Governo thailandese blocca l’accesso a Justin.tv: le “camicie rosse” utilizzavano la piattaforma per dar voce alla loro protesta

In Thailandia regna il caos. Da alcuni mesi, infatti, la capitale Bangkok, e recentemente anche alcune città ubicate al sud del Paese, vivono in stato di polizia, a causa della protesta, che spesso si trasforma in vera e propria guerriglia, da parte delle cosiddette "camicie rosse", ossia un gruppo rivoluzionario d’opposizione all’attuale governo guidato da Abhisit Vejjajiva.

I ribelli, seguaci dell’ex premier Thaksin Shinawatra, ritengono illegittimo l’attuale governo ed invocano lo scioglimento delle Camere e nuove elezioni. Cinque giorni fa sembrava che la situazione stesse migliorando, allorché il capo di Stato thailandese aveva proposto alle "camicie rosse" una "road map", ossia un percorso di pace, che avrebbe previsto anche la fissazione di nuove consultazioni per la fine dell’anno (con ogni probabilità il 14 novembre). I ribelli avevano accettato la soluzione – pur chiedendo una data certa per le elezioni – ma negli ultimi giorni la tensione è tornata alta.  Ieri, infatti, il governo di Bangkok ha reso pubblica la decisione di bloccare l’accesso a www.Justin.tv, piattaforma online statunitense che trasmette dirette di eventi in streaming e che le "camicie rosse" utilizzavano quale uno dei canali preferenziali per dar voce alla propria protesta. In particolare essi gestivano un paio di finestre sulla piattaforma californiana per un totale di 430mila clic (250mila una e 180mila l’altra), secondo quanto rende noto Evan Solomon, vicepresidente di www.Justin.tv. "Tantissimi cittadini thailandesi – ha dichiarato – hanno utilizzato la nostra piattaforma per tenersi aggiornati sulle proteste in corso nel loro Paese". Da oggi, invece, al posto della classica home page di Justin, gli utenti sono dirottati su una pagina in cui le autorità informano della temporanea chiusura del sito a causa della situazione d’emergenza vigente nel Paese.  Già lo scorso mese, comunque, i governativi avevano chiuso un’altra emittente: si trattava del satellitare "Canale Popolare", vero e proprio punto di riferimento per i ribelli e i seguaci di Shinawatra.  Oggi la tensione a Bangkok, che è presidiata dai militari e dove le "camicie rosse" hanno costruito degli accampamenti di bambù nel centro della città, è tornata altissima. Due poliziotti sono morti e tredici civili sono rimasti feriti in un attentato notturno nel quartiere finanziario di Silom. (L.B. per NL)

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