Storia della Radiotelevisione italiana. 1975/76: prime radiocronache in diretta (o quasi) delle radio libere

L’11gennaio 1976 è passato alla storia come il giorno della prima radiocronaca diretta "integrale" della partita di calcio Arezzo – Parma sulla radio privata Radio Emilia Uno Fm 101 – 103 MHz (nata a Parma nel dicembre 1975).

L’emissione fu condotta da Gian Carlo Ceci assisitito da Stefano Frigeri con la regia di Fabrizio Pallini e di suo fratello Marcello, titolare della Zodiac un’azienda specializzata in telecomunicazioni che vendeva trasmettitori Cb e produttore di un traslatore telefonico ante-litteram. La pubblicità apparsa sulla Gazzetta di Parma di quel giorno, con l’emittente che reclamizzava il nuovo servizio per gli sportivi ed una notizia su una colonna il giorno successivo (12 gennaio 1976) con la citazione del’avvenuta radiocronaca dove era citato anche Carlo Olivieri, costituiscono la prova dell’evento. In realtà, qualche mese prima, esattamente tra il settembre ed il dicembre del ’75, una serie di esperimenti (ma si trattò di collegamenti flash in diretta e non di una cronaca integrale) vennero effettuati da Radio Parma Fm 102 MHz, stazione che in quel periodo festeggiava il primo anno di attività (è riconosciuta ufficialmente come la prima radio libera italiana con emissioni stabili e continue). L’elettricista Rolando Bersellini mise in onda il segnale della linea telefonica in diretta con lo scopo di far sentire le radiocronache di calcio del Parma condotte da Pino Colombi e quelle del baseball (il 28 Settembre 1975 tra Bernazzoli e Milano) condotte da Andrea Ponticelli, Piero Ferraguti ed Imerio Mattiello sotto il coordinamento di Lorenzo Cresci e Danilo Pietrini (dallo studio centrale).Radio%20Parma - Storia della Radiotelevisione italiana. 1975/76: prime radiocronache in diretta (o quasi) delle radio libere Il metodo utilizzato era artigianale: una ventosa attaccata all’apparecchio telefonico captava la voce e un piccolo altoparlante la riproduceva. Di fronte a questo diffusore vi era un microfono, il cui cavo entrava in una piastra perennemente in registrazione ed in pausa (nel mixer non vi erano ingressi microfonici e questo era l’unico escamotage per rimediare alla pecca). Dall’ottobre 1975 Radiolina Fm 96 MHz (Cagliari, 19 giugno 1975) iniziò a trasmettere flash in diretta delle partite di calcio del Cagliari. All’emittente va il merito di aver trasmesso l’11 novembre 1975 in collegamento con il Palalido di Milano la diretta dell’incontro di pugilato del campionato d’Europa dei pesi mosca Udella-Martin, commentato dal giornalista Cesare Corda (primo avvenimento sportivo trasmesso in diretta da una radio locale italiana).  Anche Radio Genova Sound Fm 90.700 MHz (1975) iniziò a trasmettere flash in diretta delle partite del Genoa calcio commentate da Beppe Nuti.  I primi tempi furono comunque contrassegnati da veri e propri esercizi di grande equilibrismo e le iniziali esperienze furono molto ardue. Intorno alla metà degli anni ’70 alcune radio libere s’inventarono veri e propri artifizi per correre sul filo: i radiocronisti pirata realizzarono delle dirette senza cellulari (ancora ben lontani dall’essere inventati) ma con mezzi di fortuna, trasmettendo magari da balconi di case con vista non sempre totale sullo stadio. Un esempio per tutti: il giornalista Gianni Trivellato, il 17 ottobre 1976, effettuò una quasi diretta dell’incontro Triestina – Padova su Radio Padova Fm 102.850 MHz (nata nel settembre 1975). Trivellato, ricorderà l’evento – una vera e propria pirateria – su "Padova Oggi" in questi termini: "(…) rammento benissimo come, grazie ad un manipolo di volenterosi ragazzotti, fui in grado di trasmettere quasi in diretta una partitissima tra Triestina e Padova, allora militanti nel campionato di serie C. Erano anni in cui ad un giornalista professionista, quale io ero, era severemante vietato frequentare le prime stazioni radio private, considerate opera, a livello di informazione, di poco scrupolosi dilettanti. Così rischiando una severa reprimenda a livello di giornale (Il Piccolo di Trieste) e una altrettanto severa censura da parte dell’Ordine, decisi di dare corso all’avventura di una trasmissione dallo stadio Grezar di Trieste (il Nereo Rocco non era ancora stato costruito anche perchè il "paron” era ancora…vivo e allenava il Milan). Assieme ad un collaboratore mi sistemai nell’angolo più elevato delle gradinate, da dove era possibile calare con un sistema di funicelle la cassettina che nel frattempo avevo registrato con il primo quarto d’ora di cronaca. Agguantata la cassettina un altro collaboratore in moto si recava velocemente nella sede della radio dove veniva messa in onda, "ipotecando" una diretta. Nel frattempo io registravo la seconda cassetta con la cronaca della partita. Si procedeva così a rotazione lungo l’arco dei due tempi, quindi tre registrazioni e tre invii nel primo tempo, e altrettanti nel secondo. Dalla sede di Trieste, via telefono, la cronaca (in realtà differita di circa un quarto d’ora) era trasmessa ad una radio privata di Padova. Insomma una sorta di vero e proprio ”battesimo”, un’anteprima indubbiamente pionieristica ma molto apprezzata soprattutto (mi dissero) dai tifosi nostrani. Oggi questo mio racconto farà sobbalzare i più giovani, sorridere quelli di mezza età, e strappare qualche lacrimuccia ai più anziani". (R.R. per NL)
 
 
 
 
 
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