Diritto di cronaca. Pubblicò telefonata tra Fassino e Consorte (“Siamo padroni di una banca?”): giornalista assolto

Pubblicò l’intercettazione telefonica nella quale Piero Fassino si congratulava (“Siamo padroni di una banca?") con Giovanni Consorte per la tentata scalata alla Bnl. Ma per quell’articolo era stato accusato di violazione del segreto istruttorio. Oggi i giudici della quarta sezione penale presieduti da Oscar Magi hanno assolto il giornalista Gianluigi Nuzzi, assistito dall’avvocato Salvatore Lo Giudice, per quell’articolo pubblicato su Il Giornale. Per Nuzzi il pm Laura Pedio aveva chiesto la condanna ad un anno di reclusione. Ma i giudici del Tribunale, a conclusione del processo, lo hanno assolto. Era il 2 gennaio del 2006 quando Gianluigi Nuzzi su “Il Giornale” (ora lavora a Libero diretto da Maurizio Belpietro, ndr) pubblicò l’intercettazione telefonica tra Fassino e Consorte che gli costò un’incriminazione e lunghe indagini nel corso delle quali è stato anche pedinato. Ma alla fine il sostituto procuratore Stefano Civardi, titolare dell’inchiesta, ritenne di dover chiedere l’archiviazione. Di diverso avviso fu, invece, il gip Micaela Serena Curami che bocciò la richiesta di archiviazione, rimandò gli atti alla procura imponendo un’imputazione coatta, la violazione del segreto istruttorio appunto, aprendo di fatto le porte ad un processo anche se era rimasto ignoto il presunto pubblico ufficiale che a Nuzzi aveva dato quelle intercettazioni. In aula, a sostenere l’accusa, è stata il pm Laura Pedio e non Civardi, che aveva chiesto la chiusura del caso. Oggi la sentenza: assoluzione. (Adnkronos)
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