Aste Wimax e Umts: liquidità per lo Stato. Finiranno nel “tesoretto”?

In estate ci sarà l’asta d’assegnazione delle frequenze Wimax, il prossimo anno sarà la volta di quelle Umts. In vista del passaggio alla tv digitale


Le frequenze, dicono gli esperti, saranno il petrolio del XXI secolo. Per l’Italia, poi, rappresentano una tappa fondamentale (vitale) per rimpinguare le casse dello Stato, agitate tra debito pubblico superiore al Pil e tesoretti che tutti vorrebbero ma di cui in pochi beneficeranno. Come verranno rimpinguate le casse? Attraverso le aste che, da oggi fino alla fine del prossimo anno, disegneranno un nuovo quadro per quel che concerne l’accesso al Wimax, prima, e all’Umts e alla tv digitale poi. In estate, infatti, lo Stato incasserà una notevole liquidità dall’appalto per le concessioni riguardanti il Wimax, la nuova (nuova per il nostro Paese e, comunque, per la commercializzazione al grande pubblico) tecnologia d’accesso wireless alla conoscenza. Il prossimo anno, poi, ci saranno le aste per le frequenze Umts e, forse (ma molto forse) per quelle tv digitali, in vista del passaggio definitivo dalla tv analogica a quella digitale. I liquidi che lo Stato incasserà da queste concessioni, stimati nell’ordine di centinaia di milioni di euro (forse miliardi, dipenderà dall’asta), andranno ad aggiungersi al “tesoretto”, risollevando leggermente le disastrate casse pubbliche e dando un po’ di respiro al Ministro Padoa-Schioppa. (Giuseppe Colucci per NL)

printfriendly pdf button - Aste Wimax e Umts: liquidità per lo Stato. Finiranno nel “tesoretto”?