Contenuti digitali immuni alla crisi. Ma il rapporto e-content di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ammonisce la P.A.

Il Rapporto e-content realizzato da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e presentato a Roma il 17 giugno ha analizzato il settore dei contenuti digitali e dei nuovi modelli di business legati alla piattaforma internet (mobile e fisso), alla televisione digitale terrestre, satellitare e online, alla comunicazione e alla pubblicità sui nuovi mezzi.

Dallo studio è emerso che il numero di fruitori della rete internet è in costante crescita: i possessori di una connessione (a casa o in ufficio), nel mese di febbraio 2010, hanno oltrepassato la quota di 33 milioni (+14,2%). Gli utenti attivi nel mese hanno sfiorato i 23 milioni (+13%); mentre internet viene usato quotidianamente da una media di 11,8 milioni di persone (+17%), anche se il divario con il sud Italia è notevole. Infatti, solo il 18,4% dei cittadini del mezzogiorno risulta essere connesso quotidianamente alla rete, a fronte di cifre più elevate per il nord, nonchè per il centro Italia (rispettivamente il 25% e il 22%). Il dato più rilevante riguarda la crescita degli internauti over 55 (che registrano un aumento del 28% rispetto al precedente anno, con punte del 65% per gli over 74), che trovano sempre maggiori servizi utili in rete, come ad esempio l’e-Banking. Le stime per il biennio 2010 – 2011 prevedono un forte aumento dei contenuti digitali, con un tasso di crescita del 12%. Grazie alle nuove opportunità di business che si stanno affermando nel mondo dell’editoria e del mercato dei video, il mercato dell’e-content supportato da tecnologie avanzate quali smartphone e iPad sfiorerà i 7,3 miliardi di euro nel periodo considerato. Secondo il rapporto in esame, la sottoscrizione di abbonamenti di vario contenuto, dalla musica alle news, dall’intrattenimento alle applicazioni di Apple store, rappresenta ormai l’80% del mercato, e nel 2011 il totale dei contenuti a pagamento supererà i 6 miliardi di euro. Come ha confermato il presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Stefano Pileri: “Il ruolo più importante nelle fonti dei ricavi sta passando agli abbonamenti e ai ricavi pay”. Cavalli di battaglia del mercato dei contenuti a pagamento sono i video che hanno registrato un +6,2%; i giochi e l’intrattenimento online (+ 88,6%); la musica con +33%. Le news invece arretrano del 2,7% per via del calo degli abbonamenti (online e mobile) e della pubblicità. Anche la raccolta pubblicitaria sui media digitali, pur rappresentando una ristretta quota rispetto ai mezzi tradizionali ed incidendo sempre meno sul totale delle risorse, continua la sua ascesa. Infatti, nonostante una generale flessione del mercato pubblicitario, pari al 12,5%, la pubblicità online ha registrato forti aumenti: nel 2009, infatti, le inserzioni hanno fruttato 1,1 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto al precedente anno. Secondo lo studio di Confindustria, per il biennio 2010-2011 sono previsti incrementi del +5,7% e +7%. Infine, lo studio condotto da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici lancia un ammonimento alla pubblica amministrazione, ancora poco propensa a investire sui contenuti digitali. Infatti, secondo le previsioni effettuate, gli investimenti previsti nell’e-content da parte dello stato scenderanno a 43 milioni di euro nel biennio considerato, a danno di turismo e beni culturali. Unico settore a salvarsi sarebbe quello scolastico, per il quale si nutrono buone aspettative di crescita. (M.C. per NL)
 
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