Corriere di Livorno: da paradiso editoriale a campo di battaglia

I giornalisti proclamano dieci giorni di sciopero contro le scelte editoriali, che avrebbero creato “una situazione di incertezza e di precarietà acuita da un clima di tensione creato all’interno della redazione”.

Era nato poco più d’un anno fa, il 9 settembre 2007, con tutti gli auspici del caso. Un editore libero, lontano da interessi politici ed economici, una città, Livorno, affamata di politica ma priva di una pluralità di voci: l’unico giornale pubblicato a Livorno era “Il Tirreno”. Il “Corriere di Livorno” era partito con una tiratura di 7.000 copie, poi dimezzatesi nei giorni successivi, raggiungendo una media di circa 2.500-3.000 copie giornaliere: il break even sarebbe a 3.500 copie. Il giornale, la cui unica sede redazionale sarà a Livorno, è finanziato da Cristiano Lucarelli, calciatore livornese ed ex punta di diamante della formazione locale, idolatrato dai tifosi, cui ha fatto riassaggiare il profumo di Serie A, con molte soddisfazioni, prima del passaggio agli ucraini dello Shaktar Donetsk prima ed al Parma, poi. Ispiratore di alcune canzoni, autore del libro “Tenetevi il milione”, in cui racconta della sua scelta di vita di rifiutare l’offerta milionaria di un altro club per abbracciare la sua fede livornese e coronare il suo sogno: giocare per la squadra della sua città. “Con il Corriere di Livorno ho preso due piccioni con una fava. – aveva spiegato candidamente il centravanti livornese alcuni mesi fa – Primo, ho fatto un investimento diverso da quelli soliti dei calciatori, nell’edilizia o nell’abbigliamento, creando una bella azienda. Secondo, dopo averlo fatto sul campo di calcio aiutando il Livorno a passare dalla serie B alla serie A, ho fatto qualcos’altro di utile per la mia città, dopo oltre un secolo di predominio di un unico giornale, Il Tirreno. È qualcosa che ho capito andando in trasferta in altre città: se chiedevi il quotidiano locale ti facevano scegliere fra due o tre testate, in posti come Rimini perfino fra quattro giornali diversi. Così ho deciso di dare a Livorno un’altra voce”. Editore puro, a dispetto del suo curriculum, Lucarelli s’era distinto nei primi mesi della sua esperienza per la totale autonomia politica ed editoriale lasciata all’allora direttore Emiliano Liuzzi, per l’interesse mostrato nei confronti del suo giornale, sia pur senza invasività, per le continue idee ed iniziative. “Sono un editore atipico, cerco solo di fare crescere il giornale pensando a cosa avrei voluto in tanti anni da lettore”, diceva. Ma nessun interesse politico, aveva giurato Lucarelli, seppur la sua fede politica il calciatore non l’abbia mai nascosta, anzi sempre sbandierata ai quattro venti. “Non siamo legati ai partiti. All’inizio in pochi ci credevano, ma sono sicuro che in questi primi mesi abbiamo fatto capire ai livornesi che dietro a questa impresa non c’è uno scopo politico”. Ad ogni modo, l’idillio sembra essere finito, a poco più d’un anno dall’inizio del sogno livornese. La redazione del giornale ha reso nota una lettera in cui programma dieci giorni di sciopero contro l’Adriano Sisto Editore, finanziata da Lucarelli. “Lo sciopero si legge – è stato indetto come risposta alle azioni con le quali l’Adriano Sisto Editore, che ha come finanziatore il calciatore Cristiano Lucarelli, sta mirando sistematicamente a stravolgere la natura e i principi del lavoro giornalistico oltre che dei diritti dei lavoratori, rimasti al di fuori di ogni scelta aziendale”. Si sarebbe creata, ad opinione dei redattori, “una situazione di incertezza e di precarietà acuita da un clima di tensione creato all’interno della redazione da parte dell’azienda che ha fatto leva su presunte irregolarità mai avvenute. Tutto con l’unico obiettivo di dividere il gruppo di lavoro che, con sacrifici e professionalità ha costruito un giornale diventato ben presto una voce significativa per il pluralismo dell’informazione nella città di Livorno”. Sono tanti gli esempi di “Incertezza e precarietà” su cui i redattori possono far leva, a cominciare dalla sostituzione della carica di Presidente della Cooperativa, passata dall’ex bomber del Livorno (che attualmente risiede a Parma e può controllare meno da vicino la realtà redazionale) a Giancarlo Padovan, che ne è anche direttore. In secondo luogo il cdr lamenta il fatto che il Consiglio d’Amministrazione non abbia ancora reso noto il piano d’impresa e le strategie per garantire l’occupazione a tutti i giornalisti assunti. Le più volte ventilate aperture delle sedi distaccate di Cecina, Piombino Elba e Pisa sono rimaste un grande bluff ed ora nessuno più ne parla. Ma l’ultimo eclatante avvenimento, che ha portato il cdr ad indire un’assemblea straordinaria alle 24 di ieri, è stata l’irregolarità dell’azienda che, durante la riunione tenutasi nel pomeriggio, aveva chiesto ad uno dei redattori di riportare ciò che i giornalisti si erano detti in modo da informare il CdA, un comportamento che viola palesemente e senza remore ogni legge sindacale. Insomma, finito l’idillio, iniziano le grane per Lucarelli che, andato via da Livorno e col suo giornale in crisi, non vive più quel momento magico in cui in città era visto come un semi-dio. (G.M. per NL)

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