Digitale terrestre, Lazio: alla vigilia dello switch-over per Adiconsum “scarsa informazione, nessuna iniziativa mirata alle fasce più deboli, incentivi pubblici inadeguati”

Alla vigilia del passaggio al digitale terrestre di Rai Due e Rete Quattro per gli abitanti del Lazio, Adiconsum ha analizzato le criticità del fenomeno: "scarsa informazione, nessuna iniziativa mirata alle fasce più deboli, incentivi pubblici inadeguati".

Scrive l’associazione di consumatori: "Domani mattina i cittadini che abitano nel Lazio troveranno una sorpresa (per alcuni, purtroppo, sarà una vera sorpresa!). Rai Due e Rete Quattro non saranno più su frequenze analogiche, ma passeranno su quelle digitali e dunque, chi ha ancora un televisore analogico, sprovvisto di qualsiasi dispositivo di adattamento, non vedrà più questi due canali; chi, invece, si è attrezzato per il passaggio al digitale terrestre, probabilmente dovrà risintonizzare i due canali, che potrebbero essersi spostati per ragioni tecniche. Questo è quello che accadrà stanotte nel Lazio, ed è quanto accadrà, progressivamente in tutte le Regioni d’Italia". "Roma sarà la prima capitale europea ad essere coinvolta in un processo di una così vasta portata" ha dichiarato Andrea Ambrogetti, Presidente DGTVi, prendendo parte alla conferenza stampa organizzata oggi a Roma da Adiconsum, per analizzare le problematiche associate allo switch-over. "Lo switch-over è appunto un processo graduale, prima dello switch-off definitivo ed è stato previsto per agevolare i consumatori. Durante il weekend che è appena passato anche gli Stati Uniti hanno effettuato il passaggio dall’analogico al digitale terrestre, ma la dimensione di questo fenomeno è stata molto più contenuta rispetto a quella europea, visto che l’utenza statunitense dell’analogico non raggiungeva neanche il 30% del totale". Cosa comporterà allora il passaggio al digitale terrestre alle famiglie italiane? Sicuramente un costo aggiuntivo che potrebbe essere di alcune centinaio di euro per l’acquisto del decoder e per eventuali interventi tecnici. "La nostra prima richiesta – ha detto Paolo Landi, Segretario generale di Adiconsum – è quella di estendere l’incentivo statale per l’acquisto del decoder a tutti i decoder, consentendo alle famiglie italiane di effettuare il passaggio al digitale terrestre a costo zero, almeno per un televisore, visto che in quasi tutte le case degli italiani ci sono almeno due tv, e questo si traduce in una spesa doppia o tripla". Landi, infatti, ha criticato il fatto che l’incentivo di 50 euro previsto dal Governo, per i redditi inferiori ai 10mila euro e gli ultrassessantacinquenni, sia destinato ai decoder più costosi, cioè quelli interattivi e funzionali anche alle pay-tv. Il secondo punto critico, su cui è intervenuta Adiconsum, è quello dell’intervento di un tecnico installatore, di cui i cittadini potrebbero avere bisogno. L’Associazione dei consumatori ha realizzato con le associazioni di categoria degli installatori, una convenzione su prezzi e tariffe, per evitare possibili speculazioni. Un’altra questione importante sottolineata da Adiconsum è il sistema informativo che è stato messo in piedi attorno al passaggio al digitale terrestre. E’ soddisfacente, efficace, o è carente? Dall’analisi dell’Associazione risulta che l’informazione "istituzionale" è stata assolutamente carente, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione e dunque gli esclusi da internet. Adiconsum ha realizzato, durante i giorni 11, 12 e 13 giugno, un’inchiesta sull’informazione rispetto all’incentivo per l’acquisto del decoder. L’Associazione ha seguito per 3 giorni la signora Anna, romana di 70 anni, nell’acquisto del decoder, avendo diritto all’incentivo pubblico. Dopo 3 giorni di telefonate a numeri verdi, a centri commerciali, a singoli punti vendita, se la signora Anna non avesse avuto l’aiuto di Adiconsum ,non sarebbe riuscita ad ottenere l’erogazione dell’incentivo. "La comunicazione è stata tutta demandata ai privati e agli enti locali – ha spiegato Mauro Vergari, rappresentante del CNCU al CNID (Comutato Nazionale Italia Digitale) e al Panel tv digitale – e questo perché mancano le istituzioni. Mentre la Regione Piemonte si è occupata dell’informazione ai cittadini, la Regione Lazio non ha fatto nulla; il Comune di Roma si è limitato a mettere qualche informazione sul sito internet, nonostante il Sindaco Alemanno, al convegno sul digitale terrestre che si è tenuto a Roma lo scorso gennaio, aveva annunciato che ci sarebbero stati decoder gratis per tutti i romani meno abbienti". Insomma secondo Adiconsum le criticità di questo passaggio dall’analogico al digitale terrestre stanno nelle modalità di sostegno alle famiglie, nella scarsa informazione fornita sia sul passaggio in sé sia sulle caratteristiche dei decoder in commercio. Per evitare che i consumatori rinuncino all’incentivo oppure facciano acquisti incauti, Adiconsum ha stilato un decalogo con tutto quello che è necessario fare e sapere per affrontare il switch off senza brutte sorprese; inoltre l’Associazione dei consumatori sta diffondendo la guida "Okkio a…come ricevere la tv digitale" ed una serie di volantini informativi. In Piemonte, infine, Adiconsum sta realizzando una campagna informativa che prevede la stampa di 25mila guide esplicative e 30 incontri con i cittadini piemontesi.
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