RAI, Calabria. Snater e Libersind: no a modifiche proposte dalla RAI

”La Rai tenta di introdurre, nelle sedi regionale pesanti, unilaterali e penalizzanti modifiche sia all’attuale modello produttivo, riducendo fortemente il numero di lavoratori impegnati”


Libersind – (ASCA) – Cosenza, 13 nov – ”La Rai tenta di introdurre, nelle sedi regionale – si legge in un comunicato – pesanti, unilaterali e penalizzanti modifiche sia all’attuale modello produttivo, riducendo fortemente il numero di lavoratori impegnati, sia ai contenuti delle diverse figure professionali, sfuggendo ad ogni confronto e discussione coi sindacati”. Per questo motivo lo Snater ed il Libersind hanno proclamato per domani, 14 novembre, una giornata nazionale di sciopero. Pur non essendo, almeno per ora, a rischio posti di lavoro, le due organizzazioni sindacali fanno rilevare ”come sia reale la possibilita’ che la Rai voglia superare l’articolazione regionale per concentrare i suoi interessi in alcuni maxi raggruppamenti regionali, inficiando e distruggendo seriamente uno dei principali pilastri del servizio pubblico radiotelevisivo, cioe’ la presenza capillare sul territorio che viene garantita con le sedi in tutte le regioni italiane”.
”Il nuovo palinsesto che la Rai ha deciso di varare – sostengono le due organizzazioni – con lo spostamento della terza edizione del telegiornale regionale alle 24,10, fino al mese scorso in onda alle 23,10, e la trasmissione ‘Buongiorno Regione’, previsto dal prossimo Gennaio sulla terza rete tv alle 7,30, ha gia’ prodotto una numericamente sostanziosa riduzione d’impiego di molte figure professionali (programmisti-registi, assistenti di studio, elettricisti, tecnici di produzione, impiegati). Le dichiarazioni del Direttore Generale della Rai sullo stato di profonda crisi economico-finanziaria preparano un finto rinnovo del contratto di lavoro ed una pesante ridimensionamento delle retribuzioni dei dipendenti. Lo Snater ed il Libersind, con la giornata di sciopero di domani, intendono manifestare la loro dura opposizione contro il tentativo della Rai di far pagare solo ai lavoratori il prezzo per uscire dalla crisi”. red/res/alf -(Asca)

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