TV, RAI, Affari tuoi: per il TAR la rete pubblica deve pagare

(ANSA) – Non ci sono ragioni che possano giustificare la revoca dell’ordinanza con la quale il 5 febbraio scorso il Tar del Lazio disse ‘no’ alla sospensione del decreto ministeriale che stabilì che la trasmissione ‘Affari Tuoi’, tra il 19 settembre 2005 e il 3 giugno 2006 fosse da considerarsi vietata. Da ciò, nessuna ragione per sospendere adesso la nota con la quale il ministero ha invitato la Rai a procedere al pagamento di una sanzione di 924.307 euro. Lo hanno deciso i giudici della III Sezione Ter, per i quali la nota ministeriale “non costituisce un fatto sopravvenuto” per revocare la precedente ordinanza “atteso che neanche da detto atto – si legge nell’ordinanza – deriva al ricorrente un danno attuale, che promanerà solo dal provvedimento conclusivo del procedimento, adottato dopo l’esame di eventuali documenti e controdeduzioni inviati dalla stessa Rai”. Per il ministero dello Sviluppo economico, le puntate contestate di ‘Affari Tuoi’ erano da considerarsi vietate perché le preselezioni dei partecipanti non erano state rispondenti ai criteri stabiliti per il casting delle trasmissioni a premi.
printfriendly pdf button - TV, RAI, Affari tuoi: per il TAR la rete pubblica deve pagare
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on telegram
Send Mail 2a1 - TV, RAI, Affari tuoi: per il TAR la rete pubblica deve pagare

Non perdere le novità: iscriviti ai canali social di NL su Facebook e Telegram. News in tempo reale

Ricevi gratis la newsletter di NL