Viaggio nelle Micro Web Tv. Ola Channel, “cani da guardia” a tutela dell’ambiente e del territorio

Attiva da più di due anni, Ola Channel è una web tv realizzata da un’organizzazione no-profit (Organizzazione Lucana Ambientalista) al fine di risvegliare la coscienza dei cittadini sui pericoli e le emergenze che minacciano l’ambiente e, nello specifico, il territorio lucano.

Mediante appuntamenti tematici su problematiche riguardanti acqua, rifiuti, petrolio, nucleare, etc., questa micro web tv, gestita unicamente da volontari, intende approfondire le conseguenze dei danni ambientali, tutelare i beni culturali e paesaggistici e dare spazio ai format di denuncia ed alle istanze dei cittadini in materia. Lo sguardo, per il momento, è rivolto solo al web, in quanto “strumento libero” e alle tv connesse ad internet, mentre ancora sono lontani dagli interessi di Ola Channel il digitale terrestre ed il satellite. Di seguito cosa ci hanno raccontato i membri della redazione di questa micro web tv.
 
1- Quando e perché nasce La vostra web tv? Qual è la mission della vostra web tv?
 
Ola Channel nasce il 2 aprile del 2009 come progetto no-profit della OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista). Nasce come strumento informativo a disposizione delle comunità; una, o ambiziosamente, la web tv per l’ambiente, con l’obiettivo di fungere da “watchdog” del territorio, ovvero “cani da guardia”, un po’ sul modello del giornalismo anglosassone. E’ una sfida per affrontare le numerose emergenze ambientali della Basilicata e del Paese. Un modus operandi finalizzato al risveglio delle coscienze, alla preservazione della memoria storica dei luoghi e dei patrimoni culturali e paesaggistici che appartengono a tutti.
 
2- Come si articola il palinsesto della vostra web tv? Con quale periodicità aggiornate i contenuti?
 
Non seguiamo il modello del palinsesto della televisione generalista, ma proponiamo aree tematiche in modalità on demand suddivise in 13 categorie di format a tema, tra cui: acqua, rifiuti, petrolio, parchi, nucleare, etc. I contenuti vengono aggiornati a seconda delle istanze e segnalazioni che ci pervengono. Di solito l’aggiornamento è settimanale. Abbiamo anche una sezione dedicata alle dirette, a seconda degli eventi che propone la rete. Per quanto riguarda le nostre dirette in loco, abbiamo problemi di ricezione del segnale. Molte aree marginali del territorio non sono raggiunte dalla banda larga.
 
3- Perché scegliere il mezzo di internet per diffondere i contenuti della vostra web tv? I vostri contenuti sono trasmessi anche su canali satellitari o digitali terrestri? In caso contrario, avete mai pensato di proporvi agli operatori di rete locali come fornitori di contenuti?
 
Internet è il futuro dell’informazione. Ha costi contenuti ed è e deve rimanere uno strumento libero. Non abbiamo e non pensiamo, per il momento, a soluzioni quali digitale terrestre e satellite in quanto siamo un’organizzazione no-profit costituita da volontari di un organizzazione ambientalista.
 
4- Come descrivereste il web-spettatore della vostra web tv? E’ possibile circoscrivere il vostro target?
 
Attento alle dinamiche del territorio. Consapevole che la web tv può condizionare molto le scelte di chi amministra la cosa pubblica. Il target da noi proposto è circoscritto alle tematiche ambientali, con particolare attenzione al petrolio e ai suoi "effetti collaterali" (la Basilicata è la regione che produce l’80% del petrolio italiano), e ai rifiuti, tema questo che è stato trattato da Current Tv con l’inchiesta riuscitissima "Rifiuti Connection" di Vito Foderà e Pietro Dommarco.
Lo stesso Al Gore durante il Festival del giornalismo di Perugia del 2010 citò l’inchiesta "Rifiuti Connection" girata in Basilicata come esempio di giornalismo d’inchiesta ed investigativo.
 
5- Se il citizen journalism è oggi un fondamentale contributo degli utenti alla pubblicazione di prodotti audio e video online, lo favorite in qualche modo?
 
La web tv è aperta a qualsiasi collaborazione che abbraccia il nostro target. Quando ci vengono segnalati dei format di denuncia, li ospitiamo nel nostro canale. Stiamo anche pensando ad una specifica sezione per i cittadini chiamata "Racconta la tua storia”.
 
6- Di quante e quali figure professionali necessita la vostra web tv per realizzare e trasmettere i propri contenuti? Ci sono anche volontari che collaborano con la vostra web tv?
 
Ola Channel è composta dalle tre alle cinque figure tutte con esperienze giornalistiche e di attivismo di denuncia ambientale. E’ capitato che alcuni utenti ci abbiano inviato il loro curriculum vitae per una eventuale collaborazione a pagamento, ma come detto siamo un’organizzazione no-profit e non prevediamo compensi.
 
7- Cosa ne pensate delle tv connesse ad internet? Potranno supportare la veicolazione dei vostri contenuti e diventare valide alternative alle piattaforme del DTT o del satellite?
 
Le tv connesse a internet, se propongono target alternativi alla tv generalista, possono svolgere un ruolo importante, anche di supporto alle micro web tv per la diffusione dei contenuti, da cui possono trarre anche video inchieste a tema, come accade per Current Tv o Arcoiris Tv.
 
8- La raccolta pubblicitaria sul web sta crescendo negli ultimi anni? Come si sostiene la vostra web tv?
 
Al momento ci autofinanziamo. Ma pensiamo anche di aprirci alla pubblicità settoriale, che sia funzionale ai contenuti della nostra web tv.
 
9- Sareste favorevoli alla realizzazione di un tariffario nazionale per i servizi delle web tv (giornalistici, culturali, informativi, educativi, di attualità, ecc.) che fossero veicolati da emittenti del DTT o satellitari? Quali potrebbero essere i vantaggi? Quali gli eventuali ostacoli?
 
Per chi punta alla professionalizzazione di una web tv potrebbe essere un’ottima opportunità di crescita, anche economica. Gli ostacoli potrebbero scaturire dalla necessità di costituire una ragione sociale finalizzata esclusivamente al profitto e non ai contenuti.
 
10- Quanto al recente regolamento approvato dall’Agcom, pensate che possa essere utile per fare ordine nel settore delle produzioni web, siano esse radio o tv? Chi sorpassa i 100mila euro di fatturato può effettivamente divenire competitivo nei confronti dei contenuti diffusi con i mezzi tradizionali?
 
 
Crediamo che un regolamento per chi fattura oltre i 100mila euro l’anno sia giusto. Sulla competitività con i mezzi tradizionali siamo molto perplessi in quanto esiste un margine molto forte tra domanda e offerta.
 
 
(D.A. per NL)
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