Pubblicità nelle pay-tv. Adiconsum ne ha chiesto l’abolizione lanciando una petizione

"Il Governo la vuole ridurre al 12%, accogliendo solo in parte le richieste dei consumatori. Un primo passo nella giusta direzione, ma non basta". Recita così il comunicato odierno dei consumatori di Adiconsum.

"Il Governo sta per accogliere, in parte, le richieste di Adiconsum in merito alla pubblicità presente sulle tv a pagamento. In un decreto preparato dal viceministro Romani si prevede la riduzione dal 18% al 12% del tetto di pubblicità per le pay tv", spiega l’associazione. "Adiconsum è per l’abolizione totale della pubblicità, ma le scelte del Governo vanno nella direzione delle richieste dei consumatori. Lo scorso febbraio Adiconsum ha consegnato al Presidente della Commissione Comunicazioni della Camera dei Deputati, On. Mario Valducci, le firme della petizione per chiedere l’abolizione della pubblicità nelle tv a pagamento. A ottobre, in occasione dell’audizione presso il Ministero dello Sviluppo Economico per le osservazioni sulla delibera 2007/65/CE (la nuova direttiva Ue sulla "Tv senza Frontiere"), si chiese di inserire nella legge di recepimento una differenziazione fra prodotto audiovisivo a pagamento e prodotto audiovisivo gratuito e di creare una regolamentazione, più restrittiva, per le interruzioni pubblicitarie per l’accesso ad audiovisivi a pagamento sia da trasmissione lineare (pay tv) che su richiesta (video on demand). Il decreto in approvazione recepisce solo in parte le richieste dei consumatori, ma ancora non prevede l’assenza di pubblicità per i prodotti multimediali che gli utenti già pagano precedentemente con abbonamenti o ricariche. Il tetto previsto è ancora troppo alto (lo stesso previsto per la RAI) che però si finanzia con una tassa che è molto più bassa dei canoni previsti dalle pay tv", conclude la nota di Adiconsum.
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