Tv. Media Shopping made in China

Cina-Ancona solo andata. Si è concluso nel capoluogo marchigiano il viaggio di un assortimento di 716 attrezzi ginnici made in China destinati al mercato italiano.

Coloro che li trasportavano sono stati bloccati dall’Agenzia delle Dogane nel porto centroitaliano durante un blitz. La ragione del fermo risiede nel fatto che gli attrezzi, per un valore totale di centoduemila euro, recavano i marchi contraffatti di “Ab Circle” e “Ab Rocket”, entrambi appartenenti alla Media Shopping s.p.a., a sua volta di proprietà del marchio Rti – Reti Televisive Italiane, che fa capo al Biscione. Il business di Media Shopping non è un aspetto secondario degli affari commerciali di Mediaset. Con un giro d’affari di oltre 60 milioni di euro (fatturato 2010), infatti, il sistema di vendite per corrispondenza – tramite tv e internet – è una colonna portante non solo dal punto di vista economico ma anche dell’immaginario collettivo. Mike Bongiorno, Giorgio Mastrota, i tv color 14 pollici e le pentole in acciaio inox 18-10 hanno, in qualche modo, lasciato un’impronta abbastanza rilevante nelle menti delle ultime generazioni. Nonostante un giro d’affari rilevante, però, nel 2010 Media Shopping ha registrato un rosso di 3,9 milioni di euro: perdite vistose ma non così negative se comparate a quelle dell’anno precedente, ovvero oltre 13 milioni di euro. Che una delle ragioni sia la contraffazione cinese dei suoi prodotti? Difficile dirlo, questo dovranno accertarlo gli inquirenti. Per il momento la notizia è che anche in Cina conoscono Media Shopping e, come spesso accade per questo genere di merci prodotte in Europa (attrezzi ginnici, elettronica, manufatti), i cittadini dell’ex Impero di Mezzo hanno tentato di contraffarle. (G.M. per NL)
printfriendly pdf button - Tv. Media Shopping made in China