Agcom, Delibera N. 320/11/CSP Consultazione pubblica sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli ascolti radiofonici e costituzione di un tavolo tecnico

Con la delibera n. 182/11/CSP del 6 luglio 2011 recante “Linee guida sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 169 del 22 luglio 2011, l’Autorità, a seguito della messa in liquidazione della società Audiradio, ha invitato i soggetti del comparto radiofonico alla riorganizzazione del sistema di rilevazione degli indici di ascolto che risponda alle caratteristiche illustrate nella delibera stessa, assegnando il termine di novanta giorni decorrente dalla sua pubblicazione per la presentazione di proposte di riorganizzazione. In esito a tale delibera sono pervenute le proposte dettagliatamente illustrate nelle premesse del presente provvedimento, in relazione alle quali l’Autorità ha rilevato l’esistenza di alcune divergenze in ordine alla metodologia da impiegare nella futura riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici. Pertanto l’Autorità ha individuato una serie di indirizzi operativi per la riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici, diffusamente illustrati nelle premesse del provvedimento, in merito ai quali intende acquisire, tramite consultazione pubblica, osservazioni e commenti delle parti interessate, riservandosi diadottare la definitiva organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto all’esito di tale consultazione e della conclusione dei lavori del tavolo tecnico di cui all’articolo 1, comma 2 del provvedimento. Le comunicazioni, recanti la dicitura “Consultazione pubblica sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici e costituzione di un tavolo tecnico” , con l’indicazione della denominazione del soggetto rispondente, potranno essere inviate, entro il termine tassativo di 90 giorni dalla pubblicazione della delibera n. 320/11/CSP nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, tramite raccomandata con avviso di ricevimento, corriere o raccomandata a mano, al seguente indirizzo: Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Direzione contenuti audiovisivi e multimediali, via Isonzo 21/b, 00198 Roma ovvero all’indirizzo di posta certificata dic@agcom.it. Le comunicazioni fornite dai soggetti che aderiscono alla consultazione non precostituiscono alcun titolo, condizione o vincolo rispetto ad eventuali successive decisioni dell’Autorità stessa. I soggetti interessati possono chiedere, con apposita istanza, di illustrare nel corso di un’audizione le proprie osservazioni, sulla base del documento scritto inviato in precedenza. La suddetta istanza deve pervenire all’Autorità almeno dieci giorni prima della scadenza del termine sopra indicato. Nella medesima istanza dovrà essere indicato un referente ed un contatto telefonico o di posta elettronica per l’inoltro di eventuali successive comunicazioni. I soggetti rispondenti dovranno allegare alla documentazione fornita la dichiarazione di cui all’art. 3 del regolamento in materia di accesso agli atti, approvato con delibera n. 217/01/CONS e successive modifiche, contenente l’indicazione dei documenti o le parti di documento da sottrarre all’accesso e gli specifici motivi di riservatezza o di segretezza che giustificano la richiesta stessa. In considerazione dell’opportunità di pubblicare le comunicazioni fornite, i soggetti rispondenti potranno altresì allegare alla documentazione inviata l’indicazione dei contenuti da sottrarre all’accesso e alla eventuale pubblicazione. (E.G. per NL)

Allegato B alla delibera n. 320/11/CSP del 20 dicembre 2011
 
MODALITÀ DI COSTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DEL TAVOLO TECNICO
 
Nell’ambito della consultazione pubblica di cui all’articolo 1, comma 1, del presente provvedimento, l’Autorità ha rilevato l’esigenza, coniugando le esigenze di partecipazione al procedimento e di celerità della costituzione della nuova organizzazione degli indici di ascolto radiofonici, di costituire un tavolo tecnico in funzione di ausilio al raggiungimento di una posizione il più possibile condivisa di tutti i soggetti interessati, onde pervenire alla individuazione di una organizzazione sistematica della rilevazione degli indici di ascolto radiofonici che garantisca la correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della rilevazione sia sotto l’aspetto della governance che della metodologia da impiegare. Al tavolo tecnico istituito presso l’Autorità sono invitati a partecipare i soggetti interessati alla riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici e possono essere chiamati a partecipare esperti di comprovata esperienza nel settore della ricerca degli indici di ascolto radiofonici. Il coordinamento dei lavori è affidato al Direttore della Direzione contenuti audiovisivi e multimediali. I soggetti interessati sono invitati a far prevenire, entro dieci giorni dalla pubblicazione della presente delibera nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana,la propria richiesta di adesione al tavolo tecnico, indirizzata a Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Direzione contenuti audiovisivi e multimediali, via Isonzo 21/b, 00198 Roma ovvero, entro il medesimo termine, in formato elettronico, all’indirizzo di posta certificata dic@agcom.it.
 
DELIBERA N. 320/11/CSP
 
CONSULTAZIONE PUBBLICA SULL’ ORGANIZZAZIONE
DELL’ATTIVITA’ DI RILEVAZIONE DEGLI INDICI DI ASCOLTO
RADIOFONICI E COSTITUZIONE DI UN TAVOLO TECNICO
 
L’AUTORITÀ
NELLA riunione della Commissione per i Servizi e i Prodotti del 20 dicembre
2011;
VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “ Istituzione dell’Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle comunicazioni e radiotelevisivo”
e, in particolare, l’articolo 1, comma 6, lettera b), n. 11);
VISTO il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come modificato dal
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44, recante il “Testo Unico dei servizi di media
audiovisivi e radiofonici;”
VISTO l’Atto di indirizzo sulla rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione
dei mezzi di comunicazione approvato con delibera n. 85/06/CSP del 16 maggio 2006,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 123 del 29 maggio 2006;
VISTA la delibera n. 130/06/CSP recante “Misure attuative per l’acquisizione,
l’elaborazione e la gestione delle informazioni richieste nell’Atto di indirizzo sulla
rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione”,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 174 del 28 luglio 2006;
VISTA la delibera n. 75/09/CSP del 5 maggio 2009 recante “Misure e
raccomandazioni nei confronti della società AUDIRADIO in materia di rilevazione
degli indici di ascolto radiofonici”;
VISTA la delibera n. 182/11/CSP del 6 luglio 2011 recante “Linee guida
sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici”,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 169 del 22 luglio 2011,
con la quale, a seguito della messa in liquidazione della società Audiradio, i soggetti del
comparto radiofonico sono stati invitati alla riorganizzazione del sistema di rilevazione
degli indici di ascolto che risponda alle caratteristiche illustrate nella delibera stessa,
assegnando il termine di novanta giorni decorrente dalla sua pubblicazione per la
presentazione di proposte di riorganizzazione;
RILEVATO che in esito alla predetta delibera i soggetti del comparto
radiofonico hanno trasmesso le proposte di seguito sintetizzate
Sintesi delle proposte pervenute
-Le associazioni RNA, FRT e AERANTI hanno presentato una proposta unitaria, cui
aderiscono anche RDS, RTL, Radio Italia, Gruppo L’Espresso, Gruppo Finelco,
Radio Maria, Radio Radicale e Radio & Reti, che prevede la costituzione di una
società consortile per la rilevazione dell’ascolto radiofonico in Italia, il cui progetto è
articolato come segue:
Metodologia
 Ricerca telefonica con metodologia CATI con almeno 120.000 interviste;
 Ricerca integrativa con metodologia Panel “Meter” con almeno 7.000
panelisti;
 Eventuali ricerche qualitative specialistiche per esigenze di settore che
possano interessare la radiofonia nel suo complesso.
Governance
La struttura societaria proposta è quella della società consortile a r.l. aperta agli editori
radiofonici e al mercato pubblicitario, composta da associazioni degli attori del
mercato, da editori radiofonici nazionali (privati/pubblici/no-profit), da associazioni di
editori radiofonici locali e concessionarie di pubblicità per le radio locali aventi
rappresentatività nazionale, con un capitale sociale di 200.000 euro ripartito in quote
di “garanzia” suddivise tra le associazioni che rappresentano il mercato (UPA e
Assocomunicazioni , due terzi agli editori radiofonici nazionali (pubblici e privati), un
terzo ai soggetti che rappresentano gli editori radiofonici locali , in misura comunque
non inferiore al 30% del capitale sociale. Gli organismi di governance sono costituiti
dall’Assemblea consortile, dall’Amministratore unico, dal Collegio dei Sindaci
revisori, dal Comitato tecnico di gestione della ricerca e dal Comitato dei Garanti. Le
decisioni sono assunte all’unanimità per quanto riguarda la metodologia e l’avvio della
prima ricerca e con la maggioranza del 75% del capitale per le decisioni successive.
L’Assemblea autorizza il budget annuale per la ricerca ed autorizza, su proposta del
Comitato tecnico, la metodologia e la sua esecuzione. L’Amministratore unico si
occupa della gestione economica e dell’ordinaria amministrazione, mentre
l’approvazione dei progetti di ricerca spetta esclusivamente all’Assemblea. Il Comitato
tecnico di gestione della ricerca, composto da soggetti individuati dal Mercato,
Comparto nazionale (quota totale 2/3), Comparto locale (quota totale 1/3),
Componenti aggiunti senza diritto di voto (ivi compreso un rappresentante Agcom se
nominato), ha il compito di proporre, vigilare e controllare la ricerca e definire le
procedure di controllo da affidare a soggetti esterni, mediante decisioni da assumere
maggioranza. Il Comitato dei Garanti, composto da tre esperti di riconosciuta
esperienza e professionalità, ciascuno designato dalle componenti Mercato, Radio
nazionali, Radio locali, è nominato dall’Assemblea ed ha il compito di effettuare la
validazione tecnico-scientifica del progetto di ricerca con riguardo ai parametri
statistici utilizzati ( quali estrazione , numerosità, profilo e distribuzione geografica del
campione, soglie di attendibilità statistica, validazione delle procedure di controllo).
-L’associazione AERANTI-CORALLO ha ulteriormente precisato, nel corso di
autonoma audizione, la propria posizione adesiva al progetto sopra illustrato,
evidenziando che le emittenti locali generano un ascolto pari ad 1/3 degli ascolti del
mezzo radiofonico su base nazionale e che, pertanto, la nuova organizzazione
societaria degli indici di ascolto radiofonici non potrà non prevedere la presenza delle
radio locali per almeno un terzo delle quote societarie. Ha, inoltre richiesto che si
preveda l’unanimità per l’assunzione della decisione relativa alla prima indagine che
verrà commissionata dalla nuova entità e che le modifiche siano assunte con una
maggioranza qualificata del 75% del capitale sociale. Inoltre, ha ribadito la propria
preferenza per una indagine unica per le emittenti nazionali e per le emittenti locali,
evidenziando che mentre le emittenti nazionali possono competere solo sul mercato
della pubblicità nazionale, le emittenti locali, attraverso i consorzi e circuiti , possono
competere sia sul mercato della raccolta pubblicitaria locale che su quello nazionale e
tale aspetto giustifica l’unicità della ricerca.
-La proposta presentata dalla società Monradio è quella di pervenire ad un sistema di
misurazione dell’ascolto radiofonico evoluto ed in grado di rappresentare il fenomeno
nella sua complessità e dinamicità. Infatti, secondo la società, l’evoluzione digitale e
l’accresciuta possibilità di ascoltare la radio attraverso una molteplicità di device,
rendono ampiamente superati i sistemi basati sulla notorietà di marca, sulle abitudini
di ascolto o sul ricordo. L’indagine attraverso interviste telefoniche è fortemente
penalizzata dal fenomeno dell’autoselezione dei campioni e non è efficace nella
misurazione dell’ascolto digitale o multipiattaforma. La società ritiene pertanto che il
nuovo sistema non possa che basarsi sulla rilevazione passiva attraverso meter
portatile, metodologia che ritiene raggiungibile in tempi definibili e contenuti. Il
progetto è articolato come segue
Metodologia
 Ricerca di base sulla radio in Italia che i) investighi i comportamenti, gli stili
di vita, i consumi, le dotazioni tecnologiche, le modalità di ascolto e di
consumo della radio; ii) indici il volume totale degli ascoltatori/non ascoltatori;
iii) definisca i parametri di costruzione di un Panel rappresentativo
dell’ascolto/non ascolto della popolazione residente in Italia, condotta
attraverso il metodo delle interviste personali a domicilio (CAPI), con
stratificazione regionale una o due volte l’anno
 Indagine sull’ascolto della radio e delle emittenti per misurare l’ascolto del
mezzo di tutte le emittenti iscritte , che produce dati uniformi per tutte le
emittenti, diversificati per periodo di rilascio (trimestre, semestre, anno), per
significatività del dato (quarto d’ora o fascia; giorno o giorno medio; tipo
giorno; 7 o 7-14 gg), per significatività del profilo (target completi o
aggregati). L’indagine sarà transitoriamente effettuata con metodo panel diari
on line (cartacei solo per quote marginali) dimensionato su 20.000 interviste
all’anno suddivise in cicli trimestrali. Dal 2013 il Panel diari sarà sostituito dal
meter con standard encoding .
 Qualora lo strumento del panel diari e, successivamente, del meter non dovesse
essere sufficiente a rilevare l’ascolto del mercato locale, si prevede
l’introduzione di una indagine aggiuntiva, con un campione costituito secondo
i parametri della ricerca di base, reclutato ad hoc nei bacini provinciali di
interesse e destinato esclusivamente alle emittenti locali di dimensioni più
piccole. In questo caso la metodologia proposta è l’indagine CATI con un
nastro di pianificazione distinto.
Governance
La proposta prevede che la misurazione degli indici di ascolto sia effettuata da un ente
o società all’uopo costituita che risponda ai criteri individuati dall’Agcom e che affidi
la ricerca ad almeno due Istituti di ricerca di comprovata esperienza.
-La proposta presentata dalla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per
l’individuazione di un nuovo sistema di indagine sulla radio si basa sull’esigenza di
disporre di dati di ascolto oggettivi, affidabili, ampi, profondi e tempestivi. Tale
obiettivo, secondo la Rai, rende obsoleti i metodi basati su notorietà e ascolto
abitudinario, i quali non consentono una rilevazione passiva, e perciò oggettiva, e non
colgono le trasformazioni di ascolto che il mezzo radiofonico sta attraversando a
seguito dell’evoluzione tecnologica in corso . Il progetto si articola come segue.
Metodologia
 Ricerca di base per la definizione di un panel rappresentativo delle abitudini e
modalità di ascolto della radio da parte della popolazione residente in Italia
con interviste face to face (CAPI), una volta l’anno, per un numero pari a
30.000.
 Indagine sull’ascolto della radio mediante diari-meter con l’utilizzo di un
nastro di pianificazione che produce dati uniformi per tutte le emittenti,
diversificati per periodo di rilascio (trimestre, semestre, anno), per
significatività del dato (quarto d’ora o fascia; giorno o giorno medio; tipo
giorno; 7 o 7-14 gg); per significatività del profilo (target completi o
aggregati). L’indagine sull’ascolto sarà transitoriamente effettuata con metodo
panel diari on line (cartacei solo per quote marginali) , dimensionato su 20.000
interviste all’anno suddivise in cicli trimestrali, in grado di produrre stime
accurate per circa 70 emittenti nazionali e locali con ascolto compreso tra 6,2
milioni e 100.000 . Dal 2013 il panel diari sarà progressivamente sostituito dal
Meter (standard encoding) .
 Indagine sull’ascolto provinciale da effettuare con il metodo CATI con un
periodo di rilascio da definire e con un nastro di pianificazione “dedicato”,
distinto dal nastro panel., con numerosità da definire in base alle Province e al
numero delle radio operanti
La Rai ritiene che la diversificazione dell’indagine di ascolto in base alle
caratteristiche delle radio da investigare (nazionali, locali di grandi e medie
dimensioni, locali di piccole dimensioni) sia più aderente alla realtà del mercato ed
eviti i difetti insanabili dell’indagine Audiradio, fondati su innesti ibridi e operazioni
di data fusion elaborati ex post .
Quanto all’introduzione del meter, il documento depositato da Rai illustra lo stato
delle sperimentazioni svolte al riguardo che hanno portato all’individuazione di due
sistemi basati su differenti standard: audiomatching che si basa sul riconoscimento
automatico di una traccia sonora ed encoding che si basa sul riconoscimento
automatico di un codice-stazione. La preferenza espressa dalla concessionaria è per il
sistema encoding che consente una maggiore tracciabilità del segnale sulle varie
piattaforme di trasmissione e device di ascolto e , attraverso la corrispondenza
biunivoca “emittente-codice” è idoneo a superare le annose controversie sulla
trasparenza dei marchi delle emittenti.
Governance
La Rai propone una società fondata su una struttura duale in grado di superare criticità
e conflitti mediante la ripartizione delle competenze tra un Organo di sorveglianza e
un Organo di gestione. Un ristretto collegio formato da personalità indipendenti ha il
compito di garantire la correttezza scientifica e la qualità tecnica delle attività di
ricerca.
-La proposta presentata dal Gruppo Editoriale l’Espresso parte dalla considerazione
che l’esperienza contrastata di Audiradio impone una doppia priorità, da un lato la
ripresa urgente delle rilevazioni ed il superamento degli equivoci che hanno indotto le
diverse parti a risolvere un dibattito tecnico con proposte parziali, dall’altro
l’introduzione di un’indagine, universalmente condivisa, in grado di rilevare l’ascolto
della radiofonia italiana nel suo complesso per ogni singola emittente nazionale e
locale, attraverso l’utilizzo di una metodologia unitaria ed evoluta. Ulteriore obiettivo
di un sistema aggiornato è quello di favorire il progressivo ampliamento degli
investimenti pubblicitari sul mezzo radiofonico, da tempo attestati ad una quota
nettamente inferiore di quella degli altri Paesi europei, obiettivo che rende insufficienti
i metodi basati esclusivamente su notorietà, ricordo e ascolto abitudinario. La proposta
è articolata come segue.
Metodologia
Sul presupposto che ad oggi la mancanza di una compagine societaria unica rende
impossibile l’attuazione di un’indagine innovativa, unitaria e condivisa, il Gruppo
l’Espresso, insieme alla consapevolezza della necessità di un intervento urgente, è al
momento favorevole ad acquistare il miglior prodotto che il mercato possa offrire che
offra una metodologia in continuità con il passato ma in grado di sperimentare il
futuro, che faccia conseguire dati affidabili per le radio nazionali e locali, che sia in
grado di fornire misurazioni dell’audience ed informazioni qualitative sul profilo degli
ascoltatori e che utilizzi le tecnologie più avanzate, con il duplice vantaggio di essere
un’indagine fornita da un soggetto terzo e, pertanto, non proprietaria e di fornire i dati
già dalla prossima primavera 2012.
Pertanto, la ricerca deve basarsi sui seguenti elementi :
 Un’indagine di base CATI, con un campione di 120.000 individui,
studiato per rilevare nel modo più affidabile sia le radio nazionali che
quelle locali, che rileva l’ascolto quotidiano in totale e per quarto d’ora.
 Un ampio panel di 10.000 o 14.000 individui, basato sul meter e su un
questionario elettronico/dialogatore, in grado di qualificare gli ascolti
(frequenze, modalità, piattaforme) e gli ascoltatori (target) , su 7, 14, 21,
28 giorni. Le informazioni non soddisfatte dal meter vengono indagate
attraverso il questionario elettronico che rileva le modalità di esposizione
alla radio e le piattaforme utilizzate, oltre che le diverse caratteristiche
socio demografiche.
Per quanto riguarda il futuro, il Gruppo Espresso condivide l’introduzione di una
ricerca di base e l’adozione di un panel meter, ma evidenzia che l’apporto del meter
andrà comunque considerato congiuntamente all’attivazione di modalità integrative di
rilevazione, attraverso strumenti innovativi che amplino le informazioni disponibili
sulle diverse piattaforme e modalità di fruizione, in quanto la scelta della sola
rilevazione passiva farebbe della ricerca radio un caso unico nel panorama nazionale.
Il passaggio da una modalità di misurazione ad un’altra deve, inoltre, essere
sperimentato e collaudato in modo da risultare scientificamente corretto , procedendo
con gradualità , in continuità con il passato ma rivolti al futuro.
Governance
Sulla governance , il Gruppo Espresso evidenzia che la nuova impresa di rilevazione
dovrà prevedere la presenza di UPA ed Assocomunicazione, soggetti imprescindibili
per una compagine societaria pienamente rappresentativa.
-La proposta presentata da Radio24 persegue gli obiettivi di dare il giusto peso alla
radio, mezzo ad altissima penetrazione ma sottovalutato nel rapporto con altri media,
di individuare un modello equo, trasparente e in grado di rappresentare correttamente
il mercato, di creare un sistema innovativo che tenga conto dell’evoluzione digitale
con una prospettiva di lungo termine con un impianto di ricerca che sia
economicamente sostenibile dall’industria radiofonica. Secondo la società, lo scenario
di oggi è totalmente diverso da quello che ispirò a suo tempo la scelta di rilevare gli
ascolti con l’indagine telefonica CATI, in quanto il contenuto radiofonico può oggi
essere fruito, oltre che nella classica modalità di ascolto, tramite le piattaforme digitali
televisive ( satellitare, DTT) , con iPod e cellulare, via web utilizzando il PC, lo
smartphone o il tablet, in contemporanea o in differita . La mancanza di una ricerca di
base rende non quantificabile l’impatto dei nuovi fenomeni per cui il nuovo sistema di
rilevazione dovrebbe, innanzitutto, consentire di distinguere l’ascolto del mezzo per
piattaforma. La proposta è articolata come segue.
Metodologia
Radio 24 propone un impianto metodologico che superi i limiti della metodologia
CATI e tenga conto della specificità dei due comparti – nazionale e locale –
riconsiderando l’impostazione rigidamente unitaria del passato, così articolato:
 Metodologia di ricerca basata su un panel completo di una indagine di base che
qualifichi la relazione dell’ascoltatore con il mezzo, da realizzare con interviste
personali (CAPI). In prospettiva, rilevazione di tipo meter, con un panel di
lunga durata per garantire la stabilità dei dati, a costi minori rispetto a panel di
breve durata.
 Tenuto conto che il passaggio diretto al meter non è possibile, individuazione
di un “periodo ponte” in cui la rilevazione verrà effettuata tramite diari che
rilevino l’ascolto multipiattaforma, basata su 20.000 casi all’anno di panel
diari, con fornitura di dati secondo tre periodicità (annuale, semestrale e
trimestrale ) in grado di rilevare gli ascolti di circa 70 emittente di grandi
dimensioni. Per le altre emittenti, realizzazione di una CATI su un campione
reclutato ad hoc nei bacini provinciali di interesse, producendo dati semplificati
rispetto all’indagine panel e di conseguenza un nastro di pianificazione
distinto.
 Utilizzazione di meter con tecnologia encoding per garantire che gli ascolti
siano correttamente attribuiti alla piattaforma utilizzata dall’utente, collocando
in modo automatico l’ascolto time shifted.
Governance
Radio 24 propone la costituzione di una società che confermi il modello costituito
dalle tre principali componenti del settore (servizio pubblico, soggetti privati e
mercato) e che assuma le decisioni con il sistema delle maggioranze semplici,
prevedendo quorum differenziati solo nei casi in cui tali decisioni siano di natura
strategica. Inoltre propone la demarcazione netta tra il Consiglio di amministrazione e
il Comitato tecnico, garantendo la massima neutralità nell’operato di quest’ultimo.
-Le associazioni UPA e Assocomunicazione che rappresentano gli utenti pubblicitari,
intervenuti congiuntamente in audizione, hanno posto l’accento sull’importanza
prevedere una rilevazione passiva dell’audience, evidenziando come il meter sia lo
strumento più appropriato per superare la soggettività legata alla memoria degli
intervistati ed hanno fatto presente che un progetto finalizzato all’adozione del meter
in Italia era già allo studio del Consiglio di amministrazione di Audiradio, prima dello
scioglimento di quest’ultima. L’iniziativa di Audiradio teneva conto dei sistemi di
rilevazione dell’ascolto radiofonico in uso negli altri Paesi europei ed extra-europei
dove il meter è già in fase di utilizzo o di avanzata sperimentazione .
Nello stesso tempo le due associazioni hanno puntualizzato che il solo sistema di
rilevazione attraverso meter non è sufficiente a investigare tutto l’ascolto radiofonico,
soprattutto con riferimento alle emittenti locali, che in Italia sono numerosissime e
presentano ambiti di irradiazioni estremamente diversificati tra loro. Pertanto la
rilevazione attraverso il meter deve essere necessariamente integrata da altri metodi di
ricerca quali l’indagine CATI o il metodo Panel Diari. Poiché entrambi i metodi
hanno un largo margine di soggettività, in quanto sono basati sul ricordo
dell’ascoltatore, è preferibile lo strumento che in termini qualitativi e di minor costo
consenta di rilevare il maggior numero di emittenti e che si integri meglio con il meter
di prossima introduzione.
Infine, le associazioni hanno evidenziato come il mercato preferisca il ricorso ad un
unico nastro di pianificazione, dove confluiscono sia gli ascolti delle radio nazionali
che gli ascolti delle radio locali , per orientare gli investimenti pubblicitari diretti sia al
mercato nazionale che a quello locale.
-La proposta presentata dall’associazione REA prevede che l’attività di rilevazione
degli indici di ascolto sia svolta direttamente dall’Autorità, attraverso un soggetto non
in “conflitto di interessi” con i settori della pubblicità e dell’attività radiotelevisiva,
mediante l’affidamento ad un Ente pubblico (ad esempio ISTAT o Cattedra
Universitaria) , e con assoluta estraneità delle associazioni di categoria nella gestione
delle indagini. Da un punto di vista metodologico, la ricerca dovrebbe avvalersi di
una corretta “mappatura” delle aree di servizio (bacini di utenza) delle diverse
emittenti partecipanti alla rilevazione , ed individuare criteri per l’eliminazione delle
omonimie dei marchi, per l’impostazione delle interviste, per la pubblicazione dei dati,
per l’iscrizione alle indagini, per il finanziamento della ricerca e per la determinazione
delle quote di partecipazione e del sistema di pagamento.
-CNR , in qualità di società concessionaria per la raccolta di pubblicità, ritiene
auspicabile la formazione di una nuova compagine societaria che possa rappresentare
in maniera organica il comparto radiofonico, nella quale siano rappresentate anche le
concessionarie per la raccolta di pubblicità nazionale, rappresentative in termini di
aggregazione di audience e quote di fatturato, con una governance che possa
contemplare e far valere le radio locali, come comparto che rappresenta un terzo
dell’intero mercato.
Sotto l’aspetto metodologico CNR propone un’indagine CATI, con un campione di
120.000 interviste, facilmente comprensibile dal mercato e con costi sostenibili, che
possa misurare sia il comparto delle emittenti nazionali che quello delle emittenti
locali. Un eventuale approfondimento qualitativo, attraverso un panel, integrativo
rispetto alla CATI, potrebbe essere accettabile, purché l’impianto metodologico sia
chiaramente orientato a dare la massima importanza all’indagine principale CATI.
Inoltre, la società non ritiene percorribile la metodologia meter , la quale – dati gli alti
costi – non consentirebbe di raggiungere un campione rappresentativo anche delle
emittenti locali , generando rischi di discriminazione per le emittenti che dispongono
di risorse molto limitate.
CONSIDERATO quanto segue:
Valutazioni dell’Autorità
L’art. 1, comma 6, lett. b), n. 11, della legge 249 del 1997 prevede che l’Autorità
“ cura la rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di
comunicazione; vigila sulla correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di
diffusione dei diversi mezzi di comunicazione rilevati da altri soggetti, effettuando
verifiche sulla congruità delle metodologie utilizzate e riscontri sulla veridicità dei dati
pubblicati, nonché sui monitoraggi delle trasmissioni e sull’operatore delle imprese che
svolgono le indagini”.
L’Autorità ha declinato il potere di cura e di vigilanza sui sistemi di rilevazione
degli indici di ascolto attribuitogli dalla legge, nella vigilanza sull’operato delle imprese
che svolgono tali indagini, con particolare attenzione sia alla validità della metodologia
utilizzata, sia alla veridicità dei dati diffusi ed alla trasparenza della rilevazione, sia,
infine, alla governance delle imprese1.
In applicazione di tali principi l’Autorità, con la delibera n. 85/06/CSP, ha
dettato i criteri generali sull’organizzazione dei soggetti realizzatori delle indagini sugli
1 Le funzioni di cura e di vigilanza che l’Autorità deve esercitare sulla rilevazione degli indici di ascolto
riguardano interessi pubblici considerati dal legislatore di tale rilievo da assimilare la loro manipolazione,
se effettuata con metodologie consapevolmente errate o mediante l’utilizzazione di dati falsi, alla falsità
materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 476, primo comma, codice penale,
richiamato dall’art. 1, comma 6, lett. b), n. 11, della legge 249/97). Ed infatti, indipendentemente dalla
qualificazione soggettiva del soggetto rilevatore, a tali dati è attribuita fede privilegiata in base alla
constatazione che gli indici di ascolto possono contribuire a rappresentare il fenomeno rilevato solo
attraverso la garanzia dei requisiti di oggettività e veridicità. Inoltre, intervenendo sul mercato della
raccolta pubblicitaria tali indici possono, in definitiva, influire sull’articolazione pluralistica dei mezzi di
comunicazione e, quindi, sul grado di pluralismo del settore radiotelevisivo, ambito che è rimesso alla
regolamentazione e vigilanza di questa Autori
indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione, sulle metodologie
di rilevamento e sulla pubblicazione e trasparenza delle indagini e con la delibera n.
75/09/CSP ha adottato specifiche misure e raccomandazioni in materia di rilevazione
degli indici di ascolto radiofonici .
Negli indirizzi impartiti con le citate delibere l’Autorità ha ritenuto valido il
modello organizzativo implementato in Italia sin dagli anni ‘80 che si basa, secondo il
modello consolidato prevalentemente utilizzato a livello europeo, sulla ripartizione del
capitale azionario tra imprese radiofoniche, pubbliche e private, ed investitori
pubblicitari. Tale modello (c.d. formula del JIC – Joint Industry Committees)
presuppone un’intesa tra le componenti di mercato in grado di garantire una sostanziale
e intrinseca stabilità, assicurando, in tal modo, un naturale equilibrio del sistema.
Le imprese radiofoniche operano sul mercato della raccolta pubblicitaria
direttamente, ovvero attraverso società concessionarie, per vendere agli inserzionisti i
propri spazi pubblicitari. Una delle variabili più importanti che concorre alla
collocazione di spazi pubblicitari sul mercato è costituita dall’audience conseguita dalle
emittenti attraverso la loro programmazione. La rilevazione dei contatti dei mezzi di
comunicazione nasce, pertanto, dalla necessità degli operatori e degli investitori di
quantificare l’effettivo numero di consumatori raggiunti dai vari mezzi di
comunicazione. L’intero sistema pubblicitario si basa sui servizi di misurazione di tali
contatti (c.d. media measurement services), i cui risultati incidono in modo
“proporzionale” sulla valorizzazione delle inserzioni. Ne deriva che l’esistenza di dati
univoci costituisce un requisito imprescindibile per il funzionamento degli scambi, onde
assicurare la convergenza di tutti gli interessi coinvolti nella misurazione degli indici di
ascolto, ed è quindi indispensabile che essa sia condivisa ex ante da tutti gli operatori e
venga sistematizzata attraverso meccanismi che garantiscano la trasparenza e
l’indipendenza della rilevazione.
Per assicurare la massima correttezza e trasparenza delle rilevazioni e la
concorrenza tra le imprese, il modello organizzativo descritto deve coniugare il
principio di efficienza con i principi di equità e non discriminazione, rendendo le
compagini societarie effettivamente rappresentative dell’intero settore di riferimento
Con la delibera n. 75/09 l’Autorità aveva dettato i criteri per l’allargamento
della compagine societaria della società Audiradio a nuovi soggetti e per una nuova
composizione del Consiglio di amministrazione, attraverso un progressivo
ribilanciamento delle partecipazioni storiche detenute dai soci e un allargamento del
capitale sociale alle componenti del settore della radiofonia non rappresentate, al fine di
assicurare una equa ripartizione del capitale sociale e la massima rappresentatività nella
composizione degli organi di gestione dell’impresa realizzatrice.
In relazione alla metodologia di ricerca, l’Autorità aveva richiesto una
maggiore correttezza e trasparenza delle rilevazioni, da attuare mediante una effettiva
separazione dell’organo di amministrazione dall’organo di gestione tecnica della ricerca
(Comitato tecnico) e l’implementazione di un sistema di controllo della qualità
dell’indagine, verificato da un organismo terzo, super partes, appositamente
individuato.
Il percorso di conformazione della società Audiradio agli indirizzi formulati
dall’Autorità si è rivelato particolarmente complesso. Infatti il processo di allargamento
della compagine societaria, ancorché deliberato dal Consiglio di amministrazione della
società nel corso del 2010 e completato con l’atto notarile del 18 gennaio 2011, non ha
trovato pratica ed effettiva attuazione in quanto la società non ha poi provveduto ad
approvare le modifiche statutarie necessarie a darvi attuazione, a causa di un’accesa
contrapposizione che si è sviluppata tra le diverse componenti della società, sia in
relazione alle regole di governance , sia in relazione alla metodologia. La situazione di
estrema criticità attraversata dalla società Audiradio ha, infine, portato al mancato
raggiungimento di un accordo tra i soci sull’approvazione del bilancio della società,
circostanza che ne ha determinato, pertanto, la messa in liquidazione.
Circa le proposte pervenute ai sensi della delibera n. 182/11/CSP, finalizzate
alla riorganizzazione del sistema di rilevazione degli indici di ascolto che risponda alle
caratteristiche individuate nelle delibere sopra citate, l’Autorità rileva una sostanziale
uniformità di vedute relativamente alla struttura societaria ed alla governance della
nuova entità organizzativa, mentre riscontra ancora una divergenza di opinioni
sull’impianto metodologico della ricerca .
La condizione di base per il corretto funzionamento del sistema di rilevazione
degli indici di ascolto radiofonici esige che i dati siano misurati per tutto il comparto di
riferimento mediante metodologie oggettive, corrette e trasparenti e da parte di imprese
che si dotino di un’organizzazione tale da assicurare la massima rappresentatività del
settore nel rispetto di condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie rilevabili dalle
regole di governante e dallo Statuto.
L’attività di vigilanza dell’Autorità non può, dunque, che rivolgersi a imprese
che svolgano indagini di ascolto nel senso sopra delineato, la cui organizzazione
societaria risponda ai criteri illustrati nella delibera n. 85/06/CSP e la cui metodologia,
improntata ai principi di correttezza, veridicità e trasparenza , risponda ai criteri
universalistici del campionamento e consenta la rilevazione dell’intero ascolto
radiofonico in maniera sistematica.
Organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici
Sulla base degli indirizzi e dei criteri già espressi nelle delibere sopra citate ed
alla luce di quanto emerso dalle proposte presentate dagli operatori ai sensi della
delibera n. 182/11/CSP, l’Autorità ritiene opportuno individuare ulteriori indirizzi
operativi per la riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto
radiofonici, relativi sia alla governance che all’impianto metodologico della ricerca, da
sottoporre a consultazione pubblica.
a) Indirizzi in materia di governance
Come sopra evidenziato, l’Autorità ritiene condivisibile un modello di organizzazione
basato sulla ripartizione del capitale sociale tra imprese radiofoniche (pubbliche e
private, commerciali , no profit, nazionali e locali) ed investitori pubblicitari, in quanto
lo stesso presuppone un’intesa tra le componenti di mercato tale da garantire una
sostanziale ed intrinseca stabilità, assicurando un naturale equilibrio del sistema.
L’assetto partecipativo, oltre ad assicurare la presenza di tutte le citate componenti del
mercato, deve inoltre essere omogeneo per caratteristiche dei componenti e per
suddivisione delle quote sociali, al fine di assicurare l’equilibrio dei soggetti
partecipanti in ragione della loro rappresentatività di mercato, prevedendo la presenza
delle radio locali, attraverso le associazioni rappresentative di tale settore, per almeno
un terzo delle quote societarie, in aderenza alla quota di ascolti generata da tale
comparto.
L’ingresso nella nuova organizzazione societaria va altresì garantito nel rispetto di
condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie, con l’adozione di regole statutarie
che non attribuiscano particolari diritti amministrativi ai singoli soci e con la previsione
di maggioranze qualificate per l’assunzione delle decisioni strategiche, quali
l’approvazione delle ricerche degli ascolti radiofonici .
Il Comitato tecnico, cui spetta il compito di proporre, vigilare e controllare la ricerca e
definire le procedure di controllo, pur riflettendo, nelle sue componenti, la struttura
dell’organo di amministrazione, deve comunque essere separato da quest’ultimo, con la
finalità di assicurarne l’indipendenza tecnica ed operativa. All’organo di gestione
tecnica della ricerca deve essere, inoltre, affiancato un organismo tecnico di garanzia
indipendente, con il compito di effettuare la validazione tecnico-scientifica del progetto
di ricerca, con particolare riguardo ai parametri statistici utilizzati, che fornisca report
periodici all’Autorità sul grado di affidabilità della ricerca stessa.
b) Indirizzi sull’impianto metodologico della ricerca
Al fine di garantire la valorizzazione dell’ascolto radiofonico, caratterizzato da
un’elevata qualità e quantità di programmi informativi e di intrattenimento, da
un’offerta pluralistica e multiforme e da un alto grado di innovazione tecnologica che
consente oggi all’utente la fruizione dei servizi radiofonici su diverse piattaforme di
distribuzione e su diversi device , si reputa opportuno il perfezionamento degli strumenti
di raccolta sin qui utilizzati, al fine di assicurare rilevazioni più oggettive ed affidabili.
L’esigenza di tenere conto dell’evoluzione dei mezzi di misurazione dell’audience
radiofonico in relazione all’innovazione tecnologica era stata, peraltro, espress
dall’Autorità già a partire dalla delibera n. 85/06/CSP. Alla luce dello sviluppo dello
scenario tecnologico che si è in seguito verificato, tale esigenza diviene ormai
imprescindibile, come dimostrano le esperienze in atto in altri Paesi europei dove sono
in corso avanzate sperimentazioni di nuovi metodi di ricerca dell’ascolto radiofonico.
Sotto altro profilo, l’Autorità ravvisa l’esigenza che la misurazione dell’ascolto
radiofonico avvenga nei confronti di tutto il comparto, e quindi, sia con riferimento
all’emittenza nazionale che a quella locale, al fine di non generare fenomeni di
esclusione di una quantità considerevole di soggetti minori, perseguendo criteri di equità
e non discriminazione. Il settore radiofonico italiano si caratterizza per la presenza di
soggetti aventi caratteristiche strutturali, organizzative ed economiche fortemente
differenziate tra loro . Come osservato nella delibera n. 75/09/CSP le esigenze di
pianificazione pubblicitaria delle varie tipologie di soggetti sono diverse tra loro: le
emittenti nazionali hanno necessità di pianificare le proprie campagne pubblicitarie e
verificarne immediatamente l’efficacia facendo riferimento a dati di ascolti del breve
periodo (in genere bimestrale); le emittenti locali, vista la maggiore variabilità delle loro
audience nel breve periodo, trovano nel dato aggregato per semestre uno strumento più
significativo e adeguato alla competizione nel mercato di riferimento, importante sia per
determinare gli investimenti pubblicitari, sia per individuare le strategie di modifica del
loro palinsesto. Anche i bacini di riferimento delle emittenti sono caratterizzati da
un’estrema variabilità ( nazionali, ultraregionali, regionali, provinciali) , circostanza che
produce impatto sulla misurazione degli ascolti radiofonici i quali, come in ogni
indagine campionaria, sono soggetti alla regola secondo la quale il coefficiente di
variazione di una stima è inversamente proporzionale all’ampiezza della stima stessa .
Tale variabilità è maggiormente riscontrabile negli ascolti delle emittenti locali, a causa
della parcellizzazione dei relativi bacini di utenza.
La circostanza che la ricerca radiofonica si rivolga a un settore composto da varie
tipologie di emittenti, ciascuna delle quali è regolata da specifiche norme relative alla
raccolta pubblicitaria2, e da specifici mercati di riferimento, fa sì che la ricerca, per
essere oggettiva ed affidabile, debba quindi soddisfare le peculiarità e specificità di
ciascuna tipologia .
Ne deriva che le metodologie da impiegare, che devono complessivamente consentire la
quotazione dell’ascolto radiofonico dell’intero comparto, debbono prevedere
l’integrazione di varie metodologie di rilevazione con l’obiettivo di soddisfare il
2 Ai sensi dell’art. 38 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici le emittenti
radiofoniche private commerciali in ambito nazionale possono trasmettere messaggi pubblicitari per il
18% orario , le emittenti radiofoniche private commerciali in ambito locale per il 25% orario, le emittenti
a carattere comunitario, nazionali e locali, per il 10% orario. Per le emittenti radiofoniche locali il tempo
massimo di trasmissione quotidiana è del 35% se comprende forme di pubblicità diverse dagli spot. La
pubblicità locale è riservata alle emittenti in ambito locale. Le emittenti locali autorizzate alle diffusioni
interconnesse possono trasmettere, oltre alla pubblicità nazionale, pubblicità locale diversificata per le
zone oggetto dell’autorizzazione, interrompendo temporaneamente l’interconnessione.
massimo delle esigenze qualitative e quantitative ragionevolmente perseguibili ,
tenendo in conto anche la sostenibilità economica della ricerca.
Dall’esame delle proposte pervenute ai sensi della delibera n. 182/11/CSP, tutte
comunque orientate a prevedere l’integrazione di diversi metodi di rilevazione (indagini
CATI, panel-diari, meter), le divergenze che emergono sono relative alla combinazione
di tali mezzi rispetto alle tipologie di emittenti da investigare (nazionali, locali di grandi
e medie dimensioni, locali di piccole dimensione). Da parte di alcuni soggetti si prevede
l’impiego di indagini CATI per il tutto il settore (comparto nazionale e comparto locale)
e l’impiego di indagini più approfondite (panel-diari, meter) in funzione integrativa
della ricerca CATI . Altri soggetti, invece, esprimono preferenza per metodologie non
integrative ma diversificate per tipologia di soggetti (emittenti di grandi e medie
dimensioni, emittenti di piccole dimensioni), ipotizzando il ricorso alle sole indagini
panel-diari e in prospettiva meter, per la prima tipologia, e il ricorso alle indagini CATI
per quotare l’ascolto di emittenti locali di dimensioni minori.
L’Autorità ritiene, in primo luogo, che l’indagine degli indici di ascolto radiofonici
debba basarsi su una ricerca di base, strumento di cui il settore radiofonico è al
momento sprovvisto a differenza delle ricerche degli indici di ascolto relative ad altri
mezzi di comunicazione. Tale strumento consente di investigare in maniera
approfondita e sistematica l’universo radiofonico anche in termini di nuove modalità di
fruizione dei contenuti, facendo emergere l’effettiva penetrazione del mezzo anche in
rapporto alle diverse piattaforme di distribuzione e ai differenti device utilizzati. Una
quotazione universalità dell’ascolto radiofonico in Italia, oltre a consentire al mezzo di
attrarre maggiori investimenti pubblicitari, rappresenta la precondizione per una
corretta formazione del campione da parre a base della ricerca dell’ascolto radiofonico.
Si osserva, inoltre, che le metodologie da impiegare per la rilevazione dovrebbero tenere
conto dell’esigenza di misurare l’ascolto del più alto numero di emittenti, nell’ambito di
un disegno complessivo che vede l’integrazione di più metodologie di rilevazione adatte
alle varie tipologie di emittenti, senza per questo attuare una discriminazione tra le
stesse.
Poiché l’obiettivo delle rilevazioni degli indici di ascolto è quello di generare dati
precisi , affidabili e statisticamente corretti, la combinazione tra le varie metodologie
dovrebbe consentire, sia pure in maniera proporzionata nel tempo e tenuto conto dello
stato di evoluzione dei mezzi di rilevazione più innovativi, nonché della sostenibilità
economica della ricerca, di pervenire ad una diversificazione dei mezzi di rilevazione
adatta alla specificità di ciascun comparto, in base alle dimensioni delle emittenti. Tale
obiettivo deve essere raggiunto senza comunque generare una discriminazione tra le
diverse tipologie da investigare. Per evitare il possibile effetto discriminatorio i costi
delle ricerche, seppure distinte, dovrebbero quindi essere equamente ripartiti tra le vari
componenti del settore, anche nell’ambito di un generale principio di mutualità diretto a
soddisfare il massimo numero di radio ai minori costi.
Sull’altro versante, una simile scelta dovrebbe, però, condurre al ripensamento della
logica del “nastro unico di pianificazione”, sia per non generare effetti discriminatori,
sia per evitare il ripetersi di possibili errori statistici derivanti dalla confluenza di dati
provenienti da ricerche diverse attraverso interventi di data fusion ed innesti ex post.
Infine, quanto all’innovazione dei mezzi di investigazione degli indici di ascolto
radiofonici, dall’esame di analoghe esperienze in atto in altri Paesi europei e dalle
proposte pervenute emerge che i tempi sono ormai maturi per l’adozione di strumenti di
rilevazione dotati di sempre minor soggettività, seppure necessariamente integrati da
strumenti di rilevazione soggettiva al fine di consentire, tenuto conto della sostenibilità
economica della ricerca, la rilevazione del maggior numero di soggetti possibile.
TUTTO CIO’ PREMESSO
CONSIDERATA l’esigenza di acquisire il punto di vista dei soggetti interessati
sugli indirizzi operativi per la riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di
ascolto radiofonici individuati dall’Autorità nel presente provvedimento;
RILEVATA, altresì, l’opportunità, coniugando le esigenze di partecipazione al
procedimento e di celerità della costituzione della nuova organizzazione degli indici di
ascolto radiofonici, di costituire presso l’Autorità un tavolo tecnico in funzione di
ausilio al raggiungimento di una posizione il più possibile condivisa dai soggetti
interessati, onde pervenire alla definitiva individuazione di una organizzazione
sistematica della rilevazione degli indici di ascolto radiofonici che garantisca la
correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della rilevazione sia sotto l’aspetto
della governance che della metodologia da impiegare;
UDITA la relazione dei Commissari Sebastiano Sortino e Antonio Martusciello,
relatori ai sensi dell’art. 29 del Regolamento concernente l’organizzazione e il
funzionamento dell’Autorità;
DELIBERA
Articolo 1
1. E’ avviata la consultazione pubblica sugli indirizzi per la riorganizzazione
dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici illustrati dall’Autorità nelle
premesse del presente provvedimento.
2. Nell’ambito della consultazione pubblica di cui al comma 1 è costituito presso
l’Autorità un tavolo tecnico in funzione di ausilio al raggiungimento di una posizione il
più possibile condivisa di tutti i soggetti interessati, onde pervenire alla definitiva
individuazione di un’organizzazione sistematica della rilevazione degli indici di ascolto
radiofonici che garantisca la correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della
ricerca sia con riferimento alla governance che all’impianto metodologico da attuare.
3. Le modalità di consultazione e di costituzione del tavolo tecnico sono riportate,
rispettivamente, negli allegati A e B alla presente delibera, di cui costituiscono parte
integrante.
4. All’esito della consultazione pubblica di cui al presente provvedimento e dei lavori
del tavolo tecnico, che devono concludersi entro novanta giorni dalla data di
pubblicazione della presente delibera nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana,
l’Autorità si riserva di adottare la definitiva organizzazione dell’attività di rilevazione
degli indici di ascolto.
La presente delibera è pubblicata, priva degli allegati A e B, nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e, integralmente, nel sito web dell’Autorità.
Napoli, 20 dicembre 2011
IL PRESIDENTE
Corrado Calabrò
IL COMMISSARIO RELATORE IL COMMISSARIO RELATORE
Sebastiano Sortino Antonio Martusciello
Per attestazione di conformità a quanto deliberato
IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Viola
 
 
Allegato A alla delibera n. 320 del 20 dicembre 2011
MODALITÀ DI CONSULTAZIONE
Con la delibera n. 182/11/CSP del 6 luglio 2011 recante “Linee guida
sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici”,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 169 del 22 luglio 2011,
l’Autorità, a seguito della messa in liquidazione della società Audiradio, ha invitato i
soggetti del comparto radiofonico alla riorganizzazione del sistema di rilevazione degli
indici di ascolto che risponda alle caratteristiche illustrate nella delibera stessa,
assegnando il termine di novanta giorni decorrente dalla sua pubblicazione per la
presentazione di proposte di riorganizzazione.
In esito a tale delibera sono pervenute le proposte dettagliatamente illustrate nelle
premesse del presente provvedimento, in relazione alle quali l’Autorità ha rilevato
l’esistenza di alcune divergenze in ordine alla metodologia da impiegare nella futura
riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici.
Pertanto l’Autorità ha individuato una serie di indirizzi operativi per la riorganizzazione
dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici, diffusamente illustrati
nelle premesse del provvedimento, in merito ai quali intende acquisire, tramite
consultazione pubblica, osservazioni e commenti delle parti interessate, riservandosi di
adottare la definitiva organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto
all’esito di tale consultazione e della conclusione dei lavori del tavolo tecnico di cui
all’articolo 1, comma 2 del provvedimento.
Le comunicazioni, recanti la dicitura “Consultazione pubblica sull’organizzazione
dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici e costituzione di un tavolo
tecnico” , con l’indicazione della denominazione del soggetto rispondente, potranno
essere inviate, entro il termine tassativo di 90 giorni dalla pubblicazione della delibera n.
320/11/CSP nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, tramite raccomandata
con avviso di ricevimento, corriere o raccomandata a mano, al seguente indirizzo:
Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Direzione contenuti audiovisivi e
multimediali, via Isonzo 21/b, 00198 Roma ovvero all’indirizzo di posta certificata
dic@agcom.it.
Le comunicazioni fornite dai soggetti che aderiscono alla consultazione non
precostituiscono alcun titolo, condizione o vincolo rispetto ad eventuali successive
decisioni dell’Autorità stessa.
 
I soggetti interessati possono chiedere, con apposita istanza, di illustrare nel corso di
un’audizione le proprie osservazioni, sulla base del documento scritto inviato in
precedenza. La suddetta istanza deve pervenire all’Autorità almeno dieci giorni prima
della scadenza del termine sopra indicato. Nella medesima istanza dovrà essere indicato
un referente ed un contatto telefonico o di posta elettronica per l’inoltro di eventuali
successive comunicazioni.
I soggetti rispondenti dovranno allegare alla documentazione fornita la dichiarazione di
cui all’art. 3 del regolamento in materia di accesso agli atti, approvato con delibera n.
217/01/CONS e successive modifiche, contenente l’indicazione dei documenti o le parti
di documento da sottrarre all’accesso e gli specifici motivi di riservatezza o di
segretezza che giustificano la richiesta stessa.
In considerazione dell’opportunità di pubblicare le comunicazioni fornite, i soggetti
rispondenti potranno altresì allegare alla documentazione inviata l’indicazione dei
contenuti da sottrarre all’accesso e alla eventuale pubblicazione.
 
Allegato B alla delibera n. 320/11/CSP del 20 dicembre 2011
MODALITÀ DI COSTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DEL TAVOLO
TECNICO
Nell’ambito della consultazione pubblica di cui all’articolo 1, comma 1, del presente
provvedimento, l’Autorità ha rilevato l’esigenza, coniugando le esigenze di
partecipazione al procedimento e di celerità della costituzione della nuova
organizzazione degli indici di ascolto radiofonici, di costituire un tavolo tecnico in
funzione di ausilio al raggiungimento di una posizione il più possibile condivisa di tutti i
soggetti interessati, onde pervenire alla individuazione di una organizzazione
sistematica della rilevazione degli indici di ascolto radiofonici che garantisca la
correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della rilevazione sia sotto l’aspetto
della governance che della metodologia da impiegare .
Al tavolo tecnico istituito presso l’Autorità sono invitati a partecipare i soggetti
interessati alla riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto
radiofonici e possono essere chiamati a partecipare esperti di comprovata esperienza nel
settore della ricerca degli indici di ascolto radiofonici . Il coordinamento dei lavori è
affidato al Direttore della Direzione contenuti audiovisivi e multimediali. I soggetti
interessati sono invitati a far prevenire, entro dieci giorni dalla pubblicazione della
presente delibera nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana,la propria richiesta
di adesione al tavolo tecnico, indirizzata a Autorità per le garanzie nelle comunicazioni,
Direzione contenuti audiovisivi e multimediali, via Isonzo 21/b, 00198 Roma ovvero ,
entro il medesimo termine, in formato elettronico, all’indirizzo di posta certificata
dic@agcom.it.
Con la delibera n. 182/11/CSP del 6 luglio 2011 recante “Linee guida sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 169 del 22 luglio 2011, l’Autorità, a seguito della messa in liquidazione della società Audiradio, ha invitato i soggetti del comparto radiofonico alla riorganizzazione del sistema di rilevazione degli indici di ascolto che risponda alle caratteristiche illustrate nella delibera stessa, assegnando il termine di novanta giorni decorrente dalla sua pubblicazione per la presentazione di proposte di riorganizzazione.
 
In esito a tale delibera sono pervenute le proposte dettagliatamente illustrate nelle premesse del presente provvedimento, in relazione alle quali l’Autorità ha rilevato l’esistenza di alcune divergenze in ordine alla metodologia da impiegare nella futura riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici. Pertanto l’Autorità ha individuato una serie di indirizzi operativi per la riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici, diffusamente illustrati nelle premesse del provvedimento, in merito ai quali intende acquisire, tramite consultazione pubblica, osservazioni e commenti delle parti interessate, riservandosi diadottare la definitiva organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto all’esito di tale consultazione e della conclusione dei lavori del tavolo tecnico di cui all’articolo 1, comma 2 del provvedimento. Le comunicazioni, recanti la dicitura “Consultazione pubblica sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici e costituzione di un tavolo tecnico” , con l’indicazione della denominazione del soggetto rispondente, potranno essere inviate, entro il termine tassativo di 90 giorni dalla pubblicazione della delibera n. 320/11/CSP nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, tramite raccomandata con avviso di ricevimento, corriere o raccomandata a mano, al seguente indirizzo: Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Direzione contenuti audiovisivi e multimediali, via Isonzo 21/b, 00198 Roma ovvero all’indirizzo di posta certificata dic@agcom.it. Le comunicazioni fornite dai soggetti che aderiscono alla consultazione non precostituiscono alcun titolo, condizione o vincolo rispetto ad eventuali successive decisioni dell’Autorità stessa. I soggetti interessati possono chiedere, con apposita istanza, di illustrare nel corso di un’audizione le proprie osservazioni, sulla base del documento scritto inviato in precedenza. La suddetta istanza deve pervenire all’Autorità almeno dieci giorni prima della scadenza del termine sopra indicato. Nella medesima istanza dovrà essere indicato un referente ed un contatto telefonico o di posta elettronica per l’inoltro di eventuali successive comunicazioni. I soggetti rispondenti dovranno allegare alla documentazione fornita la dichiarazione di cui all’art. 3 del regolamento in materia di accesso agli atti, approvato con delibera n. 217/01/CONS e successive modifiche, contenente l’indicazione dei documenti o le parti di documento da sottrarre all’accesso e gli specifici motivi di riservatezza o di segretezza che giustificano la richiesta stessa. In considerazione dell’opportunità di pubblicare le comunicazioni fornite, i soggetti rispondenti potranno altresì allegare alla documentazione inviata l’indicazione dei contenuti da sottrarre all’accesso e alla eventuale pubblicazione.
 
Allegato B alla delibera n. 320/11/CSP del 20 dicembre 2011
 
MODALITÀ DI COSTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DEL TAVOLO TECNICO
 
Nell’ambito della consultazione pubblica di cui all’articolo 1, comma 1, del presente provvedimento, l’Autorità ha rilevato l’esigenza, coniugando le esigenze di partecipazione al procedimento e di celerità della costituzione della nuova organizzazione degli indici di ascolto radiofonici, di costituire un tavolo tecnico in funzione di ausilio al raggiungimento di una posizione il più possibile condivisa di tutti i soggetti interessati, onde pervenire alla individuazione di una organizzazione sistematica della rilevazione degli indici di ascolto radiofonici che garantisca la correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della rilevazione sia sotto l’aspetto della governance che della metodologia da impiegare. Al tavolo tecnico istituito presso l’Autorità sono invitati a partecipare i soggetti interessati alla riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici e possono essere chiamati a partecipare esperti di comprovata esperienza nel settore della ricerca degli indici di ascolto radiofonici. Il coordinamento dei lavori è affidato al Direttore della Direzione contenuti audiovisivi e multimediali. I soggetti interessati sono invitati a far prevenire, entro dieci giorni dalla pubblicazione della presente delibera nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana,la propria richiesta di adesione al tavolo tecnico, indirizzata a Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Direzione contenuti audiovisivi e multimediali, via Isonzo 21/b, 00198 Roma ovvero, entro il medesimo termine, in formato elettronico, all’indirizzo di posta certificata dic@agcom.it.
 
DELIBERA N. 320/11/CSP
 
CONSULTAZIONE PUBBLICA SULL’ ORGANIZZAZIONE
DELL’ATTIVITA’ DI RILEVAZIONE DEGLI INDICI DI ASCOLTO
RADIOFONICI E COSTITUZIONE DI UN TAVOLO TECNICO
 
L’AUTORITÀ
NELLA riunione della Commissione per i Servizi e i Prodotti del 20 dicembre
2011;
VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “ Istituzione dell’Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle comunicazioni e radiotelevisivo”
e, in particolare, l’articolo 1, comma 6, lettera b), n. 11);
VISTO il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come modificato dal
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44, recante il “Testo Unico dei servizi di media
audiovisivi e radiofonici;”
VISTO l’Atto di indirizzo sulla rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione
dei mezzi di comunicazione approvato con delibera n. 85/06/CSP del 16 maggio 2006,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 123 del 29 maggio 2006;
VISTA la delibera n. 130/06/CSP recante “Misure attuative per l’acquisizione,
l’elaborazione e la gestione delle informazioni richieste nell’Atto di indirizzo sulla
rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione”,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 174 del 28 luglio 2006;
VISTA la delibera n. 75/09/CSP del 5 maggio 2009 recante “Misure e
raccomandazioni nei confronti della società AUDIRADIO in materia di rilevazione
degli indici di ascolto radiofonici”;
VISTA la delibera n. 182/11/CSP del 6 luglio 2011 recante “Linee guida
sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici”,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 169 del 22 luglio 2011,
con la quale, a seguito della messa in liquidazione della società Audiradio, i soggetti del
comparto radiofonico sono stati invitati alla riorganizzazione del sistema di rilevazione
degli indici di ascolto che risponda alle caratteristiche illustrate nella delibera stessa,
assegnando il termine di novanta giorni decorrente dalla sua pubblicazione per la
presentazione di proposte di riorganizzazione;
RILEVATO che in esito alla predetta delibera i soggetti del comparto
radiofonico hanno trasmesso le proposte di seguito sintetizzate
Sintesi delle proposte pervenute
-Le associazioni RNA, FRT e AERANTI hanno presentato una proposta unitaria, cui
aderiscono anche RDS, RTL, Radio Italia, Gruppo L’Espresso, Gruppo Finelco,
Radio Maria, Radio Radicale e Radio & Reti, che prevede la costituzione di una
società consortile per la rilevazione dell’ascolto radiofonico in Italia, il cui progetto è
articolato come segue:
Metodologia
 Ricerca telefonica con metodologia CATI con almeno 120.000 interviste;
 Ricerca integrativa con metodologia Panel “Meter” con almeno 7.000
panelisti;
 Eventuali ricerche qualitative specialistiche per esigenze di settore che
possano interessare la radiofonia nel suo complesso.
Governance
La struttura societaria proposta è quella della società consortile a r.l. aperta agli editori
radiofonici e al mercato pubblicitario, composta da associazioni degli attori del
mercato, da editori radiofonici nazionali (privati/pubblici/no-profit), da associazioni di
editori radiofonici locali e concessionarie di pubblicità per le radio locali aventi
rappresentatività nazionale, con un capitale sociale di 200.000 euro ripartito in quote
di “garanzia” suddivise tra le associazioni che rappresentano il mercato (UPA e
Assocomunicazioni , due terzi agli editori radiofonici nazionali (pubblici e privati), un
terzo ai soggetti che rappresentano gli editori radiofonici locali , in misura comunque
non inferiore al 30% del capitale sociale. Gli organismi di governance sono costituiti
dall’Assemblea consortile, dall’Amministratore unico, dal Collegio dei Sindaci
revisori, dal Comitato tecnico di gestione della ricerca e dal Comitato dei Garanti. Le
decisioni sono assunte all’unanimità per quanto riguarda la metodologia e l’avvio della
prima ricerca e con la maggioranza del 75% del capitale per le decisioni successive.
L’Assemblea autorizza il budget annuale per la ricerca ed autorizza, su proposta del
Comitato tecnico, la metodologia e la sua esecuzione. L’Amministratore unico si
occupa della gestione economica e dell’ordinaria amministrazione, mentre
l’approvazione dei progetti di ricerca spetta esclusivamente all’Assemblea. Il Comitato
tecnico di gestione della ricerca, composto da soggetti individuati dal Mercato,
Comparto nazionale (quota totale 2/3), Comparto locale (quota totale 1/3),
Componenti aggiunti senza diritto di voto (ivi compreso un rappresentante Agcom se
nominato), ha il compito di proporre, vigilare e controllare la ricerca e definire le
procedure di controllo da affidare a soggetti esterni, mediante decisioni da assumere
maggioranza. Il Comitato dei Garanti, composto da tre esperti di riconosciuta
esperienza e professionalità, ciascuno designato dalle componenti Mercato, Radio
nazionali, Radio locali, è nominato dall’Assemblea ed ha il compito di effettuare la
validazione tecnico-scientifica del progetto di ricerca con riguardo ai parametri
statistici utilizzati ( quali estrazione , numerosità, profilo e distribuzione geografica del
campione, soglie di attendibilità statistica, validazione delle procedure di controllo).
-L’associazione AERANTI-CORALLO ha ulteriormente precisato, nel corso di
autonoma audizione, la propria posizione adesiva al progetto sopra illustrato,
evidenziando che le emittenti locali generano un ascolto pari ad 1/3 degli ascolti del
mezzo radiofonico su base nazionale e che, pertanto, la nuova organizzazione
societaria degli indici di ascolto radiofonici non potrà non prevedere la presenza delle
radio locali per almeno un terzo delle quote societarie. Ha, inoltre richiesto che si
preveda l’unanimità per l’assunzione della decisione relativa alla prima indagine che
verrà commissionata dalla nuova entità e che le modifiche siano assunte con una
maggioranza qualificata del 75% del capitale sociale. Inoltre, ha ribadito la propria
preferenza per una indagine unica per le emittenti nazionali e per le emittenti locali,
evidenziando che mentre le emittenti nazionali possono competere solo sul mercato
della pubblicità nazionale, le emittenti locali, attraverso i consorzi e circuiti , possono
competere sia sul mercato della raccolta pubblicitaria locale che su quello nazionale e
tale aspetto giustifica l’unicità della ricerca.
-La proposta presentata dalla società Monradio è quella di pervenire ad un sistema di
misurazione dell’ascolto radiofonico evoluto ed in grado di rappresentare il fenomeno
nella sua complessità e dinamicità. Infatti, secondo la società, l’evoluzione digitale e
l’accresciuta possibilità di ascoltare la radio attraverso una molteplicità di device,
rendono ampiamente superati i sistemi basati sulla notorietà di marca, sulle abitudini
di ascolto o sul ricordo. L’indagine attraverso interviste telefoniche è fortemente
penalizzata dal fenomeno dell’autoselezione dei campioni e non è efficace nella
misurazione dell’ascolto digitale o multipiattaforma. La società ritiene pertanto che il
nuovo sistema non possa che basarsi sulla rilevazione passiva attraverso meter
portatile, metodologia che ritiene raggiungibile in tempi definibili e contenuti. Il
progetto è articolato come segue
Metodologia
 Ricerca di base sulla radio in Italia che i) investighi i comportamenti, gli stili
di vita, i consumi, le dotazioni tecnologiche, le modalità di ascolto e di
consumo della radio; ii) indici il volume totale degli ascoltatori/non ascoltatori;
iii) definisca i parametri di costruzione di un Panel rappresentativo
dell’ascolto/non ascolto della popolazione residente in Italia, condotta
attraverso il metodo delle interviste personali a domicilio (CAPI), con
stratificazione regionale una o due volte l’anno
 Indagine sull’ascolto della radio e delle emittenti per misurare l’ascolto del
mezzo di tutte le emittenti iscritte , che produce dati uniformi per tutte le
emittenti, diversificati per periodo di rilascio (trimestre, semestre, anno), per
significatività del dato (quarto d’ora o fascia; giorno o giorno medio; tipo
giorno; 7 o 7-14 gg), per significatività del profilo (target completi o
aggregati). L’indagine sarà transitoriamente effettuata con metodo panel diari
on line (cartacei solo per quote marginali) dimensionato su 20.000 interviste
all’anno suddivise in cicli trimestrali. Dal 2013 il Panel diari sarà sostituito dal
meter con standard encoding .
 Qualora lo strumento del panel diari e, successivamente, del meter non dovesse
essere sufficiente a rilevare l’ascolto del mercato locale, si prevede
l’introduzione di una indagine aggiuntiva, con un campione costituito secondo
i parametri della ricerca di base, reclutato ad hoc nei bacini provinciali di
interesse e destinato esclusivamente alle emittenti locali di dimensioni più
piccole. In questo caso la metodologia proposta è l’indagine CATI con un
nastro di pianificazione distinto.
Governance
La proposta prevede che la misurazione degli indici di ascolto sia effettuata da un ente
o società all’uopo costituita che risponda ai criteri individuati dall’Agcom e che affidi
la ricerca ad almeno due Istituti di ricerca di comprovata esperienza.
-La proposta presentata dalla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per
l’individuazione di un nuovo sistema di indagine sulla radio si basa sull’esigenza di
disporre di dati di ascolto oggettivi, affidabili, ampi, profondi e tempestivi. Tale
obiettivo, secondo la Rai, rende obsoleti i metodi basati su notorietà e ascolto
abitudinario, i quali non consentono una rilevazione passiva, e perciò oggettiva, e non
colgono le trasformazioni di ascolto che il mezzo radiofonico sta attraversando a
seguito dell’evoluzione tecnologica in corso . Il progetto si articola come segue.
Metodologia
 Ricerca di base per la definizione di un panel rappresentativo delle abitudini e
modalità di ascolto della radio da parte della popolazione residente in Italia
con interviste face to face (CAPI), una volta l’anno, per un numero pari a
30.000.
 Indagine sull’ascolto della radio mediante diari-meter con l’utilizzo di un
nastro di pianificazione che produce dati uniformi per tutte le emittenti,
diversificati per periodo di rilascio (trimestre, semestre, anno), per
significatività del dato (quarto d’ora o fascia; giorno o giorno medio; tipo
giorno; 7 o 7-14 gg); per significatività del profilo (target completi o
aggregati). L’indagine sull’ascolto sarà transitoriamente effettuata con metodo
panel diari on line (cartacei solo per quote marginali) , dimensionato su 20.000
interviste all’anno suddivise in cicli trimestrali, in grado di produrre stime
accurate per circa 70 emittenti nazionali e locali con ascolto compreso tra 6,2
milioni e 100.000 . Dal 2013 il panel diari sarà progressivamente sostituito dal
Meter (standard encoding) .
 Indagine sull’ascolto provinciale da effettuare con il metodo CATI con un
periodo di rilascio da definire e con un nastro di pianificazione “dedicato”,
distinto dal nastro panel., con numerosità da definire in base alle Province e al
numero delle radio operanti
La Rai ritiene che la diversificazione dell’indagine di ascolto in base alle
caratteristiche delle radio da investigare (nazionali, locali di grandi e medie
dimensioni, locali di piccole dimensioni) sia più aderente alla realtà del mercato ed
eviti i difetti insanabili dell’indagine Audiradio, fondati su innesti ibridi e operazioni
di data fusion elaborati ex post .
Quanto all’introduzione del meter, il documento depositato da Rai illustra lo stato
delle sperimentazioni svolte al riguardo che hanno portato all’individuazione di due
sistemi basati su differenti standard: audiomatching che si basa sul riconoscimento
automatico di una traccia sonora ed encoding che si basa sul riconoscimento
automatico di un codice-stazione. La preferenza espressa dalla concessionaria è per il
sistema encoding che consente una maggiore tracciabilità del segnale sulle varie
piattaforme di trasmissione e device di ascolto e , attraverso la corrispondenza
biunivoca “emittente-codice” è idoneo a superare le annose controversie sulla
trasparenza dei marchi delle emittenti.
Governance
La Rai propone una società fondata su una struttura duale in grado di superare criticità
e conflitti mediante la ripartizione delle competenze tra un Organo di sorveglianza e
un Organo di gestione. Un ristretto collegio formato da personalità indipendenti ha il
compito di garantire la correttezza scientifica e la qualità tecnica delle attività di
ricerca.
-La proposta presentata dal Gruppo Editoriale l’Espresso parte dalla considerazione
che l’esperienza contrastata di Audiradio impone una doppia priorità, da un lato la
ripresa urgente delle rilevazioni ed il superamento degli equivoci che hanno indotto le
diverse parti a risolvere un dibattito tecnico con proposte parziali, dall’altro
l’introduzione di un’indagine, universalmente condivisa, in grado di rilevare l’ascolto
della radiofonia italiana nel suo complesso per ogni singola emittente nazionale e
locale, attraverso l’utilizzo di una metodologia unitaria ed evoluta. Ulteriore obiettivo
di un sistema aggiornato è quello di favorire il progressivo ampliamento degli
investimenti pubblicitari sul mezzo radiofonico, da tempo attestati ad una quota
nettamente inferiore di quella degli altri Paesi europei, obiettivo che rende insufficienti
i metodi basati esclusivamente su notorietà, ricordo e ascolto abitudinario. La proposta
è articolata come segue.
Metodologia
Sul presupposto che ad oggi la mancanza di una compagine societaria unica rende
impossibile l’attuazione di un’indagine innovativa, unitaria e condivisa, il Gruppo
l’Espresso, insieme alla consapevolezza della necessità di un intervento urgente, è al
momento favorevole ad acquistare il miglior prodotto che il mercato possa offrire che
offra una metodologia in continuità con il passato ma in grado di sperimentare il
futuro, che faccia conseguire dati affidabili per le radio nazionali e locali, che sia in
grado di fornire misurazioni dell’audience ed informazioni qualitative sul profilo degli
ascoltatori e che utilizzi le tecnologie più avanzate, con il duplice vantaggio di essere
un’indagine fornita da un soggetto terzo e, pertanto, non proprietaria e di fornire i dati
già dalla prossima primavera 2012.
Pertanto, la ricerca deve basarsi sui seguenti elementi :
 Un’indagine di base CATI, con un campione di 120.000 individui,
studiato per rilevare nel modo più affidabile sia le radio nazionali che
quelle locali, che rileva l’ascolto quotidiano in totale e per quarto d’ora.
 Un ampio panel di 10.000 o 14.000 individui, basato sul meter e su un
questionario elettronico/dialogatore, in grado di qualificare gli ascolti
(frequenze, modalità, piattaforme) e gli ascoltatori (target) , su 7, 14, 21,
28 giorni. Le informazioni non soddisfatte dal meter vengono indagate
attraverso il questionario elettronico che rileva le modalità di esposizione
alla radio e le piattaforme utilizzate, oltre che le diverse caratteristiche
socio demografiche.
Per quanto riguarda il futuro, il Gruppo Espresso condivide l’introduzione di una
ricerca di base e l’adozione di un panel meter, ma evidenzia che l’apporto del meter
andrà comunque considerato congiuntamente all’attivazione di modalità integrative di
rilevazione, attraverso strumenti innovativi che amplino le informazioni disponibili
sulle diverse piattaforme e modalità di fruizione, in quanto la scelta della sola
rilevazione passiva farebbe della ricerca radio un caso unico nel panorama nazionale.
Il passaggio da una modalità di misurazione ad un’altra deve, inoltre, essere
sperimentato e collaudato in modo da risultare scientificamente corretto , procedendo
con gradualità , in continuità con il passato ma rivolti al futuro.
Governance
Sulla governance , il Gruppo Espresso evidenzia che la nuova impresa di rilevazione
dovrà prevedere la presenza di UPA ed Assocomunicazione, soggetti imprescindibili
per una compagine societaria pienamente rappresentativa.
-La proposta presentata da Radio24 persegue gli obiettivi di dare il giusto peso alla
radio, mezzo ad altissima penetrazione ma sottovalutato nel rapporto con altri media,
di individuare un modello equo, trasparente e in grado di rappresentare correttamente
il mercato, di creare un sistema innovativo che tenga conto dell’evoluzione digitale
con una prospettiva di lungo termine con un impianto di ricerca che sia
economicamente sostenibile dall’industria radiofonica. Secondo la società, lo scenario
di oggi è totalmente diverso da quello che ispirò a suo tempo la scelta di rilevare gli
ascolti con l’indagine telefonica CATI, in quanto il contenuto radiofonico può oggi
essere fruito, oltre che nella classica modalità di ascolto, tramite le piattaforme digitali
televisive ( satellitare, DTT) , con iPod e cellulare, via web utilizzando il PC, lo
smartphone o il tablet, in contemporanea o in differita . La mancanza di una ricerca di
base rende non quantificabile l’impatto dei nuovi fenomeni per cui il nuovo sistema di
rilevazione dovrebbe, innanzitutto, consentire di distinguere l’ascolto del mezzo per
piattaforma. La proposta è articolata come segue.
Metodologia
Radio 24 propone un impianto metodologico che superi i limiti della metodologia
CATI e tenga conto della specificità dei due comparti – nazionale e locale –
riconsiderando l’impostazione rigidamente unitaria del passato, così articolato:
 Metodologia di ricerca basata su un panel completo di una indagine di base che
qualifichi la relazione dell’ascoltatore con il mezzo, da realizzare con interviste
personali (CAPI). In prospettiva, rilevazione di tipo meter, con un panel di
lunga durata per garantire la stabilità dei dati, a costi minori rispetto a panel di
breve durata.
 Tenuto conto che il passaggio diretto al meter non è possibile, individuazione
di un “periodo ponte” in cui la rilevazione verrà effettuata tramite diari che
rilevino l’ascolto multipiattaforma, basata su 20.000 casi all’anno di panel
diari, con fornitura di dati secondo tre periodicità (annuale, semestrale e
trimestrale ) in grado di rilevare gli ascolti di circa 70 emittente di grandi
dimensioni. Per le altre emittenti, realizzazione di una CATI su un campione
reclutato ad hoc nei bacini provinciali di interesse, producendo dati semplificati
rispetto all’indagine panel e di conseguenza un nastro di pianificazione
distinto.
 Utilizzazione di meter con tecnologia encoding per garantire che gli ascolti
siano correttamente attribuiti alla piattaforma utilizzata dall’utente, collocando
in modo automatico l’ascolto time shifted.
Governance
Radio 24 propone la costituzione di una società che confermi il modello costituito
dalle tre principali componenti del settore (servizio pubblico, soggetti privati e
mercato) e che assuma le decisioni con il sistema delle maggioranze semplici,
prevedendo quorum differenziati solo nei casi in cui tali decisioni siano di natura
strategica. Inoltre propone la demarcazione netta tra il Consiglio di amministrazione e
il Comitato tecnico, garantendo la massima neutralità nell’operato di quest’ultimo.
-Le associazioni UPA e Assocomunicazione che rappresentano gli utenti pubblicitari,
intervenuti congiuntamente in audizione, hanno posto l’accento sull’importanza
prevedere una rilevazione passiva dell’audience, evidenziando come il meter sia lo
strumento più appropriato per superare la soggettività legata alla memoria degli
intervistati ed hanno fatto presente che un progetto finalizzato all’adozione del meter
in Italia era già allo studio del Consiglio di amministrazione di Audiradio, prima dello
scioglimento di quest’ultima. L’iniziativa di Audiradio teneva conto dei sistemi di
rilevazione dell’ascolto radiofonico in uso negli altri Paesi europei ed extra-europei
dove il meter è già in fase di utilizzo o di avanzata sperimentazione .
Nello stesso tempo le due associazioni hanno puntualizzato che il solo sistema di
rilevazione attraverso meter non è sufficiente a investigare tutto l’ascolto radiofonico,
soprattutto con riferimento alle emittenti locali, che in Italia sono numerosissime e
presentano ambiti di irradiazioni estremamente diversificati tra loro. Pertanto la
rilevazione attraverso il meter deve essere necessariamente integrata da altri metodi di
ricerca quali l’indagine CATI o il metodo Panel Diari. Poiché entrambi i metodi
hanno un largo margine di soggettività, in quanto sono basati sul ricordo
dell’ascoltatore, è preferibile lo strumento che in termini qualitativi e di minor costo
consenta di rilevare il maggior numero di emittenti e che si integri meglio con il meter
di prossima introduzione.
Infine, le associazioni hanno evidenziato come il mercato preferisca il ricorso ad un
unico nastro di pianificazione, dove confluiscono sia gli ascolti delle radio nazionali
che gli ascolti delle radio locali , per orientare gli investimenti pubblicitari diretti sia al
mercato nazionale che a quello locale.
-La proposta presentata dall’associazione REA prevede che l’attività di rilevazione
degli indici di ascolto sia svolta direttamente dall’Autorità, attraverso un soggetto non
in “conflitto di interessi” con i settori della pubblicità e dell’attività radiotelevisiva,
mediante l’affidamento ad un Ente pubblico (ad esempio ISTAT o Cattedra
Universitaria) , e con assoluta estraneità delle associazioni di categoria nella gestione
delle indagini. Da un punto di vista metodologico, la ricerca dovrebbe avvalersi di
una corretta “mappatura” delle aree di servizio (bacini di utenza) delle diverse
emittenti partecipanti alla rilevazione , ed individuare criteri per l’eliminazione delle
omonimie dei marchi, per l’impostazione delle interviste, per la pubblicazione dei dati,
per l’iscrizione alle indagini, per il finanziamento della ricerca e per la determinazione
delle quote di partecipazione e del sistema di pagamento.
-CNR , in qualità di società concessionaria per la raccolta di pubblicità, ritiene
auspicabile la formazione di una nuova compagine societaria che possa rappresentare
in maniera organica il comparto radiofonico, nella quale siano rappresentate anche le
concessionarie per la raccolta di pubblicità nazionale, rappresentative in termini di
aggregazione di audience e quote di fatturato, con una governance che possa
contemplare e far valere le radio locali, come comparto che rappresenta un terzo
dell’intero mercato.
Sotto l’aspetto metodologico CNR propone un’indagine CATI, con un campione di
120.000 interviste, facilmente comprensibile dal mercato e con costi sostenibili, che
possa misurare sia il comparto delle emittenti nazionali che quello delle emittenti
locali. Un eventuale approfondimento qualitativo, attraverso un panel, integrativo
rispetto alla CATI, potrebbe essere accettabile, purché l’impianto metodologico sia
chiaramente orientato a dare la massima importanza all’indagine principale CATI.
Inoltre, la società non ritiene percorribile la metodologia meter , la quale – dati gli alti
costi – non consentirebbe di raggiungere un campione rappresentativo anche delle
emittenti locali , generando rischi di discriminazione per le emittenti che dispongono
di risorse molto limitate.
CONSIDERATO quanto segue:
Valutazioni dell’Autorità
L’art. 1, comma 6, lett. b), n. 11, della legge 249 del 1997 prevede che l’Autorità
“ cura la rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di
comunicazione; vigila sulla correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di
diffusione dei diversi mezzi di comunicazione rilevati da altri soggetti, effettuando
verifiche sulla congruità delle metodologie utilizzate e riscontri sulla veridicità dei dati
pubblicati, nonché sui monitoraggi delle trasmissioni e sull’operatore delle imprese che
svolgono le indagini”.
L’Autorità ha declinato il potere di cura e di vigilanza sui sistemi di rilevazione
degli indici di ascolto attribuitogli dalla legge, nella vigilanza sull’operato delle imprese
che svolgono tali indagini, con particolare attenzione sia alla validità della metodologia
utilizzata, sia alla veridicità dei dati diffusi ed alla trasparenza della rilevazione, sia,
infine, alla governance delle imprese1.
In applicazione di tali principi l’Autorità, con la delibera n. 85/06/CSP, ha
dettato i criteri generali sull’organizzazione dei soggetti realizzatori delle indagini sugli
1 Le funzioni di cura e di vigilanza che l’Autorità deve esercitare sulla rilevazione degli indici di ascolto
riguardano interessi pubblici considerati dal legislatore di tale rilievo da assimilare la loro manipolazione,
se effettuata con metodologie consapevolmente errate o mediante l’utilizzazione di dati falsi, alla falsità
materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 476, primo comma, codice penale,
richiamato dall’art. 1, comma 6, lett. b), n. 11, della legge 249/97). Ed infatti, indipendentemente dalla
qualificazione soggettiva del soggetto rilevatore, a tali dati è attribuita fede privilegiata in base alla
constatazione che gli indici di ascolto possono contribuire a rappresentare il fenomeno rilevato solo
attraverso la garanzia dei requisiti di oggettività e veridicità. Inoltre, intervenendo sul mercato della
raccolta pubblicitaria tali indici possono, in definitiva, influire sull’articolazione pluralistica dei mezzi di
comunicazione e, quindi, sul grado di pluralismo del settore radiotelevisivo, ambito che è rimesso alla
regolamentazione e vigilanza di questa Autori
indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione, sulle metodologie
di rilevamento e sulla pubblicazione e trasparenza delle indagini e con la delibera n.
75/09/CSP ha adottato specifiche misure e raccomandazioni in materia di rilevazione
degli indici di ascolto radiofonici .
Negli indirizzi impartiti con le citate delibere l’Autorità ha ritenuto valido il
modello organizzativo implementato in Italia sin dagli anni ‘80 che si basa, secondo il
modello consolidato prevalentemente utilizzato a livello europeo, sulla ripartizione del
capitale azionario tra imprese radiofoniche, pubbliche e private, ed investitori
pubblicitari. Tale modello (c.d. formula del JIC – Joint Industry Committees)
presuppone un’intesa tra le componenti di mercato in grado di garantire una sostanziale
e intrinseca stabilità, assicurando, in tal modo, un naturale equilibrio del sistema.
Le imprese radiofoniche operano sul mercato della raccolta pubblicitaria
direttamente, ovvero attraverso società concessionarie, per vendere agli inserzionisti i
propri spazi pubblicitari. Una delle variabili più importanti che concorre alla
collocazione di spazi pubblicitari sul mercato è costituita dall’audience conseguita dalle
emittenti attraverso la loro programmazione. La rilevazione dei contatti dei mezzi di
comunicazione nasce, pertanto, dalla necessità degli operatori e degli investitori di
quantificare l’effettivo numero di consumatori raggiunti dai vari mezzi di
comunicazione. L’intero sistema pubblicitario si basa sui servizi di misurazione di tali
contatti (c.d. media measurement services), i cui risultati incidono in modo
“proporzionale” sulla valorizzazione delle inserzioni. Ne deriva che l’esistenza di dati
univoci costituisce un requisito imprescindibile per il funzionamento degli scambi, onde
assicurare la convergenza di tutti gli interessi coinvolti nella misurazione degli indici di
ascolto, ed è quindi indispensabile che essa sia condivisa ex ante da tutti gli operatori e
venga sistematizzata attraverso meccanismi che garantiscano la trasparenza e
l’indipendenza della rilevazione.
Per assicurare la massima correttezza e trasparenza delle rilevazioni e la
concorrenza tra le imprese, il modello organizzativo descritto deve coniugare il
principio di efficienza con i principi di equità e non discriminazione, rendendo le
compagini societarie effettivamente rappresentative dell’intero settore di riferimento
Con la delibera n. 75/09 l’Autorità aveva dettato i criteri per l’allargamento
della compagine societaria della società Audiradio a nuovi soggetti e per una nuova
composizione del Consiglio di amministrazione, attraverso un progressivo
ribilanciamento delle partecipazioni storiche detenute dai soci e un allargamento del
capitale sociale alle componenti del settore della radiofonia non rappresentate, al fine di
assicurare una equa ripartizione del capitale sociale e la massima rappresentatività nella
composizione degli organi di gestione dell’impresa realizzatrice.
In relazione alla metodologia di ricerca, l’Autorità aveva richiesto una
maggiore correttezza e trasparenza delle rilevazioni, da attuare mediante una effettiva
separazione dell’organo di amministrazione dall’organo di gestione tecnica della ricerca
(Comitato tecnico) e l’implementazione di un sistema di controllo della qualità
dell’indagine, verificato da un organismo terzo, super partes, appositamente
individuato.
Il percorso di conformazione della società Audiradio agli indirizzi formulati
dall’Autorità si è rivelato particolarmente complesso. Infatti il processo di allargamento
della compagine societaria, ancorché deliberato dal Consiglio di amministrazione della
società nel corso del 2010 e completato con l’atto notarile del 18 gennaio 2011, non ha
trovato pratica ed effettiva attuazione in quanto la società non ha poi provveduto ad
approvare le modifiche statutarie necessarie a darvi attuazione, a causa di un’accesa
contrapposizione che si è sviluppata tra le diverse componenti della società, sia in
relazione alle regole di governance , sia in relazione alla metodologia. La situazione di
estrema criticità attraversata dalla società Audiradio ha, infine, portato al mancato
raggiungimento di un accordo tra i soci sull’approvazione del bilancio della società,
circostanza che ne ha determinato, pertanto, la messa in liquidazione.
Circa le proposte pervenute ai sensi della delibera n. 182/11/CSP, finalizzate
alla riorganizzazione del sistema di rilevazione degli indici di ascolto che risponda alle
caratteristiche individuate nelle delibere sopra citate, l’Autorità rileva una sostanziale
uniformità di vedute relativamente alla struttura societaria ed alla governance della
nuova entità organizzativa, mentre riscontra ancora una divergenza di opinioni
sull’impianto metodologico della ricerca .
La condizione di base per il corretto funzionamento del sistema di rilevazione
degli indici di ascolto radiofonici esige che i dati siano misurati per tutto il comparto di
riferimento mediante metodologie oggettive, corrette e trasparenti e da parte di imprese
che si dotino di un’organizzazione tale da assicurare la massima rappresentatività del
settore nel rispetto di condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie rilevabili dalle
regole di governante e dallo Statuto.
L’attività di vigilanza dell’Autorità non può, dunque, che rivolgersi a imprese
che svolgano indagini di ascolto nel senso sopra delineato, la cui organizzazione
societaria risponda ai criteri illustrati nella delibera n. 85/06/CSP e la cui metodologia,
improntata ai principi di correttezza, veridicità e trasparenza , risponda ai criteri
universalistici del campionamento e consenta la rilevazione dell’intero ascolto
radiofonico in maniera sistematica.
Organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici
Sulla base degli indirizzi e dei criteri già espressi nelle delibere sopra citate ed
alla luce di quanto emerso dalle proposte presentate dagli operatori ai sensi della
delibera n. 182/11/CSP, l’Autorità ritiene opportuno individuare ulteriori indirizzi
operativi per la riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto
radiofonici, relativi sia alla governance che all’impianto metodologico della ricerca, da
sottoporre a consultazione pubblica.
a) Indirizzi in materia di governance
Come sopra evidenziato, l’Autorità ritiene condivisibile un modello di organizzazione
basato sulla ripartizione del capitale sociale tra imprese radiofoniche (pubbliche e
private, commerciali , no profit, nazionali e locali) ed investitori pubblicitari, in quanto
lo stesso presuppone un’intesa tra le componenti di mercato tale da garantire una
sostanziale ed intrinseca stabilità, assicurando un naturale equilibrio del sistema.
L’assetto partecipativo, oltre ad assicurare la presenza di tutte le citate componenti del
mercato, deve inoltre essere omogeneo per caratteristiche dei componenti e per
suddivisione delle quote sociali, al fine di assicurare l’equilibrio dei soggetti
partecipanti in ragione della loro rappresentatività di mercato, prevedendo la presenza
delle radio locali, attraverso le associazioni rappresentative di tale settore, per almeno
un terzo delle quote societarie, in aderenza alla quota di ascolti generata da tale
comparto.
L’ingresso nella nuova organizzazione societaria va altresì garantito nel rispetto di
condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie, con l’adozione di regole statutarie
che non attribuiscano particolari diritti amministrativi ai singoli soci e con la previsione
di maggioranze qualificate per l’assunzione delle decisioni strategiche, quali
l’approvazione delle ricerche degli ascolti radiofonici .
Il Comitato tecnico, cui spetta il compito di proporre, vigilare e controllare la ricerca e
definire le procedure di controllo, pur riflettendo, nelle sue componenti, la struttura
dell’organo di amministrazione, deve comunque essere separato da quest’ultimo, con la
finalità di assicurarne l’indipendenza tecnica ed operativa. All’organo di gestione
tecnica della ricerca deve essere, inoltre, affiancato un organismo tecnico di garanzia
indipendente, con il compito di effettuare la validazione tecnico-scientifica del progetto
di ricerca, con particolare riguardo ai parametri statistici utilizzati, che fornisca report
periodici all’Autorità sul grado di affidabilità della ricerca stessa.
b) Indirizzi sull’impianto metodologico della ricerca
Al fine di garantire la valorizzazione dell’ascolto radiofonico, caratterizzato da
un’elevata qualità e quantità di programmi informativi e di intrattenimento, da
un’offerta pluralistica e multiforme e da un alto grado di innovazione tecnologica che
consente oggi all’utente la fruizione dei servizi radiofonici su diverse piattaforme di
distribuzione e su diversi device , si reputa opportuno il perfezionamento degli strumenti
di raccolta sin qui utilizzati, al fine di assicurare rilevazioni più oggettive ed affidabili.
L’esigenza di tenere conto dell’evoluzione dei mezzi di misurazione dell’audience
radiofonico in relazione all’innovazione tecnologica era stata, peraltro, espress
dall’Autorità già a partire dalla delibera n. 85/06/CSP. Alla luce dello sviluppo dello
scenario tecnologico che si è in seguito verificato, tale esigenza diviene ormai
imprescindibile, come dimostrano le esperienze in atto in altri Paesi europei dove sono
in corso avanzate sperimentazioni di nuovi metodi di ricerca dell’ascolto radiofonico.
Sotto altro profilo, l’Autorità ravvisa l’esigenza che la misurazione dell’ascolto
radiofonico avvenga nei confronti di tutto il comparto, e quindi, sia con riferimento
all’emittenza nazionale che a quella locale, al fine di non generare fenomeni di
esclusione di una quantità considerevole di soggetti minori, perseguendo criteri di equità
e non discriminazione. Il settore radiofonico italiano si caratterizza per la presenza di
soggetti aventi caratteristiche strutturali, organizzative ed economiche fortemente
differenziate tra loro . Come osservato nella delibera n. 75/09/CSP le esigenze di
pianificazione pubblicitaria delle varie tipologie di soggetti sono diverse tra loro: le
emittenti nazionali hanno necessità di pianificare le proprie campagne pubblicitarie e
verificarne immediatamente l’efficacia facendo riferimento a dati di ascolti del breve
periodo (in genere bimestrale); le emittenti locali, vista la maggiore variabilità delle loro
audience nel breve periodo, trovano nel dato aggregato per semestre uno strumento più
significativo e adeguato alla competizione nel mercato di riferimento, importante sia per
determinare gli investimenti pubblicitari, sia per individuare le strategie di modifica del
loro palinsesto. Anche i bacini di riferimento delle emittenti sono caratterizzati da
un’estrema variabilità ( nazionali, ultraregionali, regionali, provinciali) , circostanza che
produce impatto sulla misurazione degli ascolti radiofonici i quali, come in ogni
indagine campionaria, sono soggetti alla regola secondo la quale il coefficiente di
variazione di una stima è inversamente proporzionale all’ampiezza della stima stessa .
Tale variabilità è maggiormente riscontrabile negli ascolti delle emittenti locali, a causa
della parcellizzazione dei relativi bacini di utenza.
La circostanza che la ricerca radiofonica si rivolga a un settore composto da varie
tipologie di emittenti, ciascuna delle quali è regolata da specifiche norme relative alla
raccolta pubblicitaria2, e da specifici mercati di riferimento, fa sì che la ricerca, per
essere oggettiva ed affidabile, debba quindi soddisfare le peculiarità e specificità di
ciascuna tipologia .
Ne deriva che le metodologie da impiegare, che devono complessivamente consentire la
quotazione dell’ascolto radiofonico dell’intero comparto, debbono prevedere
l’integrazione di varie metodologie di rilevazione con l’obiettivo di soddisfare il
2 Ai sensi dell’art. 38 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici le emittenti
radiofoniche private commerciali in ambito nazionale possono trasmettere messaggi pubblicitari per il
18% orario , le emittenti radiofoniche private commerciali in ambito locale per il 25% orario, le emittenti
a carattere comunitario, nazionali e locali, per il 10% orario. Per le emittenti radiofoniche locali il tempo
massimo di trasmissione quotidiana è del 35% se comprende forme di pubblicità diverse dagli spot. La
pubblicità locale è riservata alle emittenti in ambito locale. Le emittenti locali autorizzate alle diffusioni
interconnesse possono trasmettere, oltre alla pubblicità nazionale, pubblicità locale diversificata per le
zone oggetto dell’autorizzazione, interrompendo temporaneamente l’interconnessione.
massimo delle esigenze qualitative e quantitative ragionevolmente perseguibili ,
tenendo in conto anche la sostenibilità economica della ricerca.
Dall’esame delle proposte pervenute ai sensi della delibera n. 182/11/CSP, tutte
comunque orientate a prevedere l’integrazione di diversi metodi di rilevazione (indagini
CATI, panel-diari, meter), le divergenze che emergono sono relative alla combinazione
di tali mezzi rispetto alle tipologie di emittenti da investigare (nazionali, locali di grandi
e medie dimensioni, locali di piccole dimensione). Da parte di alcuni soggetti si prevede
l’impiego di indagini CATI per il tutto il settore (comparto nazionale e comparto locale)
e l’impiego di indagini più approfondite (panel-diari, meter) in funzione integrativa
della ricerca CATI . Altri soggetti, invece, esprimono preferenza per metodologie non
integrative ma diversificate per tipologia di soggetti (emittenti di grandi e medie
dimensioni, emittenti di piccole dimensioni), ipotizzando il ricorso alle sole indagini
panel-diari e in prospettiva meter, per la prima tipologia, e il ricorso alle indagini CATI
per quotare l’ascolto di emittenti locali di dimensioni minori.
L’Autorità ritiene, in primo luogo, che l’indagine degli indici di ascolto radiofonici
debba basarsi su una ricerca di base, strumento di cui il settore radiofonico è al
momento sprovvisto a differenza delle ricerche degli indici di ascolto relative ad altri
mezzi di comunicazione. Tale strumento consente di investigare in maniera
approfondita e sistematica l’universo radiofonico anche in termini di nuove modalità di
fruizione dei contenuti, facendo emergere l’effettiva penetrazione del mezzo anche in
rapporto alle diverse piattaforme di distribuzione e ai differenti device utilizzati. Una
quotazione universalità dell’ascolto radiofonico in Italia, oltre a consentire al mezzo di
attrarre maggiori investimenti pubblicitari, rappresenta la precondizione per una
corretta formazione del campione da parre a base della ricerca dell’ascolto radiofonico.
Si osserva, inoltre, che le metodologie da impiegare per la rilevazione dovrebbero tenere
conto dell’esigenza di misurare l’ascolto del più alto numero di emittenti, nell’ambito di
un disegno complessivo che vede l’integrazione di più metodologie di rilevazione adatte
alle varie tipologie di emittenti, senza per questo attuare una discriminazione tra le
stesse.
Poiché l’obiettivo delle rilevazioni degli indici di ascolto è quello di generare dati
precisi , affidabili e statisticamente corretti, la combinazione tra le varie metodologie
dovrebbe consentire, sia pure in maniera proporzionata nel tempo e tenuto conto dello
stato di evoluzione dei mezzi di rilevazione più innovativi, nonché della sostenibilità
economica della ricerca, di pervenire ad una diversificazione dei mezzi di rilevazione
adatta alla specificità di ciascun comparto, in base alle dimensioni delle emittenti. Tale
obiettivo deve essere raggiunto senza comunque generare una discriminazione tra le
diverse tipologie da investigare. Per evitare il possibile effetto discriminatorio i costi
delle ricerche, seppure distinte, dovrebbero quindi essere equamente ripartiti tra le vari
componenti del settore, anche nell’ambito di un generale principio di mutualità diretto a
soddisfare il massimo numero di radio ai minori costi.
Sull’altro versante, una simile scelta dovrebbe, però, condurre al ripensamento della
logica del “nastro unico di pianificazione”, sia per non generare effetti discriminatori,
sia per evitare il ripetersi di possibili errori statistici derivanti dalla confluenza di dati
provenienti da ricerche diverse attraverso interventi di data fusion ed innesti ex post.
Infine, quanto all’innovazione dei mezzi di investigazione degli indici di ascolto
radiofonici, dall’esame di analoghe esperienze in atto in altri Paesi europei e dalle
proposte pervenute emerge che i tempi sono ormai maturi per l’adozione di strumenti di
rilevazione dotati di sempre minor soggettività, seppure necessariamente integrati da
strumenti di rilevazione soggettiva al fine di consentire, tenuto conto della sostenibilità
economica della ricerca, la rilevazione del maggior numero di soggetti possibile.
TUTTO CIO’ PREMESSO
CONSIDERATA l’esigenza di acquisire il punto di vista dei soggetti interessati
sugli indirizzi operativi per la riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di
ascolto radiofonici individuati dall’Autorità nel presente provvedimento;
RILEVATA, altresì, l’opportunità, coniugando le esigenze di partecipazione al
procedimento e di celerità della costituzione della nuova organizzazione degli indici di
ascolto radiofonici, di costituire presso l’Autorità un tavolo tecnico in funzione di
ausilio al raggiungimento di una posizione il più possibile condivisa dai soggetti
interessati, onde pervenire alla definitiva individuazione di una organizzazione
sistematica della rilevazione degli indici di ascolto radiofonici che garantisca la
correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della rilevazione sia sotto l’aspetto
della governance che della metodologia da impiegare;
UDITA la relazione dei Commissari Sebastiano Sortino e Antonio Martusciello,
relatori ai sensi dell’art. 29 del Regolamento concernente l’organizzazione e il
funzionamento dell’Autorità;
DELIBERA
Articolo 1
1. E’ avviata la consultazione pubblica sugli indirizzi per la riorganizzazione
dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici illustrati dall’Autorità nelle
premesse del presente provvedimento.
2. Nell’ambito della consultazione pubblica di cui al comma 1 è costituito presso
l’Autorità un tavolo tecnico in funzione di ausilio al raggiungimento di una posizione il
più possibile condivisa di tutti i soggetti interessati, onde pervenire alla definitiva
individuazione di un’organizzazione sistematica della rilevazione degli indici di ascolto
radiofonici che garantisca la correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della
ricerca sia con riferimento alla governance che all’impianto metodologico da attuare.
3. Le modalità di consultazione e di costituzione del tavolo tecnico sono riportate,
rispettivamente, negli allegati A e B alla presente delibera, di cui costituiscono parte
integrante.
4. All’esito della consultazione pubblica di cui al presente provvedimento e dei lavori
del tavolo tecnico, che devono concludersi entro novanta giorni dalla data di
pubblicazione della presente delibera nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana,
l’Autorità si riserva di adottare la definitiva organizzazione dell’attività di rilevazione
degli indici di ascolto.
La presente delibera è pubblicata, priva degli allegati A e B, nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e, integralmente, nel sito web dell’Autorità.
Napoli, 20 dicembre 2011
IL PRESIDENTE
Corrado Calabrò
IL COMMISSARIO RELATORE IL COMMISSARIO RELATORE
Sebastiano Sortino Antonio Martusciello
Per attestazione di conformità a quanto deliberato
IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Viola
 
 
Allegato A alla delibera n. 320 del 20 dicembre 2011
MODALITÀ DI CONSULTAZIONE
Con la delibera n. 182/11/CSP del 6 luglio 2011 recante “Linee guida
sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici”,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 169 del 22 luglio 2011,
l’Autorità, a seguito della messa in liquidazione della società Audiradio, ha invitato i
soggetti del comparto radiofonico alla riorganizzazione del sistema di rilevazione degli
indici di ascolto che risponda alle caratteristiche illustrate nella delibera stessa,
assegnando il termine di novanta giorni decorrente dalla sua pubblicazione per la
presentazione di proposte di riorganizzazione.
In esito a tale delibera sono pervenute le proposte dettagliatamente illustrate nelle
premesse del presente provvedimento, in relazione alle quali l’Autorità ha rilevato
l’esistenza di alcune divergenze in ordine alla metodologia da impiegare nella futura
riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici.
Pertanto l’Autorità ha individuato una serie di indirizzi operativi per la riorganizzazione
dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici, diffusamente illustrati
nelle premesse del provvedimento, in merito ai quali intende acquisire, tramite
consultazione pubblica, osservazioni e commenti delle parti interessate, riservandosi di
adottare la definitiva organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto
all’esito di tale consultazione e della conclusione dei lavori del tavolo tecnico di cui
all’articolo 1, comma 2 del provvedimento.
Le comunicazioni, recanti la dicitura “Consultazione pubblica sull’organizzazione
dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici e costituzione di un tavolo
tecnico” , con l’indicazione della denominazione del soggetto rispondente, potranno
essere inviate, entro il termine tassativo di 90 giorni dalla pubblicazione della delibera n.
320/11/CSP nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, tramite raccomandata
con avviso di ricevimento, corriere o raccomandata a mano, al seguente indirizzo:
Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Direzione contenuti audiovisivi e
multimediali, via Isonzo 21/b, 00198 Roma ovvero all’indirizzo di posta certificata
dic@agcom.it.
Le comunicazioni fornite dai soggetti che aderiscono alla consultazione non
precostituiscono alcun titolo, condizione o vincolo rispetto ad eventuali successive
decisioni dell’Autorità stessa.
 
I soggetti interessati possono chiedere, con apposita istanza, di illustrare nel corso di
un’audizione le proprie osservazioni, sulla base del documento scritto inviato in
precedenza. La suddetta istanza deve pervenire all’Autorità almeno dieci giorni prima
della scadenza del termine sopra indicato. Nella medesima istanza dovrà essere indicato
un referente ed un contatto telefonico o di posta elettronica per l’inoltro di eventuali
successive comunicazioni.
I soggetti rispondenti dovranno allegare alla documentazione fornita la dichiarazione di
cui all’art. 3 del regolamento in materia di accesso agli atti, approvato con delibera n.
217/01/CONS e successive modifiche, contenente l’indicazione dei documenti o le parti
di documento da sottrarre all’accesso e gli specifici motivi di riservatezza o di
segretezza che giustificano la richiesta stessa.
In considerazione dell’opportunità di pubblicare le comunicazioni fornite, i soggetti
rispondenti potranno altresì allegare alla documentazione inviata l’indicazione dei
contenuti da sottrarre all’accesso e alla eventuale pubblicazione.
 
Allegato B alla delibera n. 320/11/CSP del 20 dicembre 2011
MODALITÀ DI COSTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DEL TAVOLO
TECNICO
Nell’ambito della consultazione pubblica di cui all’articolo 1, comma 1, del presente
provvedimento, l’Autorità ha rilevato l’esigenza, coniugando le esigenze di
partecipazione al procedimento e di celerità della costituzione della nuova
organizzazione degli indici di ascolto radiofonici, di costituire un tavolo tecnico in
funzione di ausilio al raggiungimento di una posizione il più possibile condivisa di tutti i
soggetti interessati, onde pervenire alla individuazione di una organizzazione
sistematica della rilevazione degli indici di ascolto radiofonici che garantisca la
correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della rilevazione sia sotto l’aspetto
della governance che della metodologia da impiegare .
Al tavolo tecnico istituito presso l’Autorità sono invitati a partecipare i soggetti
interessati alla riorganizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto
radiofonici e possono essere chiamati a partecipare esperti di comprovata esperienza nel
settore della ricerca degli indici di ascolto radiofonici . Il coordinamento dei lavori è
affidato al Direttore della Direzione contenuti audiovisivi e multimediali. I soggetti
interessati sono invitati a far prevenire, entro dieci giorni dalla pubblicazione della
presente delibera nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana,la propria richiesta
di adesione al tavolo tecnico, indirizzata a Autorità per le garanzie nelle comunicazioni,
Direzione contenuti audiovisivi e multimediali, via Isonzo 21/b, 00198 Roma ovvero ,
entro il medesimo termine, in formato elettronico, all’indirizzo di posta certificata
dic@agcom.it.
printfriendly pdf button - Agcom, Delibera N. 320/11/CSP Consultazione pubblica sull'organizzazione dell'attività di rilevazione degli ascolti radiofonici e costituzione di un tavolo tecnico