DTT. Ora a rischio anche i canali 50-60 UHF. Aeranti-Corallo: MSE chiarisca subito, perché se così fosse switch-off sarebbe impossibile

Nella riunione delle Task Force delle aree tecniche di prossima digitalizzazione svoltasi il 31 gennaio presso il Ministero dello Sviluppo Economico è emersa l’ipotesi che l’Italia sostenga nell’ambito dei lavori della World Radio Communication Conference 2012 (WRC-12) in corso a Ginevra, l’attribuzione della banda 700 MHZ (canale 50-60 UHF) per servizi di larga banda in luogo della attuale attribuzione per la radiodiffusione televisiva digitale terrestre.

Al riguardo Marco Rossignoli, coordinatore dell’associazione Aeranti-Corallo, ha dichiarato: “Tale ipotesi se trovasse attuazione comporterebbe una ulteriore gravissima riduzione degli spazi frequenziali per le tv locali, già enormemente penalizzate, rispetto all’analogico, a seguito della attribuzione dei canali 61-69 UHF alla comunicazione mobile di larga banda e alla attribuzione di sei canali al beauty contest, ora sospeso. E’ evidente – ha proseguito Rossignoli – che in mancanza delle frequenze della banda 700 MHZ non sarebbe certamente più possibile realizzare lo switch-off nelle aree ancora da digitalizzare dove, già allo stato (in particolare in Sicilia e Puglia) le frequenze sono particolarmente scarse. Auspichiamo – ha concluso Rossignoli – che il Ministro Passera voglia al più presto chiarire la problematica aprendo anche un tavolo di consultazione e di confronto su tutti i temi radiotelevisivi all’ordine del giorno del calendario ministeriale. La mancanza di confronto di questi ultimi mesi è infatti divenuta inaccettabile”. (E.G. per NL)
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