Digitale terrestre, il futuro della televisione è oggi

Comincia il conto alla rovescia del passaggio dall’analogico al digitale: entro il 2012 i telespettatori di tutta Italia vedranno la tv solo con il decoder. La Sardegna fa da apripista, seguita da Valle d’Aosta


Adnkronos – Roma, 15 ott. (Ign)– La rivoluzione silenziosa della tv inizia oggi: la Sardegna ha cominciato a spegnere i ripetitori analogici ed entro15 giorni tutte le televisioni dell’isola trasmetteranno soltanto in digitale terrestre. Oggi e domani passa al digitale la zona dell’Ogliastra e di Sarrabus; poi sarà la volta di tutte le province sarde fino al completamento il 31 ottobre.
La Sardegna è la prima regione a fare il cosiddetto switch off, cioè lo spegnimento, secondo il calendario fissato dal Ministero dello sviluppo economico, che prevede il passaggio al nuovo sistema in successione di Valle d’Aosta (nel primo semestre 2009), Piemonte occidentale, Trentino, Lazio e Campania (nel secondo semestre 2009) e poi via via delle altre regioni fino alle ultime, Sicilia e Calabria, nel 2012.
Ma quali sono i vantaggi di questa rivoluzione tecnologica? Molti più canali disponibili, una migliore qualità sia dell’immagine che del suono, la possibilità di un uso interattivo del mezzo e un minore inquinamento elettromagnetico, perché il digitale richiede una minore potenza di trasmissione.
In Italia, come si legge nelle linee guida del sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, oggi si raggiunge la quota di più di 8 milioni di decoder venduti, di cui più di 6 milioni rappresentati da decoder esterni e il resto da televisori con sintonizzatore digitale terrestre integrato: un’innovazione cruciale questa (obbligatoria dal 2009, ma già proposta dai produttori), che ha permesso di superare lo scoglio del possesso di un decoder per famiglia entro il 2012.
Si comincia così a recuperare, seppure lentamente, il ritardo accumulato dall’Italia in questi anni rispetto al resto dell’Europa: infatti a giugno scorso l’utilizzo effettivo del digitale ha superato per la prima volta il 5% (con una crescita del 100% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), contro il 10-15% degli altri paesi europei. Ma i dati cambiano se si fa riferimento alle regioni cosiddette ‘all digital’ (Sardegna e Valle d’Aosta) in cui è stato anticipato il passaggio alla piattaforma digitale di due canali (Rai2 e Rete4), nelle quali il consumo digitale è invece già maggioritario.
Il 2012, ricordiamo, è la data fissata dall’Unione europea per la transazione dall’analogico al digitale in tutti i Paesi membri. Attualmente solo l’Olanda ha già compiuto il passaggio. Ma con oggi la Sardegna diventa l’area all digital più vasta d’Europa. Altre tappe importanti sono state lo switch-off pilota di Whitehaven (Gran Bretagna) a fine 2007 e della provincia di Soria (Spagna) nel luglio 2008; anche la Francia ha avviato una sperimentazione nella cittadina di Coulummiers.
Secondo i dati di e-Media Institute, a giugno 2008 in Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna complessivamente erano circa 76,7 milioni le famiglie che ricevevano servizi di tv digitale, con una penetrazione del 60% circa sul totale. I paesi più in crescita rimangono Francia e Spagna (con un incremento rispettivamente del 41% e del 27% fra 2007 e 2008 del numero delle famiglie tv digitalizzate).
Anche sotto il profilo economico, lo spazio reso disponibile dalla tecnologia digitale è in grande espansione: nei cinque Paesi europei sopra citati gli utenti di servizi di tv a pagamento arrivano a 41,1 milioni, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente, cioè un terzo del totale delle famiglie fornite di televisore (32%).
Emilio Pucci, direttore di e-Media Institute, spiega a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos: ”Il passaggio della Sardegna al digitale rappresenta una sorta di giro di boa di concretezza. Nel nostro paese il digitale terrestre ha sofferto a lungo dell’assenza di un piano tecnico, e siamo stati sorpassati da chi in Europa è stato più attento a fissare date e tempi. Adesso il problema sembra finalmente superato. E assistiamo anche a una maggiore offerta di contenuti”. ”Ora” – prosegue – ”si tratta di accompagnare il calendario fissato dal Ministero con la capacità di comunicare l’importanza e il valore dell’evento”. Come cambierà l’offerta televisiva nell’immediato futuro? ”Aumenterà il consumo dei canali televisi specializzati e gratuiti (tipo Rai4, Boing), ma ci sarà anche una grande offerta di minipacchettipay tv dal costo mensile contenuto (10-12 euro). È ciò che accade anche altrove: in Gran Bretagna, ad esempio, in questi giorni Sky sta per lanciare sulla piattaforma digitale terrestre proprio un minipacchetto di questo tipo”.

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