Previsioni di crescita del 15,5% per Cnr, dopo l’acquisto da parte Prs

I ricavi del 2008 dovrebbero attestarsi intorno ai 26 milioni perla syndication, che conta 6,2 milioni di ascoltatori dislocati in tutto lo stivale


Il 2008 di Cnr, la syndication radiofonica che associa 43 emittenti in tutta la penisola, si preannuncia un anno positivo dal punto di vista dei ricavi. Se già il 2007 aveva fatto registrare risultati soddisfacenti (22 milioni di ricavi e 90 milioni di fatturato lordo), in seguito alla cessione da parte di Rcs Pubblicità alla Prs di Alfredo Bernardini De Pace (cfr. http://www.newslinet.it/shownews.php?nid=3623), è stato stimato che i dati sono destinati a crescere: si parla di 26 milioni di euro di ricavi, per una crescita netta del 15,5% rispetto all’anno precedente.
Cnr estende i propri tentacoli lungo tutto il Paese, dal Trentino Alto Adige fino alla Sardegna e la Sicilia, per un totale di 43 stazioni radiofoniche, collegate dallo stesso filone d’informazione nazionale: la redazione di Agr (che nella cessione, è rimasta ad Rcs) cura le news, con cadenza di mezz’ora, e tutti gli speciali dedicati ad eventi di particolare appeal (Olimpiadi di Pechino, Europei di calcio, Vinitaly, Mostra del Cinema di Venezia, ad esempio), mentre le emittenti locali fanno il resto. Tra le tante, si annoverano stazioni di rilievi quali Radio Nostalgia a Genova, Gamma Radio e Radio Reporter a Milano, Radio Kiss Kiss a Napoli, Ciccio Riccio a Brindisi e Radio Sintony a Cagliari. Il totale è di 6,2 milioni di ascoltatori nel giorno medio (dati Audiradio) che, se non si trattasse di syndication, le garantirebbero di posizionarsi appena alle spalle di Radio Uno. “Cnr Radio Fm ha il più basso affollamento pubblicitario sul mercato. I nostri investitori nazionali, infatti, si trovano ad avere un’alta visibilità, con un cluster fatto di soli due comunicati, quando invece la concorrenza ha cluster anche di 16”, sostiene Bruno Sofia, direttore generale e consigliere delegato, che ha mantenuto la sua carica anche dopo l’acquisizione di Prs. Cnr possiede, infatti, una struttura commerciale unitaria che vende i pacchetti pubblicitari, situando gli spot di un minuto soltanto in capo e in coda alle trasmissioni, ottenendo, in questo modo, maggiore visibilità per gli inserzionisti ed un affollamento bassissimo. “Cnr fornisce informazione nazionale senza pretendere che nessuno perda la sua identità locale – prosegue Sofia – Noi aggiungiamo un marchio di qualità e una realtà che è già forte di per sé”. La syndication, infatti, trattiene il 40% degli incassi, mentre il 60% è distribuito tra gli editori locali. Per un totale di 22 milioni, da aggiungersi ai 4 milioni incassati tramite la concessionaria di pubblicità nazionale, che annovera un centinaio di radio locali in portafoglio. (Giuseppe Colucci per NL)

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