Creatività promozionale delle radio italiane: reazioni dei lettori

Gli editori radiofonici italiani sono (ancora) creativi. E’ che hanno finito i soldi….


La nostra provocazione odierna (Promozione radio: dov’è finita la creatività italiana?) ha già generato alcune prese di posizioni prevedibili, che riportiamo in vista dell’instaurazione di un proficuo dibattito sulla questione.

Ci scrive un operatore locale:

“(…) il motivo c’è ed è evidente. Io è un paio di anni che sto studiando il modo di entrare nella radiofonia Spagnola (in particolare Barcellona). Lì le radio sono assolutamente strutturate diversamente rispetto a quelle italiane e, contrariamente che da noi, hanno dei fatturati molto alti. La radio loro la usano veramente come un’azienda ….. qui da noi è un po’ una lobby:
le grandi lo fanno per politica, i piccoli attendono di morire o di essere comprati dai grandi. Probabilmente in Italia si spendono anche tanti soldi, ma non c’è un vero interesse per far crescere il proprio nome, tanto “la nazionale” che si raccoglie è quella…
Le locali NON vengono quasi piu’ prese in considerazione: quindi fare o non fare pubblicità cambia poco; se poi si decide di spendere soldi allora vai sulla cosa piu’ scontata che alla fine costa anche meno: se metti la pubblicità su una pompa di benzina la legge solo chi ne usufruisce; se metti un cartellone a fianco dell’imbocco dell’autostrada la possibilità di essere visti aumenta!
Purtroppo la creatività degli Italiani è veramente “svanita” rispetto all’estero (RADIO 3iii, in Svizzera, utilizzava i propri distributori per gar girare sacchetti di plastica ed altro con il marchio), ma sicuramente perchè sono svaniti… i soldi.(p.s. Cadena 100 è anche quotata in borsa ….)” (email firmata)

Sulla stessa falsariga un altro lettore:

“Io di idee anche più stravolgenti di quella di Cadena 100 ne avrei un’infinità… Ma l’investimento chi me lo ripaga? La pubblicità locale? Lasciamo perdere… Quella nazionale? E chi l’ha mai vista?”

Per commenti: redazione@newslinet.it

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