Si salvi chi può

Complici gli impegni relativi alla tecnologia DTT, i costi d’esercizio delle tv locali nel 2012 sono aumentati del 25%, mentre i ricavi, in conseguenza della crisi economica e della moltiplicazione dei canali concorrenti, sono diminuiti del 50%.

Non stupisce quindi l’affermazione della Federazione Radio Televisioni, secondo la quale, di qui a fine anno, l’occupazione del settore si ridurrà da 5500 a circa 2000 unità. Come se non bastasse, entro il termine del 2012, molti operatori (locali) dovranno subire la risintonizzazione dell’utenza a seguito dell’abbandono dei canali dal 61 al 69 UHF (a favore dei provider telefonici), con quasi certa ulteriore perdita di audience (non tutti provvederanno ad effettuare una nuova ricerca dei canali, limitandosi ad appurare che, mentre tutti i programmi nazionali sono rimasti al loro posto, sono scomparse alcune sigle locali). Dulcis in fundo, a brevissimo si parlerà della liberazione della banda 50-60 UHF, per dare ulteriore spazio all’internet mobile. E, ovviamente, a lasciarci le penne saranno anche in questo caso gli editori locali, posto che ai nazionali non sarà torto un capello.
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