NEWSLINET.IT: Newsletter n. 696 del 13/03/2013

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Anche la televisione a pagamento, da molti indicata come la via del futuro in contrapposizione al classico servizio generalista gratuito e finanziato dalla pubblicità, sta cominciando ad accusare i colpi della crisi, soprattutto in Italia.
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Che ne sarà di Mtv Italia ora che la sorella maggiore La7 è stata ceduta al Gruppo Cairo?
 
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato sul proprio sito (www.agcom.it) alcuni dati riguardanti gli impianti registrati nel Catasto Nazionale delle Frequenze.
Il 2012 passerà alla storia come uno degli anni peggiori per il mercato pubblicitario italiano e il 2013 non promette nulla di buono.
La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha stabilito che le emittenti televisive possono vietare la ritrasmissione via internet dei loro programmi da parte di un’altra societa’.

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“Finalmente si farà chiarezza sull`utilizzo dei soldi pubblici da parte della rete di Stato: domani porteremo al procuratore generale della Corte dei Conti un corposo dossier di oltre 200 pagine, contenente tutti gli sprechi di risorse pubbliche all`interno della Rai e chiederemo di estendere l`inchiesta a 360 gradi”.
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La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sul caso dei presunti pagamenti fatti dalla Rai ad alcuni giornalisti del Tg1 per turni notturni, giornate festive e straordinari mai svolti.
A partire dall’inizio di quest’anno, gli operatori telefonici risultati assegnatari delle frequenze dismesse dalle tv locali (ex canali 61-69 UHF, banda 800 MHz) hanno attivato i primi impianti per la telefonia di quarta generazione (cosiddetto “LTE”, acronimo di Long Term Evolution).
L’autorità per le telecomunicazioni ceca CTU ha annunciato l’annullamento della sua prima asta di frequenze per telefonia mobile di quarta generazione, perchè le offerte ricevute sono troppo alte e rischiano di accrescere troppo i costi del servizio per i futuri clienti.
Una volta il giornalismo aveva il polso della situazione del Paese, oggi non più. Terremotando la politica, le ultime elezioni hanno segnato il trionfo di Internet, mentre il boom del web ha spuntato le armi dei giornalisti che non ne hanno azzeccata più una.
Avevano venduto al tabloid Sun segreti riguardanti alcuni vip e le loro famiglie. Due ex agenti britannici oggi si sono dichiarati colpevoli nel processo per la compravendita di informazioni riservate fra membri delle forze dell’ordine e alcuni giornalisti del giornale di Rupert Murdoch.
L’obiettivo di Urbano Cairo è riequilibrare i conto con uno stretto controllo dei costi e “non penso oggi ad esuberi ma a dare alle persone delle cose da fare”.
Scalda i dibattiti di molti periodici specializzati e talvolta riesce persino a penetrare negli agorà televisivi l’oramai annoso dibattito sull’opportunità (per i più realisti divenuta contingente necessità) di iniziare a fare cassa sui contenuti informativi disponibili su internet.
Resta alta la tensione in Libia, dove ieri centinaia di uomini armati hanno attaccato la sede di Alassema Tv, sequestrando 5 persone, compresi 2 giornalisti.
Annunciata la cassa integrazione per Telearena. L’ipotesi di un avvio di cassa integrazione per i dipendenti di Telearena di Verona, è stata contestata dall’assemblea dei giornalisti dell’emittente scaligera.
Sono on-line due documentari prodotti dal regista veneto Lorenzo Pezzano sulla storia dell’emittenza televisiva privata.
Beppe Grillo dal suo blog attacca i media, in particolare tv e conduttori, per quello che definisce ”lavoro di sputtanamento” nei confronti del M5S.
”La7 non e’ ‘una patata bollente’ ma un’emittente nazionale che, grazie soprattutto all’informazione prodotta dalla redazione del tg di Enrico Mentana, ha ascolti in crescita e consistenti ricavi pubblicitari".
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