Accordo raggiunto con le maggiori agenzie di stampa mondiali: Google diventa editore

Per tenere testa allo storico rivale Yahoo!, che conta il triplo dei contatti giornalieri, la società statunitense pagherà i diritti d’autore alle agenzie


Non c’è solo Print Ads (il servizio che permette agli inserzionisti on line di acquistare spazi su 225 giornali americani per i propri spot) nei piani di Google. Il colosso del web, infatti, ha fatto partire un’offensiva nei confronti del rivale storico Yahoo!. Questo, recentemente implicato nello scandalo delle segnalazioni alla polizia cinese delle passward dei contatti mail dei giornalisti“dissidenti”, prevede un servizio all news i cui contatti triplicano il numero di quelli ottenuti da Google: nel solo mese di luglio scorso, infatti, a fronte di 33,6 milioni di utenti-visitatori di Yahoo!, la società di Mountain View ne ha ottenuti appena 9,6 milioni. E’ di questi gironi, però, l’accordo raggiunto da quest’ultima con alcune delle più importanti agenzie di stampa del mondo: France Press, Associated Press, Press Association e Canadian Press, per l’utilizzo del loro materiale in esclusiva. Già in passato, certo, il servizio Google news aveva usufruito delle notizie provenienti dalle suddette agenzie, incappando, però, in una sistematica violazione del diritto d’autore: la pagina web rimandava, tramite link, alle pagine dei siti contenenti le news, però ne dava un accenno di alcune righe, non risparmiandosi le immagini che queste pubblicavano in anteprima. Tale tecnica aveva provocato, prima del recente accordo, alcune denuncie per violazione del diritto d’autore, in particolare quella di France Press, che aveva citato, davanti al tribunale di Washington, la società americana chiedendo un risarcimento pari a 17,5 milioni di dollari per danni provocati dalla violazione dal mancato rispetto della legge sul copyright. Ora la denuncia è stata ritirata e Google news non avrà più bisogno di ricorrere ai link per pubblicare notizie provenienti da agenzie: potrà direttamente ospitarle al suo interno. (Giuseppe Colucci per NL)

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