La Finanziaria minaccia la SIAE

Il decreto taglia-spese prevede un prelievo di 20 milioni di euro dalle casse della SIAE


Nel corso dell’Assemblea generale di tutti gli associati alla SIAE, riunita qualche giorno fa a Roma, l’avvocato Giorgio Assumma (foto), Presidente della SIAE ha dichiarato che una gran parte di autorevoli autori ed editori italiani gli hanno comunicato di voler lasciare la SIAE per affidare a società straniere la gestione dei loro diritti economici e quindi la cura dei loro risparmi. Tra gli autori figurano i nomi di: Mogol, Mario Lavezzi, Ennio Morricone,Gianni Bella, Gigi D’Alessio, Gino Paoli, Lucio Dalla, Luis Bacalov, Fabio Concato. Tra gli editori, Ricordi, Emi Music Publishing, Edizioni Curci e Case Associate, Warner, Sony Music, Universal, Sugar Music. Il motivo sarebbe quanto previsto dalla finanziaria: un prelievo di ben 20 milioni di euro dalle risorse degli autori, una novità che la Società degli Autori e degli Editori ha denunciato parlando di un prelievo che potrebbe portare alla chiusura della Società. L’Assemblea della SIAE ha approvato un ordine del giorno con il quale autorizza la SIAE a intraprendere tutte le iniziative che saranno ritenute necessarie in tutte le sedi competenti: la prima misura prevede un giorno senza musica, teatro, lirica, cinema, ovvero senza le opere di tutti gli autori e gli editori italiani associati alla SIAE. Inoltre, nella giornata che sarà fissata nei primi giorni del mese di dicembre, la SIAE dovrebbe ritirare tutti i permessi di utilizzazione dei milioni di opere che gli 80.000 autori ed editori affidano alla sua tutela. A conclusione dell’assemblea arrivano le dichiarazioni di Assumma: “Comprendo umanamente la rabbia degli autori e degli editori italiani” spiega, “I continui illeciti tentativi delle istituzioni pubbliche di appropriarsi delle casse della SIAE sono seri pericoli per la sua stabilità economica, dalla quale gli autori e gli editori traggono il loro sostentamento, presente e futuro”. Secondo il Presidente della SIAE, si tratterebbe di “un ulteriore tiro al bersaglio a danno della SIAE; è un atto di prepotenza che non ha alcun fondamento giuridico, contro cui la SIAE si sta opponendo con ogni mezzo. Spero che gli autori e gli editori ritornino sulle loro decisioni. Diversamente la SIAE si avvierebbe verso un grave ed inevitabile smembramento, con la conseguenza che migliaia di dipendenti e di collaboratori correranno il rischio di trovarsi sulla strada”. Infine, aggiunge che è inaccettabile che sia presa di mira proprio la SIAE che, “al contrario della quasi totalità degli Enti pubblici, non versa in una condizione di dissesto ed anzi, pur senza apporti economici pubblici e sfruttando i soli proventi dei propri associati, ha un eccellente patrimonio ed un ottimo bilancio”.(TL per NL)

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