello televisivo ci sono interessi e piattaforme concorrenti, ma la radio rappresenta il più classico diritto all’informazione: è come il pane in un pasto, poi c’è il resto. Non riesco a immaginare un inizio di campionato senza lo storico minuto per minuto».
Minà: “La Lega ha interpretato da tempo il suo ruolo solo con una visione spietatamente commerciale, dimenticando che si tratta di uno spettacolo da tempo classificato come un diritto dei cittadini, che devono poterne fruire in chiaro. Purtroppo in Italia c’è una situazione anomala legata al conflitto di interessi: il risultato è una trattativa zoppa, falsata che finisce con il danneggiare i diritti dei cittadini”.

La Repubblica.it

Niente calcio in chiaro è rottura con Rai e Mediaset

Adriano Galliani all’uscita dall’assemblea della Lega per i diritti tv

MILANO – Niente calcio in chiaro per l’apertura del campionato. la Lega calcio non ha assegnato i diritti nè alla Rai (tv e radio), nè a Mediaset. Scompaiono quindi, almeno per ora, trasmissioni storiche come “Tutto il calcio minuto per minuto”,. Novantesimo Minuto o Controcampo e Domenica Sportiva. Resta soltanto il calcio a pagamento su Sky e sul digitale terrestre.

La Rai ha offerto 20,5 milioni: rifiutati. No anche a un’offerta di due milioni per i diritti radio. La Lega ha deciso di non fare entrarem per la prima volta, nemmeno le telecamere di Rai e Mediaset negli stadi. Sarà la Lega a produrre per tutte le emittenti i quattro minuti previsti dal diritto di cronaca.

Secondo la Lega sono quindici milioni le famiglie italiane che non possiedono un decoder o un abbonamento a Sky.

“Nel 2007-2008 la Lega dai diritti tv (La 7, Sportitalia, Rai, Mediaset) ha ricevuto ricavi per 70 milioni di euro. L’offerta della Rai per gli highlights in chiaro è di 20,5 milioni di euro. Abbiamo detto no a questa offerta” ha detto Adriamo Galliani. “Ci dispiace molto, ma i numeri identificano bene la non responsabilità delle società. L’assemblea ha deliberato all’unanimità la decisione. Erano presenti 41 società su 42, 19 di serie A e 22 di serie B.

Nulla da fare anche per la radio: “Non abbiamo assegnato neanche i diritti radiofonici – ha continuato – Quindi non ci sarà tutto il calcio minuto per minuto, perchè abbiamo deciso che i diritti radiofonici veranno venduti in un unico pacchetto con la tv. Non avendo venduto i diritti tv, non abbiamo venduto neanche quelli della radio. Ci saranno 8 minuti di immagini che i telegiornali, solo i telegiornali, potranno utilizzare.
Ciascuno farà il montaggio che più gli aggrada, naturalmente: 4 minuti per la serie B, 4 minuti per la serie A. Dopo le 20.30 per le partite pomeridiane, dopo la mezzanotte per le partite che cominciano alle 18 e alle 20.30″.

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