Apple fa il pieno di utili. E la mela si mangia la crisi

La qualità conta, eccome. Ma anche la quantità. Sono i numeri che alla fine determinano il buon andamento di un’azienda, purtroppo o per fortuna. E i numeri di Apple, a questo giro, sono tutti giusti.

Vendite, profitti, valore delle azioni, dividendi distribuiti. Il terzo trimestre di questa annata si è chiuso per la società di Cupertino con una serie impressionante di segni positivi. Rispetto allo stesso periodo dell’anno passato siamo al +47% di utili, risultato ottenuto grazie ad un boom di vendite di dispositivi Mac (+19%) e iPhone (+7%). Sono numeri importanti che hanno galvanizzato i mercati finanziari, consolidando un trend che nel corso dell’ultimo anno ha portato Apple a raddoppiare il valore delle proprie azioni, arrivando a superare il massimo storico. L’asticella è ora fissata a 203,62 dollari per azione: niente male per tempi bui come quelli che stiamo attraversando. Apple ha saputo in questi anni concentrarsi sullo sviluppo e la promozione di buoni prodotti, che sono entrati nel cuore di milioni di consumatori ed è riuscita ad “internazionalizzarsi” sempre più, realizzando quasi il 50% del suo fatturato al di fuori degli Stati Uniti. E questo in tempi di crisi, a fronte di una contrazione del mercato. Ciò significa che chi acquista Apple lo fa perché sa quel che vuole: non cerca un computer o un telefonino, vuole un Mac o un iPhone. Segno che il potere dei marchi, ancora una volta, conta qualcosa. (Davide Agazzi per NL)
 
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