Lyons nuovo presidente della Bbc

Il nuovo presidente della Bbc è un uomo molto vicino al Labour Party al Governo e ‘digiuno’ in fatto di sistemi radiotelevisivi. Sono in molti ad essere diffidenti verso questa nomina


da Millecanali

Michael Lyons è il nuovo presidente della “zietta”, come gli inglesi chiamano la Bbc (questo a sottolineare quanto sia importante per il popolo della Regina la Tv pubblica). Lyons, ex consigliere laburista che ha curato la recente riforma del sistema fiscale locale, vanta una collaborazione con il Cancelliere dello Scacchiere laburista Gordon Brown, cosa che ha spinto i Conservatori ad accusare il Governo di concedere favoritismi ai suoi sostenitori. Un’ipotesi evidenziata non solo dai Conservatori, per la verità, ma anche dalla stampa più vicina alle posizioni del Labour Party.

Ovviamente sulla stampa britannica si è scatenato un acceso dibattito sull’opportunità o meno della nomina di Lyons e sulle sue competenze.
Primo fra tutti, ‘The Indipendent’ si è chiesto:
“Sir Lyons è l’uomo giusto come presidente della Bbc? Per rispondere bisogna prima capire in cosa consiste esattamente il suo lavoro, alla luce delle novità introdotte dopo l’inchiesta Hutton sul ruolo giocato dalla Bbc nella morte dello scienziato David Kelly.
Sicuramente non sarà un lavoro creativo e questo gli risparmierà molte frustrazioni, dato che non proviene dal mondo radiotelevisivo come il suo predecessore Michael Grade. Lyons, infatti, dovrà occuparsi della nuova sede di Bbc sport e della Tv per bambini a Salford, dell’ipotesi di inserire la pubblicità nel sito di Bbc World e del passaggio al digitale. Ma non bisogna credere che questo ruolo non abbia una dimensione politica. Non importa quanto si insista sulla neutralità di questo ruolo: il nuovo presidente avrà comunque la responsabilità di difendere la Bbc dalle critiche del Governo e dagli assalti del settore commerciale”.

Altri giornali, come il ‘Daily Telegraph’, pongono l’accento non tanto sulla vicinanza di Lyons al Labour Party quanto sul fatto che egli sia completamente ‘digiuno’ di problemi inerenti la gestione dei media e i sistemi radiotelevisivi. ‘The Guardian’, invece sottolinea la sua vicinanza al partito di Blair e come la sua scarsa, se non nulla, esperienza nel settore dei mezzi di comunicazione e del broadcast possa costare cara non solo alla Tv pubblica ma anche ai telespettatori.

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