L’e-reader che non è un e-reader ma ci farà leggere gli e-book

Apple iPad non garantisce affatto una buona lettura. Ma ancora una volta il marketing della mela sembra avere la meglio sulle considerazioni tecniche.

Fino a quando l’iPad non aveva ancora fatto il suo ingresso sul mercato italiano, nessuno da noi si era filato gli e-reader, quei notevoli dispositivi che servono a leggere libri, quotidiani, e testi di ogni genere scaricati dalla rete, con grande versatilità, risparmio di carta e vantaggi per l’ambiente. Costi elevati, scarso interesse da parte degli editori, poca disponibilità di testi interessanti, insomma praticamente un settore di mercato che appariva come destinato a estinguersi, sulla scia di tante altre innovazioni tecnologiche finite in clamorosi flop. Poi arriva lui, iPad, fratello maggiore di iPhone, fortunatissimo esponente della famiglia i-qualcosa, dove tutti sono campioni d’incasso. Che cos’ha iPad di nuovo? Apparentemente nulla: è un cosiddetto tablet PC, di quelli che l’industria del settore conia da tempo senza grande successo. Ma ha l’interfaccia vincente di iPhone, il design di casa Apple, la strapotenza di un marchio di culto alle spalle. Ed ecco che avviene il miracolo: tutti si accorgono che libri e giornali si possono anche leggere sul computer, gli editori si svegliano, ogni giorno escono edizioni elettroniche "per iPad" di giornali e riviste. Usare l’iPad per leggere diventa trendy e si aprono nuovi orizzonti. Tutto bene, senonché non bisognerebbe scordarsi che fino all’altro ieri si è sempre sostenuto, esperienze alla mano, che la lettura su schermo LCD (com’è quello dell’iPad) non è ottimale, affatica la vista e, dopo un po’, scoraggia anche il più accanito tecnofilo o ambientalista (o tutt’e due insieme). Non per altro fin dagli anni ’70 si è sviluppata la ricerca sugli e-ink, gli inchiostri elettronici, che sono alla base dei display dei "veri" e-book reader, come il Kindle, il Cybook o l’Iliad, in grado di riprodurre un’esperienza di lettura confortevole quasi quanto quella di un libro tradizionale. Certo fanno "solo" egregiamente il loro lavoro, non vanno bene per andare su Facebook, sentire musica o guardare film. Ma il mercato, si sa, non risponde alle regole del buon senso, e allora che succede? Succede che in 65 giorni vengono scaricati qualcosa come 2,5 milioni di e-book per iPad (dato fornito da Steve Jobs alla Worldwide Developer Conference 2010). Succede anche che nel frattempo iRex, produttore di Iliad e altri modelli di e-book reader, ha avviato le procedure per la bancarotta. E Amazon si è affrettata a dichiarare che non produrrà per il momento un Kindle con l’LCD a colori… Insomma l’e-book forse avrà un futuro alla moda, ma a scapito della vista dei lettori e della loro intelligenza. (E.D. per NL)
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