Storia della Radiotelevisione italiana. Le radio libere targate 1973

Nel 1973 si registrano una decina di emittenti pirate trasmittenti. La campana Radio Nola City, nata sulle ceneri di Radio Onde San Paolino (del 1971 che trasmetteva da una cantina di Nola – Napoli in AM su 1000 KHz), nel 1973 inizia a diffondere musica folkloristica e canzoni napoletane in Fm su 98.500 MHz per quattro ore al giorno.

Nel 1976 la stazione campana allarga la propria struttura diffusiva integrando ripetitori su 88.200, 99.750 e 100.200 MHz e, ampliando la programmazione dalle 7.00 alle 20.00. Nel 1991 RNC festeggia i vent’anni della nascita e la stampa locale dedica ampio spazio alle celebrazioni anche perché, con l’occasione, l’emittente innaugura la nuova sede in via Nicola De Lucia 2, a due passi da Piazza Duomo. Ma i problemi sono dietro l’angolo: il mancato possesso dei requisiti fissati dalla legge 422/1993 determina il diniego della concessione richiesta ai sensi della legge 223/1990 e l’emittente è costretta all’inattività. Il fondatore rileva allora Radio Antenna Campana (stazione fondata nel 1975), emittente invece in regola con le disposizioni normative, su cui riprendono le trasmissioni (su 93.700 e 103.150 MHz), che continuano tuttora, tanto che, nel 2011, Antonio Napolitano, direttore della radio, nell’anniversario del 40° anno di trasmissione, ha ricevuto l’importante premio “Comunicare l’Europa 2011”. Nel gennaio 1973 a Potenza nasce ufficialmente Radio Diffusione (poi rinominata Radio Potenza Centrale) di Bonaventura Postiglione, che già da qualche anno trasmette saltuariamente da un veicolo in movimento per non essere intercettato dall’Escopost. Radio%20Nola%20City - Storia della Radiotelevisione italiana. Le radio libere targate 1973Postiglione ricorda così quei momenti: "Ero un radioamatore già alla fine degli anni Sessanta, in maniera piratesca, per hobby e per passione ho iniziato a trasmettere qualcosa sulla gamma FM in maniera artigianale, con trasmettitori auto costruiti, a mo’ di sperimentazione. All’inizio degli anni Settanta, tra il ’70 e il ’72, la passione era diventata forte: andavo sulle colline intorno alla città di Potenza e trasmettevo in modo più o meno regolare, spostandomi da un posto all’altro per non essere intercettato. I carabinieri sapevano che io trasmettevo in maniera piratesca, ma dovevano prendermi in flagranza di reato. Trasmettevo dall’automobile con lo pseudonimo di Istrione, perché naturalmente non potevo usare il mio vero nome. Facevo addirittura le richieste: in piazza mi incontravano gli amici, i conoscenti e mi davano dei foglietti di carta chiedendomi i dischi. Iniziavo così ad accontentare le richieste dando orari approssimativi (le trasmissioni iniziavano intorno alle 22). Avevo costruito un trasmettitore [con portante di emissione] regolabile: non trasmettevo mai sulla stessa frequenza per cui i radioascoltatori dovevano cercarmi, ma era facile, perché, a parte me, non c’era nessuno. C’erano solamente le trasmissioni della Rai che occupavano la prima banda, da 88 fino a 91, 92, 95 MHz, quindi dai 100 MHz in su la gamma era libera: i primi ascoltatori si sintonizzavano con la radio e, terminata la gamma Rai, scorrevano la sintonia e mi beccavano facilmente. Così costituii il mio primo pubblico. Verso la fine del 1972, mentre stavo salendo in montagna per trasmettere, vidi i carabinieri che volevano fermarmi e perquisire la macchina in cerca del trasmettitore e altri attrezzi. Allora in una curva, assicurandomi dallo specchietto che i carabinieri non potessero vedermi, buttai il trasmettitore dietro una siepe. Arrivato in cima alla salita mi fermarono dicendo: "Ti abbiamo beccato! Adesso ti sistemiamo noi". Perquisirono la macchina ma [ovviamente] non trovarono il trasmettitore. C’è poi un altro anneddoto: cominciai ad andare sulle alture per uscire fuori dalla cinta di Potenza. Salii sul monte Vulture, che è a Nord di Potenza: una montagna alta 1350 metri; portai con me addirittura un palo telescopico e un’antenna per cercare di far viaggiare il segnale. Senza saperlo, mi misi davanti a una postazione della Nato che ancora oggi esiste, presidiata 365 giorni all’anno dai militari americani. Era il periodo della guerra fredda: uscirono tutti con il mitra perché credevano fossi una spia, e mi tennero tre giorni fino a quando non completarono tutte le varie informative; erano militari non italiani, quindi almeno me la sono scappottata sotto il profilo penale. Nonostante questi contrattempi io continuavo a ostinarmi. Mi dicevo: "L’etere è libero, perché dev’esserci solo la Rai?". Iniziai a informarmi, a parlare con la famosa Escopost. Chiesi per quali motivi solo la Rai potesse trasmettere, per quali motivi vigeva una legge così dichiaratamente anticostituzionale. Nel gennaio 1973 andai alla Camera di Commercio di Potenza e dissi che volevo iscrivere una ditta; quando mi chiesero l’ambito di attività risposi: "Radiodiffusione". Radio%20Potenza%20Centrale - Storia della Radiotelevisione italiana. Le radio libere targate 1973Mi guardarono e dissero che un settore merceologico del genere non esisteva. Risposi: "Io sono una persona che vuole trasmettere, quindi cortesemente fatemi l’iscrizione alla Camera di Commercio". Chiamarono il direttore e alla fine riuscii ad avere l’iscrizione; in quel momento nacque la prima radio libera d’Italia con tanto di documento ufficiale, cioè, l’iscrizione alla Camera di Comercio di Potenza". Nel 1975, Radio Diffusione diventa Radio Potenza Centrale e nel corso degli anni ’80 allarga il proprio bacino di utenza con nuove frequenze e trasmettitori che le permettono di essere ricevuta in una parte rilevante dell’Italia meridionale (oltre 130 comuni della Lucania e altri centinaia di comuni delle regioni Campania, Puglia, Calabria, Molise, Sicilia). Partorisce addirittura un movimento politico apartitico denominato Nuovo Progetto (simbolo: La Farfalla), che a sua volta crea la Consulta a sostegno dell’occupazione in Lucania. Presenta liste elettorali alle elezioni comunali, provinciali, regionali e, addirittura, alle politiche con il chiaro intento provocatorio di “mettere in condizione i politici a fare di più e meglio per questa nostra diseredata terra del Sud”. Sul sito internet ufficiale della radio si legge: “In tutti questi anni centinaia di cittadini liberi si sono candidati per questa idea, forse questo ideale, sapendo a priori di rimetterci, non solo economicamente”. Il gruppo editoriale di Postiglione è proprietario anche di Radio Idea, Radio Activity e Radio Globo. Saltando dall’altra parte dell’Italia, la sera dell’8 aprile 1973 in Lombardia, in località Sacro Monte (Varese), viene attivata Radio Sacro Monte Fm 103.400 MHz. L’emittente nasce con un trasmettitore Lanzoni da radioamatore modificato in frequenza, della potenza di 20 watt ed un sistema radiante costituito da un dipolo. Nonostante la limitatezza della dotazione tecnica, la radio si sente distintamente sino a Parma, grazie alla favorevole posizione orografica del sito trasmittente (circa 700 metri sopra Varese). Ricorda uno dei fondatori: "Aprile 1973: Radio Sacro Monte, fm 103.400 (ma anche 103.500 o 103.300 a seconda dei giorni: era infatti necessario inseguirla in frequenza "non molto stabile") poi R.S.M (Radio Sound Music), quindi Reteotto e infine Otto FM, c’era. Lo affermiamo ad alta voce: NON siamo stati i primi. Qualcosa già si sentiva in forma non continuativa. Anche nel nostro caso era, infatti, necessario sbaraccare tutto all’arrivo della Polizia. Questa fu la ragione della scelta del Sacro Monte come logistica: una sola strada facilmente monitorabile". Nel 1976 l’emittente si trasforma in Radio Sound Music (l’acronimo è lo stesso di Radio Sacro Monte: RSM) e nel 1986 assume la denominazione di Reteotto, quale tributo all’affiliazione di otto emittenti locali (Radio Onda Ligure di Albenga, in Liguria, Radio Quattro di Gorizia, Radio Trento Centrale, Radio 5 di Bari, Radio Enne Lamezia, Radio Color di Potenza, Studio 98 di Agrigento). Responsabile della syindication è Gabriele Punzo (già ripetitorista di RMC a Varese attraversa la RIAI 89,750 MHz ed attuale editore di Radio News FM 90,500 MHz); la sede è in via Guido Reni 36 a Varese: editore è il pubblicitario Massimo Caracciolo. Fra le emittenti pioniere del satellite, già nel 1992 Reteotto sperimentalmente avvia le trasmissioni. Il network si sviluppa, seppur a macchia di leopardo: è per un certo periodo a Milano sui 91,250 MHz di Radio Spazio; a Mantova con Onda Radio Activity; a Terni insieme a Radio Antenna Musica (Terni); a Reggio Calabria con Radio Studio 95 (Melito Porto Salvo) e a Cagliari  grazie a R.G.F. (Gonnosfanigada). Nel 1998 entrano nella syndication anche Radio D.J. di Siracusa, West Country di Alba Adriatica, Radio Valentina di Soverato (Cz). Radio%20Sound%20Music%20103,4 - Storia della Radiotelevisione italiana. Le radio libere targate 1973Nel cast c’è Walter Pizzulli (oggi a Discoradio), che trasmette col nome d’arte di Capitan Walter. Altri tempi. Nel nuovo millennio l’emittente restringe l’ambito di diffusione all’area di elezione (Lombardia e Piemonte), assumendo la denominazione di Otto Fm e caratterizzandosi con un palinsesto di musica anni anni ’80 senza conduzione che viene esteso anche alla tv digitale terrestre col programma Otto Fm Tv. Il 3 luglio 1973 in Trentino Alto Adige è la volta di Radio Fiemme 104, con sede in via Socce a Tesero (Trento). Promotore ed ideatore dell’emittente è Tarcisio Gilmozzi, un macellaio con la passione per l’elettronica estesa al figlio Giuliano. "L’idea di fondare la radio mi era venuta dalla televisione: negli anni ’50 l’unico segnale che si riceveva a Tesero era quello della Rai, che trasmetteva su un unico canale di sera – ricorda il fondatore – Utilizzando una radio in onde medie che mi costruii da solo, provai per diverso tempo a captare un segnale. La sera mi recavo sul dosso sopra casa mia con un generatore di segnali. Insieme a mio figlio Giuliano, anch’egli animato da autentica passione per l’elettronica, costruimmo la prima trasmittente con 0,1 watt di potenza. Riuscivamo a trasmettere un pò di musica che naturalmente si sentiva solo in una zona limitata del paese. Il primo disco trasmesso fu "La Gazza Ladra" di Gioacchino Rossini, destinata subito a diventare la sigla della nuova radio, mantenuta e proposta ancora oggi. Inizialmente la diffusione era circoscritta al paese, un paio d’ore alla domenica pomeriggio. Poi il progetto si è allargato, grazie alla determinazione e alla caparbietà nostra, all’entusiasmo dei familiari, alla collaborazione dei primi amici appassionati, fino a coinvolgere le valli di Fiemme, Fassa e Cembra". Con il passare degli anni la radio struttura un palinsesto vero e proprio ed inizia a trasmettere dai 103.700 MHz. Fra i collaboratori dell’emittente c’é Mario Felicetti, che conduce ancora il notiziario della Valle di Fiemme di Fassa trasmesso tre volte al giorno e Alberto Folgheraiter (oggi caporedattore della Rai). Fra i programmi più seguiti: "Microfono sull’ascoltatore" e "Controluce" rubrica giornalistica.  Una decina di giorni dopo la partenza di Radio Fiemme, il 14 luglio 1973, nella Marche, Sergio Emmanuele Anastasio in viale Mazzini ad Ancona dà il via alle trasmissioni sperimentali di Radio Emmanuel su Fm 93.500 MHz. (la tv partirà esattamente un anno dopo, il 14 luglio 1974). La radio trasmette per 10 ore al giorno e riesce a coprire buona parte del litorale adriatico (fino a Trieste e sulla costa dell’ex Jugoslavia); paradossalmente non è però udibile oltre il Monte Conero (Ancona), che orograficamente limita la diffusione del segnale. Le trasmissioni durano fino al 1982. Radio%20Emmanuel - Storia della Radiotelevisione italiana. Le radio libere targate 1973Ricorda Anastasio: “Scelsi di iniziare le trasmissioni della radio il 14 luglio 1973 e quelle della tv via etere il 14 luglio 1974 per provocare: come i rivoluzionari presero la Bastiglia, io occupavo l’etere. Tutti aspettavano di vedere se finivo in galera o se avrei vinto la battaglia. La differenza è che il mio caso inizialmente non fece scalpore poiché ne parlò solo un piccolo giornale locale, mentre quello di Peppo Sacchi (Tele Biella) ebbe rilievo sui giornali nazionali. Sul numero zero di Millecanali si parla del mio Centro Studi Cinematografico e vi sono interviste ai politici in merito alla rottura del monopolio Rai. Nove anni indimenticabili, con grandi gratificazioni. Ero avvantaggiato dal fatto di avere studiato dizione; materia che oggi insegno io a mia volta. Le cause della chiusura furono molteplici. Innanzitutto vi era stata una contrazione della pubblicità, erano nati i network e molte altre emittenti locali; poi non potei più usare la sede di viale Mazzini dov’ero in affitto. Ricordo che il proprietario dell’appartamento aveva bisogno di liquidità: per venirmi incontro mi propose di acquistare l’immobile, ma mi chiese una cifra di 200 milioni, importo molto alto per quei tempi. Mi organizzai allora per traslocare in una sede più piccola e periferica; lavorai un paio di mesi per il trasloco, ma una frana in quel di Ancona fece dei danni ad una parte delle apparecchiature della radio e della tv. Ciò che era rimasto degli impianti lo vendetti all’imprenditore edile Longarini (che era anche editore del quotidiano La Gazzetta di Ancona) che aveva deciso di investire del denaro nel campo televisivo".  Nell’autunno 1973 in Lombardia 3 amici CB (Felix, Formula 1 e Alfa 33), ideano a Cologno Monzese (Milano) Radio Cologno 104 che per 3 mesi trasmette dalle 17 alle 20 test con un trasmettitore autocostruito da 2 watt in grado di garantire una copertura di 35 km di raggio. Uno dei fondatori, Gianfranco, ricorda: “Formula 1, grande appassionato di elettronica, con in mano un saldatore e un po’ di roba arrabattata qua e là aveva costruito un trasmettitore in FM (usando come base un’autoradio), tarato sulla frequenza 104 MHz e lo portò da me per provarlo, visto che avevo l’antenna da CB sul tetto e un adattatore d’antenna (sempre autocostruito). Le stazionarie erano ok: 2 watt in uscita (ma in antenna chi lo sapeva?). Provammo e passammo il pomeriggio di quel sabato a mandare in onda miei dischi e audiocassette. Funzionava benissimo. Abitavo allora a Cologno Monzese e tutti gli amici CB della zona, avvertiti via baracchino, si sintonizzarono con le loro radio. Che divertimento! Un sacco di richieste via CB e noi a trasmettere musica. Iniziammo così da pirati ad usare la radio, [denominata] Cologno 104. Attraverso il Postal Office Box mi arrivò una scheda da ascolto da San Donato Milanese, a 35 Km di distanza, con 2 watt! Andammo avanti per 3 mesi a trasmettere dalle 17 alle 20, orari che potevamo tenere coperti finchè arrivò l’avvertimento: un amico con contatti "in alto" venne a casa mia e tirò fuori di tasca un foglio con scritto sopra un sacco di cose mie personali: sapevano tutto della mia vita, lavoro, macchina, stipendio, tasse, dove andavo in vacanza. L’amico mi disse che ero schedato come radio pirata anche alla Nato! Infatti, un giorno mi chiamarono in questura: c’era una segnalazione come radio pirata! Mi vennero incontro e stilarono un verbale con licenza N°1 per trasmissioni sperimentali sulla frequenza di 104 Mhz (per la verità qualche altra radio pirata in quel periodo cominciava a fare capolino…) e così Radio Cologno 104 fu la prima ad essere registrata alla Questura di Milano". Nel 1975 Radio Cologno inizia la programmazione regolare avvalendosi addirittura della collaborazione di Nicola di Bari e di Nanni Svampa dei Gufi. La radio varie vicissitudini, perdendosi man mano nell’anonimato di un etere sempre più congestionato, fino alla cessione della frequenza a Radio Number One di Bergamo nella seconda metà degli anni ‘90. Nel 1973 si registrano sperimentazioni anche in Piemonte: a Torino, Luigi Brandalis e Giuditta Dembech testano l’attività radiodiffusiva a bordo di una vettura con un apparecchio portatile e si spostano in continuazione per sfuggire agli agenti della Escopost. Ricorda la Dembech: "La Radio è stato il grande amore della mia vita. Come tutti gli amori importanti, ha superato la prova del tempo: è una passione, oggi più intensa che mai. Trasmetto da così tanto tempo che non potrei immaginare come sarebbe stata la mia vita se l’avessi vissuta lontana dai microfoni. Quando ho cominciato avevo 25 anni, era il 1973 e cominciavano i primi i esperimenti con l’emittenza privata. A dire il vero, all’epoca l’emittenza era più che altro “pirata” poichè lo Stato non permetteva a nessuno di utilizzare l’etere. Anni mitici quelli! Era la gioventù ed ero una fra le prime voci "libere” ai microfoni delle prime radio libera in Italia". Ad Orbassano (Torino) Gino va in onda con prove sperimentali sui 102.200 MHz dal Bar Guglielmo col logo Radio Orbassano (diventerà Radio Sky 8 nel 1974). Ricorda il fondatore: "Dal 1975 al 1978 le radio libere vissero veramente un periodo d’oro: erano naif, fatte in casa, esprimevano un senso di libertà entusiasmante. Ognuno poteva dire quello che voleva, senza filtri, con passione. Il rapporto con gli ascoltatori era caldo, c’era la Voglia di capire, di approfondire gli stessi argomenti. L’effemme era vuota: bastava un trasmettitore da 5 watt, un vecchio giradischi, un mixerino ed un microfono per far sentire la propria voce. E’ stata una realtà affascinante e per lo più sconosciuta ai giovani di oggi". Nel corso del 1978 Radio Sky 8 chiude, proprio mentre il fenomeno della radiofonia privata inizia a consolidarsi sul piano professione. Alla fine del 1973 nasce invece la calabrese Radio Crotone International Fm 102 in via Tito Minniti a Crotone per mezzo di Elio Diogene. La radio si espande nel 1975 anche sui 92.900 e 101 MHz e trasmette musica, un radiogiornale, inchieste, dibattiti sport. Quando chiude da una sua costola nasce Euro Tele Crotone, poi Tele Diogene. (R.R. per NL)
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