Domani parte Virgin Radio

Oggi la presentazione ufficiale. Ma fa scalpore la scelta dei “testimonial” della campagna pubblicitaria, e suscita qualche commento poco carino da parte degli operatori


Oggi verrà presentata ufficialmente, a Milano, la nuova emittente Virgin Radio. Domani quel che resta di Play Radio verrà rimpiazzato dalla nuova versione italiana del format internazionale della Virgin, creata dalla collaborazione tra multinazionale britannica e l’italiana Finelco. “La radio che mancava”, questo il claim con cui, su tutti i media italiani, è stata promossa la nascita dell’emittente, della quale fino ad oggi non si sapeva quasi nulla. La radio che mancava arriverà domani ed avrà Francesco Migliozzi in qualità di station manager, dj Ringo come responsabile artistico, Francois Le Genissel sarà, invece, il direttore internazionale e Marco Biondi il dj di riferimento. Dai piani lati di Finelco sperano (anzi, sono quasi certi) che il risultato finale non segua il trend di Play Radio, inabissatasi quasi subito in un format che di nuovo, rispetto al resto del mercato, aveva ben poco. Per quel che concerne la promozione, la pubblicità per la nuova radio (a dire il vero iniziata un po’ troppo tardi sui media italiani), sono stati scelti come testimonial alcuni tra i volti storici del rock del novecento, personaggi un po’ “d’altri tempi”, ma il cui carisma, il cui appeal sul pubblico pare immutato negli anni. Jim Morrison, Mick Jagger, i Beatles, David Bowie, hanno dominato le pagine dei giornali e dei siti web, tramutandosi i veri e propri traini per attirare la curiosità della gente. Ma da Finelco avvertono: “Ovvio che quegli artisti non rappresentano la linea che seguirà Virgin Radio, ma servono solo da teaser, per aprire il mercato alla novità”. Obiettivamente, i volti delle rockstar degli anni ’60-’70 di nuovo paiono avere ben poco… Intanto, dai rappresentanti della concorrenza giungono commenti non proprio lusinghieri nei confronti della nuova creatura di Alberto Hazan e della sua campagna promozionale in particolar modo. “Le icone proposte andavano bene per 105 Classics, al massimo.” – ha osservato Maurizio Maresca, direttore creativo di Arnold Italia – “E poi il claim: la radio che mancava. Non c’è posizionamento, sono promesse pericolose”. A proposito del messaggio promozionale, anche Marco Pontini, direttore commerciale di radio Italia, ci mette un pizzico di pepe: “ricordiamo che Virgin Radio non è una novità, è un format internazionale, e dove è stato realizzato ha sempre fatto bene. A vedere la pubblicità che dice “la radio che mancava”, dovrà comunque essere veramente speciale”. Ultimo commento, con augurio finale, è di Lorenzo Suraci, presidente di Rtl 102,5: “Il nome Virgin mi sembra poco originale, ma comunque tanti auguri all’amico Alberto Hazan”. La redazione di Newsline si unisce all’augurio. (Giuseppe Colucci per NL)

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