Magistrati contro Bossi: pm eletti dal popolo? La Costituzione è una cosa seria. Ghedini: è una casta

(Adnkronos) – "La Costituzione italiana è una cosa molto seria e non dovrebbe mai essere affrontata con battute estemporanee".

Lo dichiara all’ADNKRONOS il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini, commentando la proposta del ministro delle Riforme e segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, di magistrati eletti dal popolo. Cascini sottolinea come il sistema di accesso in magistratura italiano "è previsto dalla Costituzione ed è un sistema tra i migliori nel mondo per le garanzie che offre in termini di professionalità e indipendenza; mentre non credo – aggiunge – che lo stesso possa dirsi con riferimento ad altre funzioni di nomina elettiva". Bossi giorni fa aveva lanciato la proposta che i magistrati fossero eletti dal popolo e aveva aggiunto che "il Veneto avrà i suoi magistrati perché non se ne può più di non avere neppure un magistrato veneto". Quanto la provenienza territoriale dei magistrati reclamata da Bossi, Cascini conclude che "appare sconcertante che ancora oggi si debbano sentire manifestazioni di razzismo legate alla provenienza regionale dei funzionari dello Stato, ed è molto grave che una così grande offesa alla Costituzione venga da un ministro della Repubblica”. Ancora più netto il giudizio del togato di Unicost al Csm, Fabio Roia: ”Non si capisce il senso della proposta di Bossi, alla luce dei principi costituzionali e delle opinioni culturali che vogliono i magistrati non politicizzati”. Roia sottolinea come avere dei magistrati su elezione popolare comporterebbe una ”manifestazione del consenso e dunque una politicizzazione delle toghe all’eccesso. A mio parere in contraddizione a ciò che questa parte politica ha sostenuto finora, contraria ad una magistratura politicizzata”. Sulle dichiarazioni di Bossi di avere magistrati veneti, Roia sottolinea che anche qui c’è una contraddizione, perché il magistrato ”è espressione di identità nazionale e trovare magistrati legati a territorialità regionali sarebbe introdurre un sistema dirompente per l’applicazione della legge che deve trovare sempre dei riferimenti nazionali”. Niccolò Ghedini, deputato del Pdl e legale del premier, spiega all’ADNKRONOS che la proposta di Umberto Bossi di eleggere i pm come in Svizzera e negli States è già prevista dal ddl sulla giustizia e bisogna verificarne la fattibilità nel rispetto della Costituzione. ”E’ un’idea percorribile, ma va valutata con attenzione”, sottolinea.  Il parlamentare azzurro getta acqua sul fuoco (”non è una riforma che spaventa”) e replica così a Cascini: ”Soltanto l’Anm arroccata sui privilegi della casta si può preoccupare”. Ghedini sottolinea: ”Non è che il popolo sia da disprezzare nella sua capacità di giustizia. Comunque, è un argomento come gli altri, non mi sembra nemmeno il più urgente”. L’avvocato di Silvio Berlusconi argomenta: ”La proposta di Bossi in realtà è già anticipata dal nostro ddl sulla giustizia quando si ipotizza un pubblico ministero elettivo per le udienze di fronte al giudice di pace. Non è un’idea della Lega, la Lega poi l’ha recepita. In ogni caso – ribadisce – è un’idea percorribile con la giusta attenzione. Serve prudenza. Bisogna, infatti, verificare la possibilità di un intervento a Costituzione vigente. Oppure – aggiunge – occorre trovare l’accordo di tutto il Parlamento e verificare se c’è la necessità effettiva di fare una riforma costituzionale sul punto in questione”. Il leader di Italia dei valori Antonio Di Pietro si schiera con l’Anm. "Faccio mie le posizioni del segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Cascini", dichiara. Per Di Pietro, "l’affermazione di Bossi, oltre a essere scorretta dal punto di vista costituzionale e oltre a essere eticamente e politicamente inaccettabile perché siamo tutti italiani, è anche del tutto inopportuna sul piano pratico, visto – spiega il leader Idv – che semmai il magistrato dovrebbe esercitare le sue funzioni in un luogo dove non ha alcun rapporto personale pregresso, proprio per garantire la massima indipendenza e la serenità di giudizio".

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