Agenzie di informazione: nuove proposte commerciali per rimanere a galla dopo la soppressione delle provvidenze per l’editoria

La soppressione delle provvidenze all’editoria relative alle spese sostenute dalle emittenti radiotelevisive per l’utilizzo dei servizi delle agenzie di informazione e la crisi economica generale spingono oggi le medesime agenzie a sviluppare nuove strategie commerciali.

Come noto, con l’introduzione della norma contenuta all’art. 10-sexies, comma 1, lettera e), del D.L. n. 194/2009, convertito, con modificazioni, dalla L. 25/2010, sono state abolite, a partire dai contribuiti relativi al 2009, le agevolazioni tariffarie per i consumi di energia elettrica ed i rimborsi relativi ai costi per i canoni di abbonamento ai servizi di comunicazione di elettronica, nonché per i canoni di abbonamento ai servizi delle agenzie di informazione. Tali ultime spese venivano rimborsate alle emittenti radiofoniche e televisive (nella misura del 60%) direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un meccanismo, questo, che consentiva alle radio e tv di arricchire la propria programmazione con prodotti informativi di qualità ed alle agenzie di informazione di mantenersi in vita. Dopo il duro colpo determinato dal venir meno delle citate agevolazioni e a seguito dell’aggravarsi della crisi economica, le agenzie hanno dovuto riorganizzarsi, elaborando nuove offerte commerciali in grado di invogliare le emittenti ad acquistare i servizi offerti, non più rimborsabili. E così c’è chi propone delle collaborazioni annuali che prevedono la fornitura di edizioni del notiziario, a prezzi più contenuti rispetto al passato, previo acquisto da parte dell’agenzia di spazi pubblicitari destinati alla diffusione di spot commerciali o di spot istituzionali (che ovviamente potranno rimettere in circuito attraverso accordi con concessionaria di pubblicità nazionale captive o esterne). L’emittente, in questo modo, può avere garanzia della vendita di un certo numero di spazi pubblicitari e, al tempo stesso, fruire di buoni servizi informativi che altrimenti, probabilmente, non acquisterebbe (forse confezionandoli in casa con un livello qualitativo quasi certamente inferiore). In pratica una soluzione di barter, cioè la formula commerciale più antica del mondo: il cambio merce (che ogni radio conosce bene). Puntare sul preacquisto di spazi pubblicitari può infatti risultare oggi una strategia vincente da parte delle agenzie (se non addirittura l’unica), tenuto conto della pesante crisi che attraversa il mercato. (D.A. per NL)
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