Addio a Carlo Bixio, autore, musicista e grande produttore televisivo

Cresciuto in una famiglia di grandi tradizioni musicali (suo padre era Cesare Andrea Bixio, autore della celeberrima “Parlami d’amore Mariù”), fece il suo apprendistato nelle Edizioni Musicali Bixio, occupandosi di produzioni ed eventi teatrali.

Nel 1966 lanciò uno dei primi festival per voci nuove, il “Minifestival” per dedicarsi in seguito alla musica da film, dapprima collaborando con la Titanus, poi con l’Euro International Film e infine con la Cineriz. Il suo rapporto con il cinema e la televisione divenne, via, via, sempre più stretto. Succeduto al padre Cesare nel 1978 alla guida del Gruppo Editoriale Bixio, negli anni Ottanta acquisì una quota della Publispei, specializzata nelle produzioni televisive, dando il via ad una serie di programmi di successo, tra i quali “Un disco per l’estate”, “Uno due tre RAI”, “La Vela d’oro”, “Regalo di Natale”, “Festival Disney”, “Mina contro Battisti”, “l’Eurofestival”, “Prove tecniche di trasmissione” con Piero Chiambretti , “Gran Premio” con Pippo Baudo, “Cuando calienta el sol” con Raffaella Carrà, primo programma di varietà prodotto e trasmesso in diretta in Italia e Spagna.  Dall’esperienza spagnola Carlo Bixio trasse l’ispirazione per una serie di fiction televisive di grande impatto sul pubblico. Nel 1997 produce “Un medico in famiglia”, a cui seguono “Lo zio d’America”, “Raccontami una storia”, “I Cesaroni”, “Sissi” e “Tutti pazzi per amore”. In una recente intervista alla rivista della Siae “Vivaverdi”, Bixio aveva raccontato la propria storia di uomo di spettacolo e di imprenditore auspicando “la salvaguardia dei repertori più importanti e più diffusi” per “garantire quella identità culturale necessaria per la caratterizzazione delle opere”. Iscritto alla Siae come autore e compositore fin dal 1956, Carlo Bixio è stato membro dell’assemblea e poi consigliere di amministrazione della stessa Siae partecipando attivamente alla vita della Società. “Avevo meno di 10 quando mio padre mi portava presso la sede romana di Via Valadier”, ha dichiarato nell’ultima intervista. “Ho sempre creduto e credo nella comunità di intenti per l’ottenimento del bene comune. In Siae, da sempre convivono due anime: i creativi (spesso occupati a lottare per la difesa del diritto d’autore) e coloro i quali ne curano l’aspetto amministrativo. La ricerca costante è quella di un equilibrio fra le due anime”. (fonte SIAE)
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