Diritto d’autore, diritti connessi. Diritti del costitutore di una banca dati

Le banche dati sono delle ambite fonti di conoscenze organizzate in modo sistematico, che consentono all’utilizzatore di rapidamente disporre di informazioni operativamente rilevanti.

La costituzione di banche dati è pertanto fonte di interessi per chi le costituisce e le utilizza. Da tale rilevanza economica, sorge la necessità della protezione degli interessi di chi la costituisce e del modo nel quale viene utilizzata. La Legge sul diritto d’autore ne ha definito la tutela nel titolo II-Bis appunto dedicato alle disposizioni sui diritti del costitutore di una banca di dati ed ai diritti ed obblighi dell’utente. Quindi due argomenti correlati e conseguenti per ognuno dei quali questo titolo II-bis dedica un capo. Si fisserà l’analisi in questo articolo sul primo dei due capi : il Capo primo che con l’articolo 102-bis tratta dei diritti del costruttore di una banca dati. Il primo comma di questo articolo si occupa di definire alcuni concetti base necessari per lo sviluppo delle successive disposizioni. Nel paragrafo a) del primo comma si definisce il costitutore di una banca dati come colui che mette in atto investimenti rilevanti per la costituzione, o verifica o presentazione di una banca dati, investendo a tale fine mezzi finanziari, tempo e lavoro. Al paragrafo b) viene invece definito il termine estrazione , dove per tale, rispetto alla banca dati, si intende il trasferimento permanente o temporaneo della totalità o solo di parte sostanziale del contenuto della stessa, su altro supporto con qualsiasi mezzo o in qualsivoglia forma. Viene inoltre chiarito che l’attività di prestito di cui all’art.69 comma 1, non costituisce atto di reimpiego. Si ricorda, a tale proposito, che l’art.69 al comma 1 si riferisce al prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli Enti pubblici, ai fini esclusivi di promozione culturale avente per oggetto esclusivamente: a) gli esemplari a stampa delle opere, con eccezione degli spartiti e delle partiture musicali; b)i fonogrammi e videogrammi contenenti opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento siano esse sonore o meno. In particolare per tali prestiti non è prevista l’autorizzazione da parte del titolare del diritto di autore. L’ultima definizione del comma si riferisce al reimpiego, dove per tale si intende qualsivoglia forma di messa a disposizione del pubblico della totalità o di parte sostanziale del contenuto della banca dati mediante distribuzione di copie, noleggio, trasmissione effettuata con qualsiasi mezzo e forma. Come previsto per il paragrafo b) anche per il reimpiego, l’attività di prestito prevista dall’art.69 comma 1 non costituisce reimpiego. Stabilite le definizioni indicate, il secondo comma di questo art. 102-bis, conferma che la prima vendita di una copia della banca dati svolta o consentita dal titolare in uno stato della Unione Europea esaurisce il diritto di controllare la rivendita della copia nel territorio dell’Unione Europea. Nel terzo comma viene sancito il diritto del costitutore di una banca dati, per la durata ed alle condizioni stabilite in questo capo, di vietare le operazioni di estrazione o reimpiego della totalità o di una parte sostanziale della banca dei dati. Questo indipendentemente dalla tutelabilità della banca di dati a norma del diritto di autore o di altri diritti e senza pregiudizio dei diritti sul contenuto o parti di esso. (segue) (G.T. per NL)
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